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Cosa fare se un erede non paga le spese?

24 Novembre 2021
Cosa fare se un erede non paga le spese?

Divisione dei debiti tra gli eredi: come si ripartiscono in base alle quote e come agire contro chi non paga. 

Su un’eredità gravano spesso numerosi debiti. Ci sono diverse spese che gli eredi devono affrontare: da quelle per il funerale alle tasse di successione, dalle cartelle esattoriali alle utenze, dagli oneri condominiali ai finanziamenti in corso. Come si dividono tali importi tra gli eredi e soprattutto cosa fare se un erede non paga le spese? Cerchiamo di fare chiarezza qui di seguito. 

Partiamo però da un’importante distinzione. In presenza di più soggetti debitori, esistono due tipi di debiti: quelli che comportano una «responsabilità solidale» e quelli che invece implicano una «responsabilità parziaria». 

Nel caso di responsabilità solidale il creditore può rivolgersi indifferentemente nei confronti di qualsiasi debitore e chiedere a questi il pagamento dell’intero importo, salvo poi il diritto di questi di rivalersi nei confronti degli altri debitori, in proporzione alle rispettive quote.

Nel caso invece di responsabilità parziaria ciascun debitore resta responsabile solo della propria quota; sicché se gli altri non pagano la loro, egli non ne subisce alcuna conseguenza.

Detto ciò vediamo ora cosa fare se un erede non paga le spese. Dovremo distinguere la soluzione in base al tipo di spese.

Spese per imposte

Tra le imposte che gli eredi devono versare vi sono quelle che gravavano sul defunto prima del decesso e quelle di successione. 

In merito alle prime, se il defunto non ha versato l’Irpef, l’Agenzia delle Entrate può chiedere il pagamento dell’intero importo a ciascun erede. Siamo infatti in presenza di una responsabilità solidale. Pertanto, l’erede costretto a pagare l’intero importo per via dell’inadempimento degli altri potrà poi rivalersi nei confronti degli altri, diffidandoli e, se del caso, agendo in via civile contro di loro per farsi restituire le rispettive quote.

Stesso discorso vale per l’imposta di successione: anche in questo caso, se gli eredi non pagano le quote di loro competenza, il fisco può agire nei confronti di uno solo, salvo poi il diritto di questi di recuperare dagli altri le quote.

Per tutte le altre imposte vige il principio opposto: quello della responsabilità parziaria. Si pensi, ad esempio, all’Imu, al bollo auto, all’imposta sulla spazzatura ecc. Sicché ciascun erede potrà limitarsi a pagare la propria quota senza che l’inadempimento da parte degli altri possa per lui costituire un problema di cui preoccuparsi.

Spese per debiti bancari e finanziamenti

Debiti bancari e finanziamenti ricadono tra i debiti per i quali sussiste la responsabilità parziaria. Ciascun erede deve quindi corrispondere al creditore solo una parte del debito, quella corrispondente alla propria quota di eredità. 

Così, ad esempio, in presenza di un debito di 100mila euro, un soggetto che abbia una quota di eredità pari al 50% dovrà versare alla banca 50mila euro a meno che non abbia accettato con «beneficio di inventario»; in tal caso, egli dovrà versare a tutti i creditori un importo non superiore al valore della propria quota ereditaria. Rimanendo nell’esempio di poc’anzi, l’erede al 50% la cui quota valga 10mila euro dovrà versare solo 10mila euro alla banca, sempre che non esistano altri creditori (nel qual caso i 10mila euro andranno divisi tra tutti costoro).

Spese per la casa

Anche le spese relative alla casa, come gli oneri condominiali e il pagamento delle bollette, seguono la regola della responsabilità parziaria se sono maturate prima della morte del proprietario. Con la conseguenza che ciascun erede pagherà la parte del debito corrispondente alla propria quota di eredità, senza che l’inadempimento da parte degli altri possa costituire per lui un problema. I creditori infatti potranno rivalersi solo nei confronti dell’erede che non ha adempiuto e non con gli altri che invece hanno versato le rispettive quote. 

Invece per le spese condominiali e bollette maturate dopo il decesso vale la regola della responsabilità solidale: tutti gli eredi sono parimenti responsabili e il condominio può aggredire anche uno solo di loro per l’intero importo del debito. 

Tutte le altre spese

Per tutte le altre spese collegate a debiti contratti dal defunto, quindi prima del suo decesso, vale sempre la regola della responsabilità parziaria. In pratica, ciascun erede, dopo l’accettazione dell’eredità, risponde delle obbligazioni del parente deceduto solo nei limiti della propria quota. Facciamo un esempio.

Muore un uomo che lascia tre figli come propri eredi. Ciascuno di questi è erede al 33% del patrimonio del genitore. C’è da pagare un creditore che rivendica 900 euro che gli doveva l’uomo prima di morire. Ogni figlio dovrà versare solo 300 euro, indipendentemente dal fatto che gli altri fratelli abbiano pagato o meno la propria quota. 

Il problema dell’ipoteca sugli immobili dell’eredità

Nonostante la sussistenza di una responsabilità parziaria per i debiti legati alla successione, nulla esclude che un creditore, che non abbia ricevuto il pagamento da parte di uno degli eredi, possa iscrivere ipoteca su un immobile caduto in successione. E ciò anche se gli altri contitolari del bene hanno versato le rispettive quote. 

La legge infatti prevede che, nell’ipotesi di una comunione tra più soggetti sul medesimo bene, il creditore di uno dei comproprietari può ipotecare il bene in questione e sottoporlo a pignoramento, vendendolo così all’asta. Gli altri coeredi quindi si vedranno privare della casa o dell’immobile soggetto ad esecuzione forzata per colpa di un solo debitore. Per evitare tale situazione potrebbero acquistare il bene all’asta o pagare al creditore la quota del condebitore, rivalendosi poi contro di lui. 

In caso di vendita all’asta dell’immobile pignorato per colpa di uno dei coeredi, gli altri parteciperanno alla divisione del ricavato dalla vendita, avanzando un diritto sul prezzo di aggiudicazione pari alla rispettiva quota di eredità. Pertanto, in presenza di tre eredi al 33% ciascuno, di cui uno soltanto debitore, gli altri due avranno diritto rispettivamente al 33% a testa del prezzo ricavato dall’asta. 



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