Diritto e Fisco | Articoli

Donazioni spontanee: come comportarsi?

25 Dicembre 2021
Donazioni spontanee: come comportarsi?

Vorrei aprire una piattaforma digitale, inizialmente gratuita e poi a pagamento, su cui verrà inserito un banner collegato a PayPal per la raccolta di donazioni spontanee a supporto del progetto: per queste ultime devo aprire la partita Iva? Le donazioni spontanee devono essere denunciate nella dichiarazione dei redditi? Posso pubblicare i nominativi dei donatori?

L’art. 769 c.c., definisce la donazione come “contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.

Nel mondo delle piattaforme digitali e, più in generale, del web le donazioni sono molto diffuse soprattutto tra chi utilizza canali condividendo i propri video di contenuto, soprattutto, divulgativo.

Ai fini del trattamento fiscale, è importante distinguere tra:

  •  donazioni ricevuti dall’imprenditore nell’esercizio dell’attività di impresa;
  • donazioni da attribuire alla sfera privata del soggetto.

Nel primo caso, le donazioni spontanee ricevute da un imprenditore nell’esercizio della sua attività d’impresa costituiscono, ai fini fiscali, una sopravvenienza attiva imponibile in base all’articolo 88, comma 3, lettera b, del Tuir (Dpr 917/1986): questi proventi, pertanto, concorrono a formare il reddito nell’esercizio in cui sono stati incassati ed è necessario avere una partita Iva.

A diversa soluzione si giunge se le donazioni indicate sono da attribuire alla sfera privata del soggetto: in questo caso, non hanno rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e, poiché per le liberalità ricevute non si ravvisa l’esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti, ovvero, le somme di denaro vengono donate dal pubblico senza che, a fronte di esse, il beneficiario eroghi una controprestazione o servizio, su tali importi non saranno dovute tasse, né ci sarà bisogno di aprire una partita Iva.

Per quanto riguarda il trattamento fiscale delle donazioni, tali proventi non rientreranno nella dichiarazione dei redditi se rispettano due condizioni. Innanzitutto, il versamento delle somme non deve essere collegato ad alcun servizio, non deve ad esempio essere condizione per ottenere l’accesso a determinati servizi o a pagine riservate del sito; se così fosse esse non sarebbero donazioni ma corrispettivi e andrebbero dichiarate (per cui si pagherebbero le tasse anche su piccoli importi).

In secondo luogo, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 3 del 2008, le donazioni di modico valore non scontano alcuna imposta, per cui non c’è bisogno di dichiararle.

Dunque, rispettando tali due presupposti (assenza di controprestazione e piccoli importi) non c’è alcun adempimento da fare per chi riceve donazioni da estranei tramite Paypal, bonifici o altri sistemi di pagamento online. Non c’è obbligo di dichiarazione né di pagamento delle imposte.

Pertanto, relativamente al quesito, nel primo anno (2022), quando l’attività da creata, prevede la gratuità dei contenuti caricati ed uno spontaneo atto di liberalità (donazione), da parte dei fruitori del servizio, non sarà necessario aprire una partita Iva e gli importi percepiti, essendo, oltre che liberali, anche di modico valore, non devono essere dichiarati.

Successivamente, quando i predetti contenuti saranno a pagamento e l’attività sarà una fonte di reddito, si dovrà valutare la necessità di aprire o meno una partita Iva tenendo in considerazione sia se l’attività lavorativa rimarrà a carattere occasionale, saltuaria o di ridotta entità, sia se i compensi complessivi che riceverà dalla vendita dei suoi contenuti non siano superiori ai 5mila € lordi: in questi casi, trattandosi di lavoro autonomo di tipo occasionale, si dovrà emettere una ricevuta e non sarà necessaria la partita Iva.

Per quanto riguarda, infine, la possibilità di pubblicizzare i nominativi dei donatori, questo sarà possibile ovviamente previo esplicito consenso degli stessi. Allo stesso modo, potrebbe essere data la possibilità ai donatori di associare pubblicamente il loro nome alla loro donazione, a meno che il donatore non scelga esplicitamente il campo “anonimo” quando dona online.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Francesca Bonfogo



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube