Diritto e Fisco | Articoli

Come opporsi a un’usucapione?

23 Novembre 2021
Come opporsi a un’usucapione?

Strategie, tecniche e contestazioni contro chi occupa un terreno o una casa altrui.

L’idea che qualcuno possa diventare proprietario dell’altrui terreno o abitazione non fa dormire molte persone. Ma se fosse davvero così, se lo spauracchio fosse effettivo, l’usucapione non si realizzerebbe mai. Difatti, affinché si possa formare l’usucapione, oltre al decorso di un lungo lasso di tempo (20 anni di norma; 10 anni se si possiede un contratto astrattamente valido) è necessaria anche l’inerzia del proprietario. Questi cioè non deve attivarsi nel rivendicare il possesso del proprio bene pur sapendo o potendo sapere che è in mano a un’altra persona.  

La giustificazione dell’usucapione si fonda proprio in questo: nell’assoluta indifferenza del titolare del bene. Ed allora come opporsi a un’usucapione? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cos’è l’usucapione?

Grazie all’usucapione, chi per molto tempo utilizza il bene di un’altra persona, comportandosi alla luce del sole come se fosse l’effettivo titolare dello stesso, ne acquista la proprietà. Il tutto senza bisogno di un contratto, di un atto notarile e tantomeno del consenso altrui. È sufficiente recarsi dal giudice del tribunale e, con una ordinaria causa intentata contro colui che dai registri immobiliari risulta ancora titolare del bene, dare prova dei presupposti richiesti dalla legge. 

I presupposti dell’usucapione sono in particolare:

  • l’avere acquisito la disponibilità materiale del bene in modo pacifico, quindi né violentemente (ad esempio, intimando al proprietario di uscire fuori o scassinando la porta di casa), né in modo clandestino (ossia di nascosto). Tipico è il caso di una persona che dà a un contadino il compito di arare il proprio terreno affinché lo mantenga fertile;
  • l’aver esercitato sul bene dei poteri mai attribuiti dal suo titolare, poteri tipicamente connessi al diritto di proprietà: ad esempio, la spianata di un terreno, il cambio di destinazione di un appartamento o la sua ristrutturazione, il cambio di serratura di un cancello, ecc.;
  • il decorso di almeno 20 anni da quando tale primo atto di esercizio della proprietà è avvenuto;
  • l’indifferenza del titolare del bene che non deve essersi attivato per recuperarne la disponibilità materiale. 

Leggi anche Usucapione: quando e perché si perde il diritto di proprietà

Come opporsi a un’usucapione: l’atto di citazione

Ci sono due modi per opporsi all’usucapione. Il metodo migliore è impedire che si compiano i 20 anni di possesso indisturbato del bene. A tal fine, bisogna quindi diffidare il detentore del bene chiedendogli la restituzione dello stesso. Non basta però una semplice raccomandata a.r., una pec, un telegramma. È necessaria la notifica, a mezzo dell’ufficiale giudiziario, di un atto processuale, una citazione in giudizio che ovviamente deve essere redatta e sottoscritta da un avvocato. 

Non importa poi se la causa viene effettivamente intrapresa o meno: è sufficiente il solo fatto di portare a conoscenza della controparte l’atto processuale che dovrebbe dare il via a tale causa. In buona sostanza, non c’è bisogno di intraprendere il processo iscrivendolo a ruolo e versando le relative imposte allo Stato. 

In questi termini, la notifica dell’atto di citazione si risolve in una sorta di diffida che interrompe il termine dei 20 anni per il calcolo dell’usucapione, facendolo decorrere nuovamente da capo. 

Come opporsi a un’usucapione: la comparsa di risposta

Il secondo modo per opporsi all’usucapione è quello più rischioso. Si tratta di attendere che il detentore del bene avvii la causa in tribunale per l’accertamento dell’acquisizione del diritto di proprietà e difendersi in tale sede a mezzo del proprio avvocato.

La difesa potrà consistere nello smontare le prove avversarie e le dichiarazioni dei testimoni che l’attore porterà in processo. Bisogna dimostrare, ad esempio, che non vi è mai stato un atto volto a manifestare l’intenzione di esercitare sul bene i tipici poteri connessi al diritto di proprietà (il secondo dei requisiti che abbiamo indicato in apertura): elemento quest’ultimo più difficile da provare. Il semplice fatto di aver coltivato un terreno o tenuto in affitto un appartamento non basta all’usucapione se vi è la tacita ammissione dell’altrui proprietà. Come detto, il detentore deve comportarsi come se fosse l’unico ed effettivo proprietario e di ciò deve fornire le prove in processo.

Un altro modo per difendersi da una causa di usucapione è far rilevare che il termine di 20 anni non si è ancora compiuto. Si tenga a tal fine conto che tale termine inizia a decorrere dal primo degli atti compiuto dal detentore che denotano la sua volontà di atteggiarsi ad esclusivo proprietario: più viene fatto slittare in avanti tale atto e minori sono le possibilità che si completi il termine ventennale. 

Si tenga tuttavia conto, a tal fine, che se l’utilizzatore dell’immobile decede e, al suo posto, i suoi eredi continuano a tenere lo stesso comportamento, il termine dell’usucapione maturato dal primo si somma a quello degli eredi.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube