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Casa editrice: come aprirla?

18 Dicembre 2021
Casa editrice: come aprirla?

Mi sono iscritto ad un corso di Editoria per saperne di più sulle case editrici e su alcune figure professionali. Stavo meditando di aprire una casa editrice rivolta a giovani autori, magari proponendo anche di tradurre libri stranieri. Come potrei fare?

Innanzitutto, è bene precisare che l’editore è un imprenditore, quindi è importante creare un business plan con indicate le prospettive di vendita, i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale. Questo permetterà sia di pianificare la gestione dell’attività sia di impostare la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali autori da un lato e acquirenti di libri dall’altro: tale passaggio è fondamentale per la buona riuscita dell’impresa e, conseguentemente, per un buon posizionamento nel mercato di riferimento.

La casa editrice, pertanto, essendo un’azienda vera e propria, è soggetta all’apertura non solo della partita Iva ma anche all’osservanza di specifici obblighi come l’iscrizione alla Camera di Commercio ed il deposito legale. Con “deposito legale” si intende l’obbligo, stabilito dalla legge, di depositare presso particolari organismi i libri e, in generale, le opere diffuse a mezzo stampa e distribuite sia alle librerie nazionali che a quelle del bacino d’utenza cui si rivolge l’attività editoriale.

Il deposito, che avviene in seguito all’attribuzione del codice Isbn, deve essere effettuato dai produttori o dai distributori delle opere. In particolare, la Legge 106 del 15 aprile 2004 – che, insieme al D.P.R. 252 del 3 maggio 2006 regola l’istituto del “deposito legale” – stabilisce che i soggetti obbligati al deposito sono: l’editore, o comunque il responsabile della pubblicazione; il tipografo, qualora manchi l’editore; il produttore o il distributore di documenti non librari o di prodotto editoriali simili; il Ministero per i beni e le attività culturali e il produttore di opere filmiche.

Sono esonerate dal deposito le ristampe, pubblicazioni con distribuzione ad un pubblico privato (corsi, amici, gruppi), microtirature, materiale didattico o formativo per uso interno o autori stranieri che stampano in Italia.

Quanto alla scelta dei libri da stampare, che siano giovani autori emergenti o testi stranieri da tradurre in italiano, dipende dal taglio che si vuole dare alla casa editrice: in ogni caso, è fondamentale pensare a quale genere di lettori ci si intende rivolgere e quanto quel libro possa essere interessante per loro, non solo nell’immediato ma anche a distanza di qualche tempo.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Francesca Bonfogo



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