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Comprare in criptovalute è legale?

12 Febbraio 2022 | Autore:
Comprare in criptovalute è legale?

Come si convertono gli euro in bitcoin? La moneta digitale è legale in Italia? In quali casi è possibile fare compere con un portafogli virtuale?

Un tempo, l’unico modo di pagare era attraverso il denaro contante, cioè le banconote. Con il crescente affidamento dei propri risparmi alle banche e gli obblighi di tracciabilità imposti dalla legge, la moneta cartacea è stata sostituita da quella bancaria, cioè dall’insieme dei mezzi di pagamento, come bonifici, assegni, carte di credito, carte di debito, resi disponibili dai servizi di intermediazione forniti dagli istituti di credito. Oggi, si assiste a un nuovo tipo di moneta: quella digitale o virtuale. È legale comprare in criptovalute?

Avrai sentito parlare dei Bitcoin, probabilmente la criptovaluta più nota in assoluto. Ebbene, grazie a questo particolare denaro, è possibile convertire i propri soldi in moneta virtuale e poi utilizzarla per fare degli acquisti. Ma è lecito tutto ciò? Comprare in criptovalute è legale? Se ti stai ponendo questa domanda, sei nel posto giusto: prosegui nella lettura per trovare le risposte che cerchi.

Criptovaluta: cos’è?

Come anticipato in premessa, la criptovaluta è una moneta digitale. Cosa significa? Vuol dire che le criptovalute esistono solo virtualmente, non essendoci una versione “cartacea” o tangibile.

Per renderti meglio l’idea, le criptovalute sono un po’ come le fiches in una partita a poker online: a fronte di un pagamento in euro iniziale, è attribuita una determinata quantità di moneta virtuale che può essere impiegata per giocare (nel caso della criptovaluta, per fare pagamenti).

Come faccio a convertire gli euro in criptovaluta?

Da quanto appena detto sorge spontanea una domanda: come faccio a convertire i miei euro in criptovaluta? Di certo, non è possibile fare ciò recandosi in banca: come detto, infatti, la criptovaluta non è tangibile.

Per poter acquistare moneta digitale è necessario aprire un portafoglio/conto virtuale (cosiddetto wallet) mediate l’iscrizione a piattaforme on-line (exchange) che fungono da vere e proprie cambia valute.

In pratica, una volta collegato ad un conto corrente bancario o ad una carta di credito, questi particolari siti consentono lo scambio di valute virtuali dietro corrispettivo di un prezzo.

Una volta effettuato l’acquisto, le monete digitali possono essere conservate all’interno del proprio conto virtuale; il proprietario avrà così la possibilità di:

  • riconvertirle in euro (o nella propria valuta);
  • utilizzarle per effettuare pagamenti in favore di altri soggetti (anch’essi titolari di un conto virtuale) che le accetteranno come mezzo di scambio.

Insomma: collegandosi ad appositi siti (cosiddetti exchanger) che fungono da veri cambia-valute, è possibile pagare per convertire moneta corrente in criptovaluta, ad esempio in Bitcoin. Uno dei più famosi è il sito Coinbase, che è perfino quotato in borsa.

Acquistare in criptovalute è legale?

In Italia, non c’è una legge che vieti di fare acquisti avvalendosi di moneta digitale; ciò significa che comprare in criptovalute è legale, nonostante questi “soldi virtuali” non siano riconosciuti da alcuna legge.

C’è da dire, però, che intorno al mondo delle criptovalute ci sono non poche perplessità: questo metodo di pagamento, affidandosi a una moneta virtuale inesistente al di fuori del mondo digitale, è spesso utilizzata per effettuare operazioni illecite, come ad esempio l’acquisto di sostanze stupefacenti o di prodotti che sono frutto di un precedente reato (si pensi alla vendita di beni rubati, fatto che di per sé costituisce il reato di ricettazione).

Criptovaluta: è moneta legale?

Il fatto che acquistare con criptovalute sia legale non significa che la moneta digitale abbia corso legale. Una moneta legale è definita tale quando deve essere accettata come pagamento per l’estinzione di un debito.

Le criptovalute, al contrario, non sono riconosciute come valuta legale; pertanto, possono essere utilizzate come pagamento solo se entrambe le parti all’interno di una transazione ne accettano il loro utilizzo.

Detto ancora in altre parole, la circolazione delle criptovalute come mezzo di pagamento si fonda sull’accettazione volontaria da parte degli operatori di mercato i quali, sulla base della fiducia, decidono di riceverla come corrispettivo nello scambio di beni e servizi, riconoscendone quindi il valore indipendentemente da quanto stabilito dalla legge.

Questa caratteristica è al contempo la forza e il punto debole delle criptovalute: e infatti, se il successo della moneta digitale è dato proprio dal fatto di essere virtuale e, quindi, gestibile tramite i moderni dispositivi che accedono a Internet, dall’altro lato il problema è che si può acquistare con criptovaluta solo dai venditori che consentono di fare ciò.

Prendiamo come esempio il più grande store online del mondo: Amazon. Amazon non accetta pagamenti diretti in criptovalute. È tuttavia possibile acquistare dei buoni regalo (le cosiddette gift card) tramite moneta virtuale. In questo modo, si potrà usare indirettamente la criptovaluta per comprare sulla piattaforma Amazon.



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