Diritto e Fisco | Articoli

Quando avviene l’interruzione della prescrizione?

24 Novembre 2021
Quando avviene l’interruzione della prescrizione?

Atto interruttivo della prescrizione: come non perdere il proprio diritto.

La prescrizione, in ambito civile, determina il venir meno di un diritto. È conseguenza del mancato esercizio del diritto stesso ossia dell’inerzia da parte del suo titolare. 

In ambito penale, invece, la prescrizione comporta l’impossibilità di processare o punire un soggetto, seppur colpevole.

Ci si appella alla prescrizione, il più delle volte, per sottrarsi all’adempimento di un obbligo di natura contrattuale o risarcitorio. Si pensi a un debito non estinto. Proprio per evitare tale effetto, il creditore può interrompere la prescrizione esercitando il diritto in questione. In realtà esistono diversi modi per raggiungere tale obiettivo. Ne parleremo meglio, ed in modo pratico, nel corso del seguente articolo rivolto appunto a spiegare quando avviene l’interruzione della prescrizione. Ma procediamo con ordine.Cos’è la prescrizione?

La prescrizione, come anticipato, è rappresentata dall’inutile decorso del tempo durante il quale il titolare di un diritto omette di esercitare i poteri riconosciutigli dalla legge, ingenerando così nella controparte la convinzione che questi abbia rinunciato al diritto stesso. Ragione per cui il debitore viene liberato da ogni obbligo, non potendo essere soggetto all’altrui potestà a tempo indeterminato.

Giovanni è creditore di Marco di 5.000 euro ma non glieli chiede per oltre 10 anni. Si forma la prescrizione e Marco è libero da ogni debito.

Il termine di prescrizione varia in base al diritto. Si va dai 10 anni previsti per l’inadempimento dei contratti ai 5 anni per tutti gli atti illeciti che non scaturiscono da rapporti contrattuali. Ci sono poi numerose eccezioni. Ad esempio è di 3 anni la prescrizione del credito di un professionista; di 2 anni il termine per poter chiedere il risarcimento da incidente stradale; 5 anni il termine per tutti i pagamenti che devono avvenire periodicamente una volta all’anno o a frazioni più brevi (ad esempio gli abbonamenti); 2 anni le bollette della luce, dell’acqua e del gas. Per un’elencazione completa leggi Quando si prescrive un credito?

Quando non opera la prescrizione?

La prescrizione non opera quando il diritto controverso è la proprietà.

Giovanni ha prestato a Marco un libro. Marco lo custodisce a casa sua, ma dopo 10 anni Giovanni gliene chiede la restituzione. Marco è tenuto a obbedire.

L’unico caso in cui la proprietà cessa a seguito del mancato esercizio del diritto da parte del relativo titolare è l’usucapione. In questo caso, però, non è sufficiente l’inerzia del proprietario nel rivendicare il proprio bene e la mancata restituzione del bene stesso. Il detentore deve comportarsi sul bene come se fosse l’esclusivo titolare, esercitando dei poteri che la legge non gli attribuisce (si pensi al cambio di destinazione di un appartamento o alla ristrutturazione di una villa).

Cosa significa interruzione della prescrizione?

Il termine di prescrizione può essere interrotto da uno o più atti che fanno ripartire il conteggio del termine da capo.

Giovanni ha eseguito una prestazione professionale a Marco che non l’ha pagata. Prima del termine di prescrizione di 3 anni, Giovanni invia a Marco una diffida chiedendogli l’adempimento. Il ricevimento di tale atto determina l’interruzione della prescrizione. Sicché il termine di 3 anni inizia a decorrere nuovamente da capo a partire dal giorno successivo a quello del ricevimento della diffida. 

Come si interrompe la prescrizione?

Ci sono numerosi modi per interrompere la prescrizione:

  • una diffida da parte del titolare del diritto;
  • un riconoscimento (esplicito o implicito) del diritto da parte del debitore;
  • un adempimento parziale del debito.

La diffida

La diffida è il classico atto con cui il creditore esercita il proprio diritto. Affinché possa interrompere la prescrizione è necessario che:

  • manifesti esplicitamente la richiesta del pagamento;
  • indichi con esattezza il bene o l’importo dovuto;
  • indichi l’obbligazione a cui il debito si riferisce (ad esempio il numero del contratto);
  • pervenga al destinatario prima della scadenza della prescrizione (conta la data di ricezione della comunicazione).

Può essere indifferentemente inviata con raccomandata a.r., pec, telegramma, fax, lettera consegna a mani e controfirmata per ricevuta.

Il riconoscimento del debito

Il debitore che, per iscritto, ammetta il proprio debito non fa altro che interrompere la prescrizione. 

L’ammissione può avvenire anche tacitamente, ad esempio con una richiesta di rateazione, di sconto o la contestazione dell’entità dell’importo dovuto.

Un adempimento parziale

Secondo la Cassazione, il pagamento parziale, ove accompagnato dalla precisazione della sua effettuazione in acconto, può valere come riconoscimento del diritto, ed è idoneo ad interrompere la prescrizione.

L’avvio del processo civile

L’avvio di una causa civile sospende la prescrizione per tutto il suo decorso. Non la interrompe. Questo significa che il calcolo del termine non riparte da capo ma viene appunto sospeso per tutto l’arco del processo. Pertanto, indipendentemente dalla durata della causa, nel corso di essa la prescrizione non può mai verificarsi. 



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