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Si può pagare un debito in criptovalute?

14 Febbraio 2022 | Autore:
Si può pagare un debito in criptovalute?

È possibile estinguere un’obbligazione pagando con moneta digitale? Si può sottoscrivere un contratto decidendo di adempiere in Bitcoin?

Quando un tempo ci si divertiva ad acquistare alberghi con le banconote finte del Monopoli non si sarebbe mai immaginato che, un giorno, sarebbe stato davvero spendibile una moneta diversa da quella che conserviamo nel portafogli. Oggi, grazie ai prodigi della tecnologia, è possibile avere un portafogli virtuale con cui pagare prodotti e servizi concreti. È la magia della moneta digitale. Con questo articolo vedremo se si può pagare un debito in criptovalute.

Mettiamo il caso che tu abbia contratto un debito e che al momento sia privo di liquidità; hai però un portafogli virtuale gonfio di Bitcoin e vorresti usarlo per pagare quanto dovuto al tuo creditore. La legge ti consente di fare ciò? Si può pagare un debito in criptovalute? Scopriamolo insieme.

Criptovalute: cosa sono?

Per criptovalute si intendono tutte le monete digitali, cioè quelle forme di denaro che non sono materiali bensì virtuali.

La criptovaluta non esiste in forma fisica ma si genera e si scambia esclusivamente per via telematica. Non è pertanto possibile trovare in circolazione Bitcoin o altre criptovalute in formato cartaceo o metallico, in quanto esistono solo come entità virtuale.

In un certo senso, la criptovaluta è l’evoluzione della moneta bancaria, fatta di bonifici, assegni e pagamenti con carte di credito; a differenza di quest’ultima, però, la criptovaluta esiste solo in forma digitale.

Criptovalute: come si ottengono?

Le criptovalute non si trovano per strada o in un negozio: per ottenerle occorre convertire il proprio denaro in moneta digitale, un po’ come avviene quando, al fantacalcio, si paga una quota d’iscrizione per ottenere crediti spendibili per acquistare i giocatori.

Per la precisione, per avere criptovalute occorre affidarsi ad appositi siti Internet (cosiddetti exchange) che svolgono la funzione di cambia valute: collegando al portale la propria carta di credito o il conto online si può ottenere la conversione degli euro (o di altra valuta avente corso legale) in criptovaluta (in Bitcoin, ad esempio), pagando ovviamente una commissione al sito che consente tale operazione.

Così facendo, si avrà un portafogli virtuale (cosiddetto wallet) che, come un salvadanaio, contiene le monete digitali spendibili per acquistare beni o servizi.

Cosa si può comprare con le criptovalute?

Il problema delle criptovalute è che non sono moneta legale, non costituiscono cioè uno strumento di pagamento riconosciuto dalla legge. Ciò non significa che le criptovalute sono illegali, ma che esse sono spendibili soltanto presso soggetti che sono disponibili ad accettarle.

Di conseguenza, con le proprie criptovalute è possibile acquistare solamente presso rivenditori che accettano la moneta virtuale come valido metodo di pagamento. In tutti gli altri casi, non si potrà pretendere di pagare con moneta virtuale.

Ecco perché, prima di fare il cambio dei propri soldi in criptovalute, è bene accertarsi dei prodotti che con esse è possibile acquistare.

Quanto valgono le criptovalute?

Trattandosi di una moneta virtuale che non viene emessa né regolamentata da un’autorità centrale, non è possibile stabilirne un prezzo fisso dipendente dalla domanda e dall’offerta, con la conseguenza che esso potrà aumentare o diminuire imprevedibilmente. È questo uno dei grandi rischi di chi decide di convertire il proprio denaro in criptovalute.

Si può adempiere un debito pagando in criptovalute?

Veniamo ora alla questione principale: si può pagare un debito in criptovalute? No, a meno che il creditore non accetti tale forma di pagamento.

Detto in altri termini, non si può obbligare il creditore ad accettare un adempimento in criptovalute (ad esempio, in Bitcoin): deve essere quest’ultimo a decidere liberamente di essere pagato in moneta virtuale, liberando così il debitore dal proprio obbligo.

Ciò perché, come detto nel precedente paragrafo, le criptovalute non sono moneta legale, cioè non costituiscono denaro che può essere speso ovunque e che deve essere necessariamente accettato da venditore e creditori.

La legge (art. 1277 cod. civ.) sul punto non lascia adito a dubbi: «I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale»

Poiché le monete virtuali non hanno corso legale, la loro accettazione come mezzo di pagamento è esclusivamente su base volontaria.

Debito in criptovalute: si può pagare in euro?

Consideriamo ora l’ipotesi opposta, e cioè che il debito sia sorto originariamente in criptovalute e che il debitore voglia pagare in euro. È possibile ciò? Sicuramente sì: il creditore non può rifiutare il pagamento fatto attraverso moneta avente corso legale.

Tanto è stabilito anche dalla legge (art. 1278 cod. civ.), secondo cui «Se la somma dovuta è determinata in una moneta non avente corso legale nello Stato, il debitore ha facoltà di pagare in moneta legale».

È dunque possibile pagare in euro un debito sorto in criptovaluta a meno che, come vedremo nel prossimo paragrafo, le parti non abbiano pattuito concordemente questa forma di pagamento.

Si può firmare un contratto stabilendo di pagare in criptovaluta?

Poiché le criptovalute sono strumenti di pagamento su base volontaria, le parti possono sottoscrivere un contratto e pattuire che le prestazioni vengano pagate con una determinata valuta digitale, ad esempio in Bitcoin.

La legge (art. 1279 cod. civ.) consente dunque che le parti si mettano d’accordo per obbligarsi al pagamento mediante monete non aventi corso legale.



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