Diritto e Fisco | Articoli

Conguaglio di fine anno

25 Novembre 2021 | Autore:
Conguaglio di fine anno

Come funziona il conguaglio fiscale: Irpef, trattamento integrativo, ulteriore detrazione a debito o a credito.

Spesso capita di trovare, nell’ultima busta paga dell’anno, una tassazione più elevata rispetto a quella applicata negli altri cedolini: questo accade per via del conguaglio di fine anno.

Il conguaglio fiscale di fine anno consiste nel calcolo delle imposte dovute a saldo dal lavoratore dipendente, che viene effettuato a cura del datore di lavoro sostituto d’imposta: se il saldo risulta a debito, il dipendente subisce una trattenuta in busta paga, mentre se il saldo risulta a credito spetta un rimborso nel cedolino della retribuzione.

La legge [1] prevede che i sostituti d’imposta possano effettuare le operazioni di conguaglio fiscale fino al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento: quasi tutte le aziende, però, preferiscono operare il conguaglio unitamente alla liquidazione della mensilità di dicembre.

Il conguaglio di fine anno non è comunque riferito solo all’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) dovuta, ma anche al trattamento integrativo erogato o spettante.

Per il corretto calcolo dell’Irpef, bisogna considerare sia le detrazioni per reddito di lavoro dipendente, che per familiari a carico, nonché l’eventuale ulteriore detrazione spettante. Ma procediamo con ordine.

Conguaglio Irpef di fine anno

Per calcolare il conguaglio Irpef di fine anno, bisogna effettuare i seguenti passaggi, in sintesi:

  • calcolare il reddito fiscalmente imponibile dell’anno;
  • calcolare l’Irpef lorda;
  • calcolare le detrazioni spettanti:
    • per redditi di lavoro dipendente;
    • per carichi di famiglia;
    • per oneri;
  • calcolare l’ulteriore detrazione, spettante a chi possiede un reddito superiore a 28.000 euro e sino a 40.000 euro;
  • si ottiene così l’Irpef netta;
  • bisogna poi conguagliare il trattamento integrativo eventualmente spettante.

Ai fini del compimento delle operazioni di conguaglio di fine anno, il dipendente può chiedere al datore di lavoro di tenere conto anche dei redditi di lavoro dipendente, o assimilati, percepiti nel corso di precedenti rapporti intrattenuti, consegnando la relativa certificazione unica entro il 12 gennaio.

Calcolo Irpef

L’Irpef è un’imposta progressiva, che cresce all’aumentare del reddito complessivo, modulata sulla base di aliquote e scaglioni:

  • sino a 15.000 euro di reddito, l’imposta è pari al 23%;
  • per la fascia di reddito che va da 15.0001 a 28.000, l’imposta ammonta al 27%;
  • per la fascia di reddito che va da 28.001 a 55.000, l’imposta è pari al 38%;
  • per la fascia di reddito che va da 55.001 a 75.000, l’imposta è pari al 41%;
  • per la fascia di reddito che va da 75.001, l’imposta è pari al 43%.

Un dipendente ha un imponibile fiscale di 26mila euro annui: teoricamente deve corrispondere allo Stato il 23% sui primi 15mila euro di reddito, pari a 3.450 euro, ed il 28% sui restanti 11mila euro, pari a 3.080 euro, per un totale Irpef di 6.530 euro.

Calcolo detrazioni per redditi di lavoro dipendente

Per la produzione, nell’anno, di redditi di lavoro dipendente, spettano le seguenti detrazioni:

  • se il reddito complessivo non supera gli 8000 euro: 1880 euro;
  • per ricavare la detrazione annua spettante, con reddito complessivo compreso tra 8000 e 28000 euro, si deve applicare la seguente formula: 978 + [902 × (28000 – reddito complessivo) / 20000];
  • per ricavare la detrazione annua spettante, con reddito complessivo compreso tra 28000 e 55000 euro, si deve applicare la seguente formula: 978 × [(55000 – reddito complessivo) / 27.000];
  • oltre 55000 euro di reddito non è prevista nessuna detrazione.

È importante ricordare che la detrazione per redditi di lavoro dipendente deve essere:

  • rapportata ai giorni di lavoro (o assimilati: malattia, disoccupazione indennizzata…) nell’anno;
  • non inferiore a 690 euro;
  • non inferiore a 1.380 euro, per i rapporti di lavoro a tempo determinato (fra cui sono compresi anche i periodi di disoccupazione indennizzata), a prescindere dal periodo lavorato.

Calcolo trattamento integrativo

I dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28mila euro hanno diritto, se non incapienti, al trattamento integrativo della retribuzione [2].

Questo trattamento ammonta a 100 euro al mese, 1.200 euro annui per il 2021; deve essere rapportato al periodo lavorato e non concorre a formare il reddito complessivo.

In sede di conguaglio, se il datore di lavoro verifica che il trattamento spettante è inferiore a quello erogato, recupera quanto erogato indebitamente. Se il conguaglio a debito del trattamento integrativo supera i 60 euro, trattiene il dovuto in 8 rate di pari importo.

Deve però tenere conto dell’eventuale ulteriore detrazione spettante.

Calcolo ulteriore detrazione

Al lavoratore dipendente con reddito complessivo superiore a 28000 euro ma entro 40.000 euro spetta un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, ricavata in base alle seguenti formule:

  • se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro: 960+ 240 x [(35.000 – reddito complessivo) /7.000];
  • se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro: 960 x [(40.000 – reddito complessivo) /5.000].

In pratica, la detrazione, d’importo decrescente, spetta per il 2021, nell’ipotesi in cui il lavoratore possieda un reddito complessivo tra 28.000 e 40.000 euro.

Qualora al dipendente sia stata riconosciuta, durante l’anno, un’ulteriore detrazione non spettante e l’importo da restituire superi i 60 euro, il recupero è effettuato in 10 rate di pari ammontare, a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.


note

[1] Art. 23 co. 3 DPR 600/1973.

[2] Art. 1 DL 3/2020.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube