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Portiere condominio può ritirare raccomandate?

11 Febbraio 2022 | Autore:
Portiere condominio può ritirare raccomandate?

È valida la notifica di atti giudiziari e raccomandate fatta al portiere che, per contratto, non ha il potere di ricevere la posta dei condòmini?

La principale funzione del portiere di condominio è quella di sorvegliare l’uso delle parti comuni, come ad esempio l’androne d’ingresso, le scale, l’ascensore, ecc. Nei grandi stabili si occupa anche di fornire informazioni (ad esempio, in quale scala si trova uno studio medico) e di verificare il corretto funzionamento dei servizi comuni, come l’impianto di riscaldamento. Il portiere di condominio può ritirare le raccomandate?

In realtà, in quanto dipendente del condominio, le competenze del portiere sono stabilite dal contratto di assunzione. Di conseguenza, la prima e più importante fonte dei poteri conferiti al custode è proprio il suo contratto. È anche vero, però, che a volte il portiere riceve la posta dei condòmini anche se le sue mansioni non lo prevedono. In un caso del genere, è valida la notifica degli atti giudiziari? Il portiere di condominio può ritirare le raccomandate anche se il contratto non lo prevede? Scopriamolo insieme.

Portiere di condominio: chi è?

Il portiere del condominio non è altro che la persona che si occupa della custodia dello stabile ovvero, più nello specifico, delle sue parti comuni, come ad esempio l’androne, il cortile, le scale, l’ascensore, ecc.

Portiere di condominio: cosa fa?

Le competenze del portiere condominiale sono molto varie e dipendono dalle mansioni espressamente previste all’interno del contratto di assunzione. Non bisogna dimenticare, infatti, che il portiere è pur sempre un dipendente (a tempo determinato o indeterminato, part-time o full-time) del condominio.

Come ricordato, il compito principale dell’addetto al servizio di portierato è di sorvegliare le aree comuni del condominio; capita spesso, però, che al portiere siano attribuite altre mansioni, come ad esempio:

  • far rispettare le regole condominiali;
  • aprire e chiudere le porte d’accesso all’edificio negli orari stabiliti;
  • utilizzare gli strumenti di videosorveglianza;
  • ritirare la corrispondenza.

Proprio di quest’ultimo aspetto ci occuperemo tra un istante, quando vedremo se il portiere di condominio può ritirare le raccomandate.

Portiere: quale maggioranza per nominarlo?

L’assunzione di un portiere rientra tra gli atti di straordinaria amministrazione; l’amministratore non può pertanto procedervi autonomamente, senza il consenso dei condòmini.

Per l’assunzione del portiere serve che l’assemblea deliberi con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno metà del valore dell’edificio (500 millesimi).

Portiere: può ricevere la posta dei condòmini?

Di solito, quando il portalettere non trova nessuno in casa lascia la posta al portiere, il quale si assume poi l’impegno di consegnarla ai destinatari. Il portiere può dunque ricevere la posta dei condòmini?

Dipende da quello che c’è scritto nel contratto di assunzione: se tra le mansioni vi è anche quella di ritirare la posta per conto del condominio, allora sicuramente questo potere rientra tra le sue competenze.

Stesso discorso vale per la cosiddetta corrispondenza straordinaria, cioè per tutti gli atti per cui occorre la firma del destinatario: si pensi alle raccomandate e agli atti giudiziari (quelli con la busta verde, per intenderci).

In questa circostanza i casi sono due:

  • se il portiere è autorizzato per contratto a ritirare la corrispondenza, il portalettere potrà consegnarla a lui senza alcun problema;
  • se il portiere non è autorizzato al ritiro, il portalettere dovrà inserire l’avviso di giacenza nella cassetta postale del destinatario.

I problemi sorgono quando il portiere ritira una raccomandata o un atto giudiziario senza essere espressamente incaricato a ciò. Vediamo cosa accade in questa circostanza.

Portiere: può ritirare raccomandate e atti giudiziari?

Abbiamo detto nel paragrafo precedente che il portiere può senz’altro ricevere la corrispondenza straordinaria (raccomandate e atti giudiziari) per conto dei condòmini assenti, se il contratto di assunzione o eventuali deleghe lo consentono.

Cosa succede se il portiere ritira le raccomandate senza autorizzazione? Ebbene, in un caso del genere la notifica dell’atto è comunque valida: secondo la normativa che regola il servizio postale [1], sono sempre abilitati a ricevere gli invii postali presso il domicilio del destinatario i componenti del nucleo familiare, i conviventi, i collaboratori familiari dello stesso e, se vi è servizio di portierato, il portiere.

In altre parole, dal punto di vista del servizio postale, il portiere è soggetto cui si può consegnare la corrispondenza. Questo significa che al portalettere non interessa se il servizio di portierato comprenda o meno anche la mansione di ricezione della corrispondenza: ai fini della corretta consegna, il portiere è sempre soggetto legittimato al ritiro della posta.

D’altronde, il portalettere non potrebbe pretendere che il portiere gli mostri il proprio contratto per verificare le mansioni a cui è preposto oppure la delega conferitagli dai singoli condòmini.

Il fatto che il portiere abbia ritirato la raccomandata senza esserne autorizzato è vicenda che può essere fatta valere nei rapporti interni tra portiere e condominio (ad esempio, in merito al diritto a una maggiore retribuzione oppure alla violazione del contratto che non prevedeva questa specifica mansione), ma non può essere opposta al soggetto notificante, cioè al portalettere.

Alla stessa conclusione giunge anche la Corte di Cassazione [2] per quanto riguarda la notifica di atti giudiziari: l’atto può essere consegnato ai soggetti abilitati a riceverlo, tra i quali rientra anche il portiere, come peraltro stabilito dalla legge stessa [3].

In caso di notifica nelle mani del portiere, però, l’ufficiale giudiziario deve dare atto, a pena di nullità, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto (familiari, conviventi, ecc.).

Notifiche al portiere: sono valide?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo dire che, secondo la legge, le notifiche fatte al portiere sono valide in tutti i casi, anche quando non è autorizzato a ricevere la posta. La consegna dell’atto giudiziario nelle mani del portiere assicura che il medesimo atto sia pervenuto al destinatario.

Per quanto riguarda le sole raccomandate, se il soggetto che ha ritirato la busta fosse o meno autorizzato alla ricezione è questione che attiene al rapporto interno tra portiere e destinatario (e coinvolge eventuali profili di responsabilità del portiere).


Le notifiche fatte al portiere sono valide in tutti i casi, anche quando non è autorizzato a ricevere la posta. Per quanto riguarda le sole raccomandate, se il soggetto che ha ritirato la busta fosse o meno autorizzato alla ricezione è questione che attiene il rapporto interno tra portiere e destinatario (e coinvolge eventuali profili di responsabilità del portiere).

note

[1] Art. 27, delibera N. 385/13/CONS, adottata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

[2] Cass., sent n. 27352 del 29 dicembre 2016.

[3] Art. 139 cod. proc. civ.

Autore immagine: canva.com/


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1 Commento

  1. Quando qualsiasi raccomandata o atto viene consegnato in mani del portiere , ci deve sempre essere l’invio di una seconda raccomandata da parte del mittente per mettere a conoscenza il destinatario della primitiva consegna

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