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Bancomat e carte di credito: quanto costano le operazioni all’estero

7 Luglio 2014
Bancomat e carte di credito: quanto costano le operazioni all’estero

Sui prelievi con carte di credito le banche possono applicare commissioni fino al 4 per cento.

Tempo di vacanze, tempo di pianificare – crisi permettendo – un eventuale viaggio.

Il Belpaese è tra le mete più care del Mediterraneo, con la spesa per hotel e ristoranti superiore del 10% rispetto alla media europea. La dura sentenza arriva da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurostat del 2013. Così, l’italiano che deve andare in vacanza comincia a preferire, con maggior interesse, le mete all’estero.

Tuttavia, oltrepassando i confini nazionali, e soprattutto quelli della Ue, è bene adottare qualche accorgimento per evitare di caricarsi di costi inutili. Spese che potrebbero riguardare l’utilizzo sia delle carte di pagamento, sia del telefono o internet.

Meglio la carta di debito

Bisogna distinguere tra area euro ed extra euro, o meglio tra Sepa (Area unica dei pagamenti in euro) ed extra Sepa. Tutte le carte di pagamento che circolano nei 31 Paesi Sepa hanno caratteristiche analoghe e sono accettate in tutti gli esercizi commerciali. Dunque, nell’area Sepa un prelievo con bancomat o carta di credito avrà gli stessi costi applicati in Italia.

Le spese sul prelievo, invece, tendono a essere più alte nei Paesi extra Sepa.

Secondo un’analisi di SosTariffe, per un prelievo di 200 euro presso uno sportello bancomat, le spese possono essere:

– Aria euro: 0,70 € (conti online), 1,05 € (per conti tradizionali) € 6,73 (per carte di credito);

– Aria extra euro: 3,61 € (conti online), 3,75 € (per conti tradizionali) € 10,15 (per carte di credito).

Per un pagamento di 200 euro con carta, le speso sono le seguenti:

– Aria Euro: sempre gratuito;

– Aira Extra euro: 2,63 € (conti online), 2,86 € (per conti tradizionali) € 3,80 (per carte di credito).

Per quanto riguarda la tipologia di strumento, i bancomat, ovvero le carte di debito, sono i prodotti più economici per quanto riguarda i prelievi, in quanto, nella maggior parte dei casi, non viene applicata alcuna commissione sia presso gli Atm della propria banca, sia presso quelli di altri istituti di credito.

La carta di credito, invece, è più onerosa, con commissioni che, sui prelievi, anche presso gli sportelli della propria banca, possono arrivare al 3-4%.

Sul fronte dei pagamenti, invece, non c’è molta differenza tra carta di debito e di credito, in quanto non sono previste commissioni a carico del consumatore.

All’estero, poi, è possibile utilizzare anche le carte prepagate, che hanno costi molto bassi, in linea con i bancomat anche se presentano spese aggiuntive, come quelle di ricarica. Da questo punto di vista, la prepagata è uno strumento da suggerire non tanto per la sua economicità, quanto per le sue caratteristiche di sicurezza.

Tra credito e prepagate

Prima di partire è bene seguire alcuni accorgimenti. Per esempio, chiedere al proprio istituto di credito se il bancomat è abilitato o meno ai prelievi e pagamenti all’estero. E ancora, in merito alla carta di credito più adatta per viaggiare all’estero, bisogna valutare diversi fattori tra cui la paura di furti o clonazioni.

La carta revolving o a saldo è sicuramente comoda per avere contanti anche oltreconfine, ma in caso di furto il plafond mensile potrebbe essere azzerato anche in un’unica operazione. Scegliere una carta prepagata, quindi, potrebbe essere la soluzione perfetta, in quanto il rischio massimo è limitato al credito caricato.

Le carte prepagate, però, non sempre vengono accettate in tutti i Paesi e non sempre vengono ammesse a titolo di garanzia da hotel e noleggi auto. La scelta tra carta di credito tradizionale e prepagata, quindi, va fatta in base alle proprie esigenze, ricordando che quelle aderenti ai circuiti Visa e Mastercard sono le più accettate.

Roaming

Al di là degli strumenti di pagamento, quando si esce dai confini nazionali è bene prestare attenzione anche alle tariffe per effettuare o ricevere telefonate dall’estero e per collegarsi a internet. Martedì 1 luglio è entrata in vigore la nuova eurotariffa, che pone un tetto massimo alle tariffe che possono essere applicate dai vari operatori all’interno della Ue. In particolare, la nuova eurotariffa prevede un costo massimo di 23,18 centesimi al minuto per le chiamate effettuate verso l’Italia, 6,1 centesimi al minuto per le chiamate ricevute, 7,3 centesimi per ogni messaggio inviato e 24,4 centesimi a MB per la navigazione. Uscendo dalla Ue, invece, i costi possono aumentare vertiginosamente. Dunque, conviene informarsi sui costi praticati dal proprio operatore e provare a risparmiare aderendo a una delle promozioni in circolazione.


note

Autore immagine: 123rf com


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