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Come ricevere le ferie in regalo dai colleghi

14 Febbraio 2022 | Autore:
Come ricevere le ferie in regalo dai colleghi

Quando e in che modo è possibile ottenere dei giorni di riposo altrui per assistere un figlio minorenne o un altro familiare stretto bisognoso di cure continue.

Molto più di un regalo di compleanno o di Natale. La cessione delle ferie ad un collega è un gesto che va al di là della sorpresa originale per consentire al festeggiato di portare la famiglia in vacanza sfruttando dei giorni in cui, altrimenti, dovrebbe essere al lavoro. Si tratta, invece, di una possibilità riconosciuta dalla legge in situazioni molto particolari, cioè quando il collega a cui si vuole donare le ferie ha dei figli con seri problemi di salute e continuo bisogno di assistenza. Laddove ferie e permessi della legge 104 non bastano, insomma, possono subentrare i giorni liberi che spettano ai compagni di scrivania. Ma come ricevere le ferie in regalo dai colleghi?

La cessione delle ferie a un collega è stata introdotta nel 2015 dal Jobs Act ma si tratta di un’opzione che, come vedremo tra poco, è soggetta ad alcune condizioni. Significa che non puoi dire in qualsiasi momento a chi lavora con te: «Mi avanzano quattro giorni di ferie che non riesco a fare, li vuoi?». Tantomeno si possono offrire in cambio di soldi («l’azienda non me li paga, se me li paghi tu te li cedo»). Vediamo, allora come ricevere le ferie in regalo dai colleghi e quando è possibile farlo.

Ferie in regalo dai colleghi: quando è possibile?

È stato, dunque, il Jobs Act [1] ad introdurre la possibilità di regalare le ferie ai colleghi, compresi anche i giorni e le ore di riposo diversi da quelli non fruiti durante il rapporto di lavoro. A patto, però, che vengano rispettate alcune condizioni. Nel dettaglio, la cessione può essere fatta solo se:

  • le ferie vengono regalate ad un collega con dei figli minorenni che, per le loro condizioni di salute, abbiano bisogno di assistenza continua;
  • il collega che riceve le ferie lavora nella stessa azienda di chi le dona;
  • le ferie regalate sono già maturate;
  • avviene gratuitamente e non a pagamento o in cambio di qualche tipo di ricompensa;
  • la possibilità di regalare le ferie è prevista dal contratto nazionale di categoria, dove vengono precisate anche le modalità ed i limiti massimi;
  • non vengano superati i limiti di orario di lavoro previsti dalla legge.

Tra le condizioni appena elencate, dunque, va sottolineata la necessità di avere un contratto collettivo che contempli la possibilità di regalare le ferie ad un collega della stessa azienda. In mancanza di questo requisito, con tutta la buona volontà, la cessione non sarà possibile.

Al di là di quanto stabilito dal Ccnl, la legge prevede un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Almeno la metà deve essere goduto (tranne specifiche disposizioni) nel corso dell’anno in cui vengono maturate. Il resto, entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Ferie in regalo dai colleghi: come riceverle?

Chi deve ricevere le ferie in regalo dai colleghi perché deve aiutare un parente che necessita di continua assistenza ma non ha più giorni di riposo o di permesso a disposizione, deve innanzitutto fare una richiesta al datore di lavoro affinché venga avviata la procedura di sostegno da parte dei colleghi della stessa azienda.

Per forza di cose, dovrà dimostrare di avere almeno un figlio minorenne con bisogno di costante assistenza e di cure continue per motivi di salute. Per fare ciò, sarà tenuto ad allegare alla domanda la documentazione sanitaria che dimostri tale esigenza. Sarà, poi, il datore di lavoro a «sondare il terreno» tra i colleghi del richiedente per verificare la loro disponibilità alla cessione.

La scelta di cedere le ferie, una volta formalizzata, non può essere revocata.

Ferie in regalo dai colleghi: si possono avere per assistere altri parenti?

Abbiamo detto più volte che il Jobs Act ha introdotto la possibilità di regalare le ferie ad un collega solo se questi ha un figlio bisognoso di cure continue e di assistenza costante per motivi di salute. Si parla di «figli minorenni», nonostante venga automatico pensare che anche a 18, 20 o 30 anni si può avere questo tipo di esigenza.

In effetti, ferma restando la possibilità di accedere ai permessi della legge 104 e solo quando il contratto collettivo lo prevede, si può anche adottare questa norma per altri familiari stretti che si trovano in una situazione di particolare fragilità a causa di una patologia delicata. Si parla, ad esempio, di chi ha un parente malato di tumore, di cuore o di diabete in uno stadio avanzato. Questa eccezione può riguardare un familiare di primo grado convivente, una situazione di disabilità grave del coniuge o la «grave ed indifferibile necessità di assentarsi a fronte di eventi urgenti/eccezionali che esauriscano ogni altra causale di assenza a disposizione».


note

[1] Art. 24 D.lgs. n. 151/2015.

Autore immagine: canva.com/


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