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Responsabile il chirurgo estetico senza consenso informato

7 Luglio 2014 | Autore:
Responsabile il chirurgo estetico senza consenso informato

Prima di sottoporre il paziente a un intervento, il chirurgo estetico deve informarlo che il trattamento potrebbe anche peggiorarne l’aspetto fisico altrimenti l’assistito avrà diritto al risarcimento del danno in quanto sottoposto a un’operazione non autorizzata da un valido consenso.   

  

La Cassazione [1] ha recentemente stabilito che scatta il diritto del paziente al risarcimento del danno quando il chirurgo estetico, prima di sottoporlo a intervento, non lo abbia informato del fatto che il trattamento potrebbe anche non migliorarne l’aspetto fisico; e questo nonostante l’intervento sia stato poi eseguito in modo corretto.

Infatti, trattandosi di operazioni non necessarie alla salute, il medico deve informare bene il paziente dei benefici, delle modalità di intervento, dell’eventuale scelta tra tecniche diverse e soprattutto dei rischi prevedibili.

Tali informazioni devono essere rese con un linguaggio chiaro e in ogni caso adeguato al livello intellettivo e culturale del paziente che solo così potrà effettuare una scelta consapevole e quindi prestare il proprio consenso informato prima di sottoporsi all’intervento medico eseguito dal chirurgo estetico.

Il Consenso informato si basa su due diritti fondamentali della persona: il diritto alla salute e il diritto all’autodeterminazione [2].

Infatti, ogni individuo ha il diritto di essere curato nonché il diritto di ricevere le opportune informazioni relative ai possibili sviluppi dell’intervento e alle eventuali tecniche alternative; informazioni che devono essere le più esaurienti possibili al fine di garantire una scelta libera e consapevole da parte del paziente.

Quindi, il chirurgo estetico ha il dovere di acquisire il consenso informato del proprio paziente prima di sottoporlo al trattamento sanitario altrimenti scatta il diritto del paziente al risarcimento del danno indipendentemente dall’esito dell’intervento in quanto il danno consiste proprio nel fatto che il paziente non abbia potuto scegliere in maniera consapevole se sottoporsi o meno all’intervento medico.


note

[1] Cass. sent. n. 12830 del 06/06/2014

[2] Artt. 2, 13 e 32 Cost.


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