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Lo sai che? Finanziamenti pubblici: responsabilità penale per acquisti-fantasma

Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2012

Ricezione di finanziamenti pubblici senza attuazione del progetto finanziato: condanna penale anche per i soci a responsabilità limitata e i consiglieri delegati che hanno raggirato la Pubblica Amministrazione.

Nel caso in cui una società non attui un progetto per il quale ha ottenuto specifici fondi della pubblica amministrazione, a risponderne personalmente sono anche i soci a responsabilità limitata e i consiglieri delegati.

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione [1] che ha confermato e reso definitiva la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Firenze ai soci e ai consiglieri delegati di una Srl.

La società aveva ottenuto dalla regione Toscana un mutuo agevolato per l’acquisto di un macchinario, una biella, che in realtà non era mai stata acquistata, come evidenziato da un’ispezione effettuata dopo la concessione del finanziamento, ma prima della materiale erogazione del denaro.

Vi è, in casi simili, una condotta fraudolenta volta, con artifici e raggiri, a indurre in errore l’ente erogatore del mutuo e consistente nell’esibizione della falsa documentazione relativa all’acquisto del macchinario. Per aversi il reato è necessario e sufficiente che tale condotta sia in grado, anche solo potenzialmente, di far cadere in errore l’amministrazione pubblica al fine di trarne ingiusti profitti.

Proprio per tale ragione, il reato sussiste anche se il procedimento non sia ancora ultimato, perché ancora in corso atti di controllo sull’utilizzo del finanziamento. Infatti i raggiri in danno della Pubblica Amministrazione  si configurano come tali in qualsiasi fase del procedimento effettuati, in quanto finalizzati a trarre in inganno l’amministrazione in vista di un ingiusto guadagno.

Trattandosi peraltro di reato conseguente al diretto coinvolgimento dei soci nell’attività di amministrazione della Srl, anch’essi rispondono personalmente del danno provocato all’ente mediante l’illegittima percezione del contributo in questione.

di GIORGIA MARIA CALABRO’

note

[1] Cass. sent. n. 2892 del 24 gennaio 2012.


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