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Indennità di maternità per lavoratrici autonome

18 Dicembre 2021
Indennità di maternità per lavoratrici autonome

Sono un’estetista ed ho una partita Iva a regime forfettario. Ho presentato domanda attraverso il sito Inps per ricevere la maternità. I contributi risultano regolarmente versati. L’ente mi ha erogato una piccola parte relativa al 2020 e sostiene che la restante, relativa al 2021, sarà liquidata solo dopo aver versato le quattro rate del 2021. Quali sono le leggi che regolamentano questa casistica?

L’indennità di maternità per le lavoratrici autonome, è disciplinato dal D. Lgs n. 151/2001 – T.U. e successive modifiche. L’art. 66, prevede che le madri lavoratrici autonome, ossia le artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, hanno diritto a un congedo di maternità a condizione che siano iscritte alla gestione separata dell’Inps in base all’attività svolta ed in regola con il versamento dei contributi anche per i mesi compresi nel periodo di maternità (due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla data stessa).

In questo contesto, in base alla circolare dell’Inps n. 63/97, non si applica il principio della “automaticità della prestazione”, per cui in caso di richiesta, da parte dell’interessata, di pagamento dilazionato, deve risultare pagato integralmente almeno il capitale.

Tale principio è stato successivamente recepito anche dalla comunicazione Inps n. 11634 del 13.04.2006, in cui è stato affermato che “Nel ribadire che, ai fini erogativi di interesse, occorre verificare l’effettivo pagamento dei contributi corrispondenti al periodo indennizzabile per maternità – stante l’inapplicabilità alle lavoratrici in oggetto del c.d. principio dell’automatismo delle prestazioni previdenziali – codeste Sedi potranno procedere, in costanza di dilazione del pagamento dei contributi, alla liquidazione delle prestazioni economiche in argomento solo una volta accertato l’effettivo pagamento della sorte capitale fino a copertura del suindicato periodo indennizzabile, ancorché non sia stato estinto il debito per sole sanzioni riferibile al periodo considerato. La soluzione prospettata comporta, pertanto, la possibilità di riconoscere la prestazione di maternità laddove risulti, oltre all’avvenuta totale estinzione del debito per contributi, presentata e perfezionata mediante sottoscrizione del piano di ammortamento, la domanda di dilazione (amministrativa o su cartella) per le sole sanzioni”.

Pertanto, occorre verificare, in caso di pagamento dilazionato, l’effettivo versamento di tutta la quota capitale, in quanto, in caso di versamento di contributi parziali, verranno liquidati acconti corrispondenti al periodo coperto da tali versamenti.

Benché l’accertamento relativo al pagamento dei contributi corrispondenti al periodo da indennizzare deve essere operato direttamente dagli Uffici Inps tramite consultazione  della specifica procedura automatizzata, è consigliabile esibire, tempestivamente, i bollettini pagati per accelerare l’iter della liquidazione dell’indennità.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Francesca Bonfogo



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