Diritto e Fisco | Articoli

Coadiuvante agricolo e libero professionista: è possibile?

4 Dicembre 2021
Coadiuvante agricolo e libero professionista: è possibile?

Lavoro nell’azienda agricola di famiglia ma, parallelamente, vorrei intraprendere un’attività di freelance/consulente. Come dovrei regolarizzare la mia posizione fiscale? Il mio inquadramento di coadiuvante agricolo si modificherebbe? Devo, obbligatoriamente, aprire una partita Iva o esistono formule più vantaggiose?

Innanzitutto, occorre precisare che aprire la partita Iva è obbligatorio per tutti i professionisti (iscritti o meno ad un albo professionale), che esercitano un’attività lavorativa continuativa e abituale per mezzo di una ditta individuale, un’impresa commerciale, industriale o artigiana.  Pertanto, sarà il primo adempimento necessario nel caso in cui si deciderà di iniziare una qualsiasi attività individuale, sia che il centro di business sia un bar, sia la professione di grafico. Tali attività possono essere iniziate senza alcun limite di fatturato, pur mantenendo inalterato l’inquadramento di coadiuvante agricolo.

Quando tale seconda attività di libero professionista dovesse diventare il reddito prevalente rispetto allo svolgimento della mansione di coadiuvante agricolo, da valutarsi non solo in termini puramente di profitto, ma anche di abitualità, di impegno e di tempo impiegato, si renderà necessario comunicarlo all’Inps ed iscriversi alla gestione preposta per il tipo di attività svolta, anche se si versano già i contributi in qualità di lavoratore subordinato: non si dovrà, però, pagare la contribuzione piena, ma un’aliquota ridotta.

Se invece, in base all’attività professionale che si intende esercitare, esiste una cassa previdenziale di categoria, sarà obbligatoria l’iscrizione e il pagamento dei contributi, nei termini previsti dal regolamento dell’associazione.

Anche in questo caso, la maggior parte delle gestioni prevede, per i liberi professionisti che svolgono anche lavoro subordinato, il pagamento di contributi previdenziali ridotti.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Francesca Bonfogo



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube