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Cosa succede se non si paga una multa all’estero?

18 Febbraio 2022 | Autore:
Cosa succede se non si paga una multa all’estero?

Come funziona il meccanismo di scambio tra gli Stati Ue per recuperare i soldi di una sanzione. Si rischia il processo penale.

Sei stato all’estero per una vacanza o per motivi di lavoro e, qualche giorno dopo il tuo rientro, arriva da te il postino per consegnarti una multa. Quando apri la busta, capisci che ti si contesta un eccesso di velocità ma non in Italia, bensì nel Paese dal quale sei tornato da poco. Di istinto pensi a cestinarla, pensando che non staranno certo a scomodarsi più di tanto per farti pagare la sanzione. Poi ti viene il sospetto che, invece, potrebbero andare fino in fondo. A quel punto, cosa succede se non si paga una multa all’estero? Davvero le autorità di un altro Paese non si daranno per vinte? Ci possono essere delle conseguenze gravi?

Non pagare una multa presa all’estero non è un’idea molto brillante. Può andar bene ma può anche andare molto male per l’automobilista, il quale potrebbe finire addirittura davanti a un tribunale per giustificare il suo comportamento e per essere costretto a versare quanto dovuto. E tutto ciò perché esiste una normativa comunitaria che consente ai singoli Stati membri di agire in un altro Paese Ue per recuperare i soldi della sanzione. Come si arriva a questo punto? Vediamo cosa succede se non si paga una multa all’estero.

Multa all’estero: la normativa europea

Si chiama «Cross border» ed è il sistema di scambio di informazioni tra i Paesi dell’Unione europea in materia di sanzioni amministrative derivate da infrazioni alla normativa sulla circolazione dei veicoli. Consente ai singoli Stati di applicare ai cittadini di altre nazionalità europee le sanzioni stradali; in pratica, di far pagare le multe agli automobilisti stranieri.

Il sistema è operativo sui veicoli targati in un Paese Ue. In parole povere, il tedesco che prende una multa in Italia o l’italiano che la prende in Francia, il polacco che rimedia una sanzione in Spagna o l’austriaco sorpreso a correre troppo in Lussemburgo, tutti saranno rintracciati e intimati a pagare. Con le buone o con le meno buone.

Multa all’estero: per quali infrazioni?

Non tutte le violazioni ai codici stradali europei vengono contestati ad un automobilista straniero. L’elenco delle infrazioni per le quali verrà preteso il pagamento della multa da un altro Paese non è particolarmente lungo. Tuttavia, contiene i comportamenti più gravi che si possono tenere alla guida di un’auto e che sono rilevabili con uno strumento elettronico. Si tratta di:

  • eccesso di velocità;
  • omesso utilizzo delle cinture di sicurezza;
  • omesso utilizzo del casco;
  • passaggio al semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza;
  • guida sotto influenza di sostanze stupefacenti;
  • circolazione su una corsia vietata;
  • uso del cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

Multa all’estero: come si risale all’automobilista?

Il sistema europeo Cross border («attraversare il confine») funziona così. Quando un automobilista commette un’infrazione rilevata da uno strumento elettronico (ad esempio un autovelox), viene preso il numero di targa. L’autorità del Paese in cui è stata fatta la violazione al Codice stradale si mette in contatto con i suoi omologhi dello Stato in cui l’auto risulta targata, i quali, a loro volta, autorizzano la consultazione dei dati di immatricolazione e degli intestatari sui propri database.

Lo Stato accertatore informa il proprietario dell’auto sulle conseguenze del mancato pagamento della multa.

In Italia, la sanzione deve essere notificata entro 360 giorni. Il verbale deve essere accompagnato da una lettera scritta nella lingua dello Stato in cui risulta immatricolata l’auto contenente queste informazioni:

  • tipo di violazione;
  • luogo, data e ora in cui è stata commessa l’infrazione;
  • sanzioni previste;
  • dati sul dispositivo che ha rilevato l’infrazione.

Inoltre, il proprietario del veicolo riceverà insieme al verbale e alla lettera un modulo di risposta che propone tre alternative:

  • confermare di aver commesso l’infrazione;
  • contestare la violazione secondo la legge e l’iter dello Stato che ha rilevato l’infrazione:
  • indicare le generalità di chi si trovava effettivamente al volante dell’auto al momento dell’infrazione.

Ricevuta la notifica con la richiesta di pagamento, occorrerà pagare la multa entro la data indicata sul verbale e con le modalità richieste. Importante sottolineare che il versamento deve essere fatto dal conto corrente della persona a cui è stata notificata la sanzione e non da un terzo: non è possibile, insomma, delegare a un parente o a un amico di anticipare i soldi dal proprio conto, poiché il pagamento non verrebbe accettato e, quindi, la pratica per il recupero della sanzione rimarrebbe aperta. Il bonifico deve contenere il numero del verbale. All’automobilista non verrà decurtato alcun punto dalla patente, dato che non è una regola valida in tutti i Paesi europei.

Multa all’estero: che succede se non si paga?

Fin qui, la procedura. Ma, come si diceva all’inizio, c’è chi vorrebbe cadere nella tentazione di non pagare la multa presa all’estero sperando che le autorità del Paese in cui è stata commessa l’infrazione lascino perdere la pratica. Purtroppo, non è così. O, almeno, c’è il rischio che non sia così.

Nel caso in cui la sanzione non venga pagata, scatta il principio di reciprocità all’interno dell’Unione europea.

Se la multa estera non viene pagata nei termini e nei modi stabiliti si instaura il principio di reciprocità delle multe all’interno dei Paesi membri dell’UE. Lo Stato che ha emesso la sanzione invia il fascicolo della pratica alla Corte d’Appello italiana. Parte così un procedimento giudiziario finalizzato al riconoscimento della sanzione pecuniaria nel nostro Paese.

La Corte fissa una prima udienza presso il tribunale penale per notificare il tutto al trasgressore, il quale potrà essere assistito da un difensore d’ufficio nominato dalla stessa Corte. Nella notifica all’interessato, dunque, verranno indicate queste due informazioni: data dell’udienza e nome dell’avvocato d’ufficio.

Durante l’udienza verrà deciso se confermare l’importo richiesto in partenza, se maggiorarlo con una sanzione per non aver voluto pagare entro i termini e se applicare e addebitare all’interessato anche le spese di giudizio.

Verrà, infine, fissata una seconda udienza nel corso della quale l’avvocato dovrà dimostrare alla Corte l’avvenuto pagamento di quanto dovuto.

Chi non paga la multa all’estero rischia il processo penale anche quando l’infrazione è stata commessa in Svizzera, per quanto la Confederazione Elvetica non aderisca al sistema Cross Border.



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