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Grafico con lavoro occasionale e partita Iva: è possibile?

18 Dicembre 2021
Grafico con lavoro occasionale e partita Iva: è possibile?

Sono all’inizio dell’attività di grafico: posso optare per la soluzione del lavoro occasionale? Per la casa editrice è obbligatoria la partita Iva o esiste la possibilità del lavoro occasionale? Possono coesistere le due forme, cioè partita Iva per la casa editrice e opzione del lavoro occasionale per la professione di grafico? O posso far rientrare l’attività di grafico all’interno della casa editrice?

Il lavoro autonomo di tipo occasionale così come definito dall’art. 2222 Cod. civ, è un’attività autonoma occasionale con la quale “una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”.

I requisiti per poter operare in “prestazione occasionale” sono, pertanto, i seguenti:

  • l’attività lavorativa deve essere occasionale, saltuaria o di ridotta entità (non superare i 30 gg l’anno);
  • non deve essere un’attività professionale (non possono svolgere prestazione occasionale alcuni professionisti iscritti a Albo o Ordine Professionale);
  • non deve esserci coordinazione della prestazione, ovvero l’attività non dovrà svolgersi presso la sede del committente o nell’ambito del suo ciclo produttivo;
  • compensi complessivi non superiori ai 5mila € lordi, superati i quali si può procedere con l’apertura di una partita iva;
  • il soggetto che svolge l’attività deve emettere una ricevuta indicando: la data di emissione della ricevuta stessa, la prestazione eseguita, l’importo lordo per la prestazione e la ritenuta d’acconto pari al 20% che determina, di fatto, l’importo netto spettante. La ritenuta sarà regolarmente versata dal committente.

Il motivo di questa tipologia contrattuale è proprio quello di incentivare l’avvio di una libera professione per coloro che non hanno ancora intenzione di aprire una partita Iva, la quale comporterebbe dei costi elevati di gestione.

Pertanto, con riferimento all’ipotesi di attività di grafico, questa possibilità potrebbe essere la scelta più semplice e meno costosa, almeno all’inizio. La cosa importante è rispettare non solo i limiti reddituali (€ 5.000,00), ma anche normativi (attività svolta in modo occasionale, non professionale, non continuativa, non abituale, non subordinata).

Per quanto riguarda la casa editrice, invece, non vi è questa possibilità in quanto trattandosi di un’attività d’impresa vera e propria, è necessario aprire la partita Iva.

Relativamente alla questione della compatibilità o meno della partita Iva con il lavoro occasionale, bisogna verificare l’ambito di applicazione dell’attività occasionale (grafico), rispetto all’attività professionale (casa editrice): se la prima (occasionale) è svolta in ambito diverso dalla seconda (abituale), il soggetto che ha svolto l’operazione può rilasciare una ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Viceversa, se l’attività che si svolge occasionalmente è affine, complementare o comunque un’estensione dell’attività principale, allora si rientra nell’ambito della partita Iva e quindi occorre fare fattura.

In ogni caso, fondamentale è che la prestazione occasionale (grafico) non sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito lavorativo del committente (casa editrice) e che sia sporadica e svincolata dall’attività produttiva dello stesso.

Quello che è possibile, invece, fare è svolgere due attività distinte, fatturando comunque sempre con la stessa partita Iva: eventuali attività tra loro differenti, gestite dalla medesima persona, si possono mescolare e la fattura viene emessa sempre dallo stesso soggetto, che dovrà al contempo rispettare anche la numerazione. Infatti, con la stessa partita Iva è possibile esercitare più attività (per esempio quella di editore e di grafico), indicando nel modello di apertura i codici Ateco corrispondenti a ciascuna attività. Quando invece la partita Iva è già aperta e si decide di avviare una seconda attività, occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate il nuovo codice Ateco.

Anche nel caso in cui si dovesse adottare il regime forfettario, potrà esercitare più attività, contraddistinte da codici Ateco differenti e ai fini del diritto all’accesso o alla permanenza nel regime forfettario, dovrà considerare il limite più elevato tra quelli fissati per ciascuna delle attività esercitate.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Francesca Bonfogo



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