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Violazioni al Codice della strada: sanzioni amministrative

12 Febbraio 2022 | Autore:
Violazioni al Codice della strada: sanzioni amministrative

Come vengono contestati gli illeciti commessi al volante, sia attraverso il pagamento delle multe sia con dispositivi accessori. Dove presentare ricorso.

Violare il Codice della strada comporta, a seconda dell’infrazione commessa, sanzioni di tipo amministrativo o di tipo penale. Ci sono dei casi in cui è prevista solo una multa (ad esempio, il classico divieto di sosta), altri in cui si aggiunge una sanzione accessoria (la decurtazione dei punti della patente per un eccesso di velocità) e dei comportamenti che vengono considerati reato (la fuga e l’omissione di soccorso in caso di incidente con feriti, per citarne uno). Le violazioni al Codice della strada con sanzioni amministrative sono le più numerose: tali sanzioni vengono comminate in presenza di un illecito amministrativo, vale a dire di determinate condotte vietate dalla legge.

Come accennato, le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada possono essere di natura pecuniaria (quello che tutti conoscono con il nome di «multa», che prevede il pagamento di una somma in base all’infrazione commessa e alla sua gravità) oppure di natura accessoria. Vediamo in che cosa consistono.

Codice della strada: le sanzioni pecuniarie

Tra le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, le più comuni sono le sanzioni pecuniarie, cioè le tipiche multe che arrivano a casa per raccomandata o che vengono consegnate direttamente da una pattuglia di Polizia in caso di contestazione immediata.

Consistono, quindi, nel pagamento di una somma di denaro, generalmente compresa tra un minimo e un massimo stabilito dallo stesso Codice. Pagare di meno o pagare di più varia a seconda della gravità dell’infrazione commessa.

Codice della strada: sanzioni pecuniarie in misura ridotta

Il Codice della strada prevede anche il pagamento in misura ridotta, indipendentemente dall’applicazione o meno di sanzioni accessorie [1]. Il trasgressore può avere tale agevolazione:

  • pagando entro cinque giorni dalla data di contestazione immediata della violazione o di notifica della sanzione: la somma sarà ridotta del 30%;
  • pagando entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla data di notifica della sanzione: la somma sarà pari al minimo fissato per l’infrazione commessa.

C’è, però, un’eccezione per quanto riguarda lo sconto del 30% se la multa viene pagata entro cinque giorni: il beneficio non viene applicato se, oltre alla sanzione pecuniaria, sono previste quelle accessorie della confisca del veicolo e della sospensione della patente.

Codice della strada: dove pagare la sanzione pecuniaria

Ci sono diverse opzioni per pagare la sanzione amministrativa per violazioni al Codice della strada. Secondo la normativa, è possibile farlo:

  • presso l’ufficio da cui dipende l’agente di polizia che ha accertato l’infrazione;
  • in posta, tramite versamento su conto corrente postale con l’apposito bollettino;
  • se l’amministratore lo prevede, tramite versamento su conto corrente bancario (anche con strumenti di pagamento elettronici);
  • se l’agente di polizia è munito dell’apparecchiatura adatta in loco, tramite pagamento diretto al momento della contestazione nella misura ridotta e con strumenti di pagamento elettronico (carta di credito, di debito, ecc.). Al trasgressore viene consegnata la ricevuta di avvenuto pagamento e del verbale di contestazione.

In quest’ultimo caso, però, la sanzione deve essere pagata in misura piena, cioè non ridotta, quando il trasgressore:

  • non ha voluto fermarsi all’alt degli agenti;
  • si è rifiutato di esibire patente, libretto o qualsiasi altro documento richiesto e che deve obbligatoriamente tenere in auto. Il verbale viene trasmesso al prefetto entro dieci giorni dall’identificazione del trasgressore.

Codice della strada: le sanzioni amministrative accessorie

Abbiamo detto che le sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al Codice della strada sono accompagnate, in determinati casi, da sanzioni amministrative accessorie. Si tratta di una sorta di «aggravante» per sottolineare l’importanza e la pericolosità dell’infrazione commessa.

Non si tratta di un elemento discrezionale: le sanzioni amministrative accessorie vengono fissate dal Codice accanto a quelle pecuniarie. Le principali sono:

  • la decurtazione dei punti dalla patente di guida;
  • il fermo amministrativo del veicolo;
  • la confisca amministrativa;
  • il ritiro dei documenti di circolazione o della targa;
  • la sospensione o il ritiro della patente.

Codice della strada: come contestare le sanzioni amministrative

Per opporsi ad una sanzione amministrativa per violazioni al Codice della strada occorre presentare un ricorso amministrativo al prefetto territorialmente competente nel luogo in cui è stata commessa la violazione entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla data di notifica del verbale.

Dalla data in cui il ricorso è stato ricevuto in Prefettura, l’Ufficio o il Comando in cui presta servizio l’agente che ha rilevato l’infrazione ha la possibilità di inviare al prefetto gli atti alla base dell’accertamento, allegando eventuali prove che dimostrino la regolarità della contestazione e della sanzione.

Il prefetto può decidere se accogliere il ricorso e annullare la sanzione, se modificarla o se confermarla (per un importo non inferiore al doppio del minimo previsto ma consentendo anche il pagamento a rate) entro 120 giorni dalla data in cui ha ricevuto gli atti dall’Ufficio o dal Comando accertatore.

C’è una seconda via per contestare la sanzione ed è quella di presentare un ricorso al Giudice di Pace (o al tribunale se il Giudice di Pace non ha competenza in materia) del luogo in cui è stata commessa la presunta violazione. Il ricorso va presentato entro 30 giorni dalla data della contestazione immediata o di notifica del verbale.

Le due azioni sono alternative ma si può anche presentare al Giudice di Pace opposizione alla decisione del prefetto, sempre entro 30 giorni dalla data in cui è stato notificato il provvedimento prefettizio.


note

[1] Art. 202 cod. str.


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