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Stendere panni in condominio: ecco quando si può

12 Febbraio 2022 | Autore:
Stendere panni in condominio: ecco quando si può

Non è consentito mettere ad asciugare la biancheria nei condomìni, se si provoca l’effetto gocciolio” e viene leso il decoro architettonico dello stabile.

All’interno di un condominio ci sono regole che devono essere rispettate se si vuole evitare l’insorgenza di spiacevoli problematiche tra i partecipanti come, ad esempio, quelle relative alla possibilità di stendere i panni sul proprio balcone o negli spazi comuni. I regolamenti condominiali, infatti, possono disporre che detta pratica venga effettuata in precisi orari o giorni alla settimana. Il motivo di ciò sta nel fatto che i panni stesi possono provocare fastidiosi gocciolamenti e alterare il decoro architettonico dello stabile.

Sul punto, è intervenuta anche la Corte di Cassazione che, in molteplici pronunce, ha affermato il principio secondo il quale i regolamenti condominiali possono limitare la libertà di stendere i panni all’esterno purché il divieto sia imposto nell’interesse comune di tutti i condòmini [1]. L’inosservanza del predetto divieto può comportare l’applicazione di sanzioni pecuniarie a carico dei trasgressori, se previste nei regolamenti condominiali, e la somma va devoluta al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie. Tuttavia, se i regolamenti non dovessero contenere alcuna previsione, quando si possono stendere i panni in condominio?

In assenza di specifiche disposizioni regolamentari, bisogna agire con buonsenso, per cui è possibile stendere la biancheria in condominio a patto che non si determini un pregiudizio ai vicini.

Anche a tal proposito è intervenuta in più occasioni la Suprema Corte, la quale ha avuto modo di osservare che la biancheria va stesa unicamente negli spazi condominiali e purché non si determini il cosiddetto “gocciolio” [2], cioè lo stillicidio di acqua derivante dallo sciorinare dei panni.

Inoltre, affinché si possano stendere i panni in condominio, non deve essere leso il decoro architettonico dello stabile. I panni messi ad asciugare, quotidianamente o quasi, sulla facciata principale di un condominio potrebbero recare un danno estetico al pari di quelle tende da sole non inserite perfettamente nel contesto di alcuni edifici.

Dal punto di vista della dottrina, poi, è in dubbio se queste fattispecie rientrino o meno nella casistica delle immissioni prevista dall’articolo 844 del Codice civile, il quale dispone che il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di calore, le esalazioni e i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni dal fondo del vicino.

Stendere panni in condominio: quando si può?

È possibile stendere i panni in condominio quando la biancheria messa ad asciugare non provoca quel fastidioso “effetto gocciolio” sul balcone, sul terrazzo o sui vetri delle finestre di chi abita al piano di sotto e sempre che non sussistono divieti espressi nel relativo regolamento.

Invece, se i panni non sono ben strizzati e causano perdite d’acqua, il condòmino sottostante può chiamare in giudizio il vicino, chiedendo al giudice di far rimuovere gli stenditoi dai balconi sopra il proprio terrazzo/balcone per farne cessare il relativo gocciolio.

In tale ipotesi, egli esercita un’azione per eliminare una servitù, cioè per eliminare il diritto dell’altro condòmino di stendere e, quindi, di far sgocciolare i panni [3].

Come si può evitare di ledere il decoro architettonico dello stabile?

Oltre ad evitare l’effetto del gocciolio, affinché sia consentito stendere i panni in condominio, c’è un altro limite da rispettare, ovvero quello relativo al decoro architettonico dello stabile.

Pertanto, si possono stendere i panni in condominio, avendo l’accortezza di strizzarli bene e, nello stesso tempo, operando in un ambito che non leda il decoro architettonico dell’edificio.

Ne consegue che è opportuno stendere in un cortile interno oppure sulla facciata laterale o interna piuttosto che sulla facciata principale. Ciò consente di evitare che qualche condòmino possa rilevare proprio una lesione del decoro architettonico.

Gocciolio: si può configurare un reato?

Secondo quanto affermato dal tribunale di Bari in una sentenza del 2017 [4], la risposta a questa domanda è senz’altro positiva poiché integra la fattispecie di “reato di molestia” il comportamento del condòmino che costringe il proprietario del balcone o del terrazzo sottostante a subire continuamente lo sciorinio dei panni inzuppati d’acqua. Si tratta, infatti, di una condotta valida a disturbare la quiete e ad ingenerare stati nervosi nel vicino di casa.

Altresì, la condotta di stendere panni gocciolanti può qualificarsi come “reato di getto pericoloso di cose”, previsto dall’articolo 674 del Codice penale. Tale tipo di reato si configura nell’ipotesi di chiunque getti o versi in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte ad offendere, imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provochi emissioni di gas, vapori o di fumo. La sanzione prevista è l’arresto fino ad un mese o l’ammenda fino a 206 euro. Tuttavia, affinché la condotta assuma rilievo dal punto di vista penale, è necessario che l’atteggiamento sia continuativo e reiterato.


note

[1] Cass. Civ., sent. n. 49/1992, n. 11126/1994, n. 4509/1997 e n. 9564/1997.

[2] Cass. Civ., sent. n. 6129/2017 e n. 8223/2018.

[3] Cass. Civ., sent. n. 14547/2012.

[4] Trib. Bari, sent. del 03.10.2017.


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