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La polizia può disperdere un corteo no vax o no pass?

24 Novembre 2021 | Autore:
La polizia può disperdere un corteo no vax o no pass?

Manifestazioni e assembramenti in luogo pubblico: quando sono legali? La polizia può usare la forza per sciogliere una riunione pubblica?

Le forze dell’ordine devono presidiare i luoghi in cui è possibile che si commettano illeciti. È per questo motivo che la prefettura, in vista di assembramenti, cortei o manifestazioni varie, dispone che un contingente di polizia sia sempre presente nel caso in cui ci sia bisogno di intervenire. Con questo articolo vedremo quali sono i poteri delle forze dell’ordine quando occorre contrastare un’adunata potenzialmente sediziosa; nello specifico, spiegheremo se la polizia può disperdere un corteo no vax o no pass.

Nel caso di specie, le forze dell’ordine potrebbero essere chiamate a intervenire attivamente non solo per il rischio sommossa ma anche per quello derivante dalla violazione delle norme sulla prevenzione dei contagi. In altre parole, la polizia può usare la forza per impedire che la manifestazione diventi un pericoloso focolaio di Coronavirus? Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se la polizia può disperdere un corteo no vax o no pass.

Corteo in luogo pubblico: quando è legale?

La Costituzione [1] garantisce il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senza armi, con le seguenti specificazioni:

  • se la riunione avviene in luogo aperto al pubblico (bar, ristorante, teatro, ecc.) non è richiesto preavviso;
  • se la riunione è in luogo pubblico (strada, piazza, ecc.), allora deve essere dato preavviso alle autorità (cioè, al questore), che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Queste regole valgono anche per i cortei, che sono assembramenti in movimento, cioè una riunione di persone che sfila per le strade.

Corteo no vax o no pass: come si organizza?

Le regole per organizzare un corteo no vax o no pass (cioè, di persone contrarie alla vaccinazione anti Covid-19 oppure al Green pass sanitario) sono le stesse per qualsiasi assembramento in luogo pubblico: i promotori devono fornire alla questura territorialmente competente un preavviso di almeno tre giorni [2].

La comunicazione deve essere fatta per iscritto e riportare le seguenti indicazioni:

  • giorno, ora e luogo della manifestazione;
  • oggetto della riunione;
  • generalità e firme degli organizzatori;
  • generalità delle persone che eventualmente prenderanno la parola.

I promotori che non rispettano queste condizioni, cioè che non forniscono il preavviso alla competente autorità pubblica, commettono reato, così come specificato nell’articolo Manifestazione autorizzata: cosa si rischia?

La questura potrebbe vietare l’assembramento solo per comprovati motivi di sicurezza, di incolumità o di salute pubblica. Per le stesse ragioni, può prescrivere determinate modalità di tempo e di luogo alla riunione (ad esempio, che si svolga di giorno e solo per alcune ore).

Ad esempio, per ragioni di salute pubblica, la questura potrebbe vietare la manifestazione no vax o no green pass in una città in cui il numero dei contagi è molto elevato.

Polizia: quando può disperdere un corteo?

Secondo la legge [3], la polizia può ordinare lo scioglimento di riunioni, cortei e assembramenti in luogo pubblico quando:

  • la manifestazione è sediziosa o lesiva del prestigio dell’autorità pubblica;
  • la manifestazione mette in pericolo l’ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini;
  • sono commessi delitti all’interno della manifestazione stessa. Si pensi alle risse o ai tentativi di saccheggio dei negozi.

Sempre secondo la legge, è considerata manifestazione sediziosa l’esposizione di bandiere o emblemi che sono simbolo di sovversione sociale, di rivolta o di vilipendio verso lo Stato, il Governo o le autorità. Si pensi al corteo che sfila mostrando delle bandiere con la svastica.

Per la giurisprudenza, è sedizioso quell’atteggiamento che implica ribellione, ostilità, incitazione al sovvertimento delle pubbliche istituzioni, ovvero che esprime ribellione, sfida e insofferenza verso i pubblici poteri e verso gli organi dello Stato.

Come si disperde un corteo?

Al ricorrere dei casi visti nel precedente paragrafo, e cioè quando la manifestazione pubblica è sediziosa o pericolosa, oppure quando sono commessi dei delitti, le persone riunite o assembrate sono invitate a disciogliersi dagli ufficiali di polizia.

Se l’invito rimane senza effetto, è ordinato il discioglimento con tre distinte formali intimazioni, preceduta ognuna da uno squillo di tromba.

Se restano senza effetto anche le tre intimazioni, oppure queste non possono essere fatte a causa di una rivolta o dell’opposizione dei partecipanti al corteo, gli ufficiali di polizia ordinano che la riunione o l’assembramento siano disciolti con la forza.

Le persone che si rifiutano di obbedire all’ordine di discioglimento sono punite con l’arresto da un mese a un anno [4]. Per ulteriori approfondimenti, si legga l’articolo Quando la polizia può caricare.

Quando la polizia può disperdere un corteo no vax o no pass?

Da quanto detto sinora risulta dunque evidente che la polizia può disperdere un corteo no vax o no pass in tutti i casi in cui la manifestazione, pur se non vietata originariamente dal questore, si riveli sediziosa o metta in pericolo l’ordine pubblico.

Si pensi ad esempio ad alcuni manifestanti che decidano di irrompere nei luoghi pubblici oppure che diano il via a una sassaiola contro vetrine ed edifici: in casi del genere la polizia può senz’altro intervenire e disperdere la folla, anche con la forza.

Quasi inutile dire che, in ipotesi del genere, la polizia non solo potrà ordinare lo scioglimento della riunione, ma anche procedere all’arresto o al fermo di quanti hanno violato la legge, ad esempio rendendosi responsabili di danneggiamento, lesioni personali, ecc.

Ma non solo. In tempi di Coronavirus, il pericolo che può provenire da assembramenti e cortei è anche un altro: quello di favorire l’aumento dei contagi non rispettando le norme sanitarie imposte dallo Stato.

Ebbene, poiché la legge, come sopra richiamato, consente alla polizia di disciogliere non solo gli assembramenti sediziosi o pericolosi per l’ordine pubblico, ma anche quelli in cui sono commessi dei delitti, le forze dell’ordine potranno disperdere un corteo no vax o no pass nel caso in cui siano commessi reati contro la salute pubblica.

Il più importante è sicuramente quello previsto dall’art. 452 cod. pen., che punisce con la reclusione chi, anche solo per colpa, mette a repentaglio la salute pubblica favorendo un’epidemia.

È il caso del corteo che non rispetta il distanziamento imposto dalla legge oppure dei partecipanti che non usano la mascherina o, ancora, dei manifestanti che hanno violato la quarantena pur di scendere in piazza.

Insomma: la polizia può disperdere un corteo no vax o no pass non solo se diventa pericoloso per l’ordine pubblico, ma anche se lo è per la salute pubblica, potendo finanche giungere a utilizzare la forza se l’assembramento non si scioglie dopo tre intimazioni formali.

Infine, può senz’altro essere disperso il corteo no vax o no pass che era stato proibito sin dall’inizio dal questore, oppure quello che si è protratto oltre l’orario consentito dalla pubblica autorità.


note

[1] Art. 17 Cost.

[2] Art. 18 T.u.l.p.s.

[3] Art. 20 T.u.l.p.s.

[4] Art. 24 T.u.l.p.s.

Autore immagine: canva.com/


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1 Commento

  1. Ho guardato il suo video sulle riprese di agenti in servizio d’ordine alle manifestazioni e, come al solito, è stato esauriente. L’ultima parte, dove spiega perché un privato cittadino non può caricare il video sui social mi fa crollare 2 convinzioni: 1) sapevo che se fotografo o riprendo un luogo pubblico con della gente (quindi non primi piani specifici) non ho bisogno di consensi; 2) pensavo che la legge che equiparava i gestori di blog e siti web ad editori fosse passata, quindi forse non posso pubblicare tali video sui social, ma posso su blog o siti web in genere. A questo punto, qual’è la legge? Grazie per i video interessantissimi e buon lavoro.

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