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Partita Iva forfettaria: come funziona?

4 Dicembre 2021
Partita Iva forfettaria: come funziona?

Mio figlio deve aprire una partita Iva forfettaria, non avendo mai avuto altre attività. Qual è il regime fiscale da applicare? Ci risulta 5% per i primi 5 anni: è corretto? Qual è il regime contributivo (Inps) da applicare per uno sviluppatore web? Qual è il regime contabile da applicare? Qual è il codice di attività per l’apertura della partita Iva?

Il regime fiscale che dovrà essere applicato alla nuova attività del giovane imprenditore, sarà quello forfettario start-up che ha una tassazione che prevede un’unica aliquota al 5% per i primi cinque anni dall’apertura della partita Iva.

Pertanto, se apre la partita Iva nell’anno in corso (2021), il giovane contribuente potrà usufruire dell’aliquota start-up al 5% per gli anni di imposta 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, e inizierà a pagare il 15% di imposte dall’anno 2027, relativamente all’anno di imposta 2026.

Tale regime fiscale, deve essere scelto subito, all’apertura della partita Iva: in caso contrario, il regime applicabile si dedurrà dall’attività concludente (si precisa che il limite dei ricavi e dei compensi è di € 65.000,00, superati i quali si esce dal regime fiscale forfettario e si entra in quello ordinario).

La tenuta contabile nel regime forfettario, risulterà semplificata: non vi è l’obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili, ma solamente quello di numerare e conservare le fatture d’acquisto (ed eventuali bollette doganali), di certificare i corrispettivi e di presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le scadenze previste dalla Legge.

Poiché i ricavi conseguiti ed i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta d’acconto, è necessario che il giovane rilasci un’apposita dichiarazione in fattura al fine di informare il cliente che si avvale di questo particolare regime fiscale: «operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 e art. 1, commi da 111 a 113, della Legge n. 208/2015 e s.m. Regime Forfettario».

Per quanto riguarda il codice Ateco riferibile alla figura di “sviluppatore web”, non vi è una risposta certa, in quanto dipende precisamente e concretamente dal tipo di attività che il giovane intende operare. Quelli che più si avvicinano alla tipologia di sviluppatore web, sono i numeri 62.01.00, 62.02.00, 74.10.21, 74.10.29.

L’individuazione di tale codice identificativo, è estremamente importante in quanto determina il regime previdenziale applicabile: se è un’attività economica prevalentemente Artigiana/Commerciale, e, quindi, classificata tale dalla Camera di Commercio, il giovane imprenditore oltre che iscriversi alla Camera di Commercio, sarà inquadrato nella Gestione Artigiani/Commercianti dell’Inps, che prevede un versamento minimo di circa € 4.000,00 a prescindere dal reddito generato dall’attività; se, invece, si tratta di un’attività prevalentemente di libero professionista, sarà assoggettato alla Gestione Separata, che non prevede alcun versamento minimo, ma solo uno in percentuale al reddito prodotto nell’anno (circa il 28%).

Si sottolinea, infine, la possibilità per chi adotta il Regime Forfettario ed in caso di attività soggetta alla Gestione Artigiani e Commercianti, di richiedere all’Inps la riduzione del 35% dei contributi da versare, per i primi 5 anni di attività. Tale scelta, tuttavia, comporta un doppio svantaggio: diminuzione dei contributi in età pensionabile (per i 5 anni di riduzione) e diminuzione dei contributi previdenziali deducibili in sede di dichiarazione dei redditi (per i 5 anni di riduzione).

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Francesca Bonfogo 



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