Diritto e Fisco | Articoli

Trasporto salme fuori Comune e all’estero: come funziona?

19 Febbraio 2022 | Autore:
Trasporto salme fuori Comune e all’estero: come funziona?

Quali pratiche burocratiche servono per seppellire il defunto in una città o in un Paese diverso da dove è avvenuto il decesso?

Che succede quando avviene il decesso di una persona in un luogo diverso dal suo Comune di residenza? Oppure quando muore nel luogo in cui abita da tempo ma ha espresso la volontà di essere seppellita nella sua città di origine, magari nella tomba di famiglia? Cosa bisogna fare dal punto di vista burocratico se accade fuori dall’Italia, magari quando si trova in vacanza con la famiglia e accusa un malore o rimane vittima di un incidente? Il trasporto salme fuori Comune e all’estero, come funziona?

Lo spostamento di un cadavere da una città ad un’altra è disciplinato dal regolamento di Polizia mortuaria [1]. Ma ci sono anche delle normative internazionali sul trasporto all’estero. Ci sono dei permessi da chiedere, di persona oppure delegando all’agenzia di pompe funebri che si occuperà materialmente della traslazione. Vediamo quali sono queste regole e come funziona il trasporto delle salme fuori Comune e all’estero.

Le norme sul trasporto delle salme

Quando una persona muore, il medico legale rilascia il certificato in cui viene constatato il decesso, che riporterà la data e l’ora. A quel punto, l’agenzia di pompe funebri procede alla sistemazione della salma affinché possa essere vegliata a casa o in una delle sale di commiato che l’agenzia stessa mette a disposizione dei familiari.

Se la morte avviene in ospedale, il cadavere resta due ore nel luogo in cui la persona è venuta a mancare, dopodiché i sanitari lo portano nella camera mortuaria, sempre che le circostanze non richiedano un esame autoptico. Qui resterà sotto osservazione per almeno 24 ore. Il personale è autorizzato alla preparazione e alla vestizione della salma.

Il certificato del medico necroscopo con cui si accerta la morte deve essere compilato e firmato non prima di 15 ore e non più tardi di 30 ore dall’ora del decesso. Tuttavia, è possibile accorciare i tempi attraverso un tanatogramma della salma, vale a dire un elettrocardiogramma che dura una ventina di minuti e che serve ad accertare l’assenza totale e continuativa di attività cardiaca.

Il cadavere deve restare nella camera mortuaria dell’ospedale per almeno 24 ore. Trascorso questo tempo, la salma viene consegnata ai parenti per l’ultimo saluto e per il funerale. L’agenzia delle pompe funebri scelta dalla famiglia provvederà alla sistemazione del cadavere ed agirà come richiesto dai familiari del defunto.

La normativa sul trasporto funerario prevede le seguenti operazioni:

  • il prelievo della salma dal luogo di morte o dalla sala del commiato;
  • il percorso verso la chiesa o verso il luogo in cui si svolgeranno le esequie;
  • la sosta durante il funerale o la cerimonia laica di ricordo;
  • il percorso verso il cimitero.

Il trasporto della salma si effettua, come previsto dalla normativa, con mezzi riservati esclusivamente a questo tipo di operazioni ed in un comparto rigorosamente separato dal posto di guida. In certe occasioni, però, è consentito a familiari o amici del defunto portare la bara all’interno della chiesa o da qui al cimitero.

Trasporto delle salme: quali documenti servono?

Per poter effettuare il trasporto delle salme, oltre al certificato di morte, è necessario chiedere al Comune di residenza del defunto il cosiddetto «decreto di autorizzazione al trasporto». Di norma, è l’agenzia di pompe funebri che si occupa di questa pratica.

Trasporto delle salme fuori Comune: come funziona?

Nel caso ci sia l’esigenza del trasporto della salma fuori Comune, perché così voleva il defunto o perché il decesso è avvenuto all’improvviso o in un ospedale lontano dal luogo di residenza, bisogna innanzitutto chiedere l’autorizzazione al sindaco del Comune in cui avverrà la sepoltura, tramite l’ufficio Concessioni cimiteriali. La domanda va chiesta dai familiari ma la pratica può essere delegata ad un incaricato delle pompe funebri.

L’autorizzazione viene rilasciata purché venga presentato un certificato medico che esclude la morte per causa violenta, cioè provocata da un evento criminoso oppure per una malattia infettiva. L’attestato può essere chiesto al medico di famiglia oppure a un medico necroscopo.

Ottenuto il permesso del Comune, è possibile procedere al trasporto della salma fuori Comune. Per quanto riguarda le ceneri, i familiari sono autorizzati a trasportare l’urna da soli, senza l’intervento dell’agenzia di pompe funebri.

Trasporto delle salme all’estero: come funziona?

Più articolata, come si può immaginare, la procedura per il trasporto delle salme all’estero. La prima cosa che verrà richiesta è il passaporto mortuario. Si tratta di un’autorizzazione all’estradizione della salma che può essere richiesta dai parenti del defunto, dal convivente di fatto o da un’altra persona delegata dalla famiglia.

La richiesta va fatta all’ufficio Anagrafe del Comune in cui risiedeva il defunto. Il documento verrà rilasciato dal sindaco. Se il trasporto avviene verso uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Berlino del 1937 (Italia, Austria, Germania, Francia, Svizzera, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Belgio, Romania, Cile, Messico, Egitto, Turchia e Repubblica del Congo), serviranno i seguenti documenti:

  • istanza in bollo indirizzata al sindaco del Comune in cui si è verificato il decesso;
  • estratto dell’atto di morte;
  • autorizzazione al seppellimento:
  • certificato della locale azienda sanitaria in cui si attesta che la salma è stata sottoposta a trattamento antiputrefattivo e l’assenza di rischio di contagio per malattie infettive.

Se, invece, il trasporto avviene in un Paese non aderente alla Convenzione di Berlino, si dovrà aggiungere il nulla osta che permetta l’ingresso della salma nel Paese di destinazione. Va chiesto al consolato dello Stato di destinazione. Inoltre, servirà anche una comunicazione che attesti il rilascio del passaporto alla Prefettura di frontiera.

Per il trasporto di salme verso l’Italia, i parenti o il convivente potranno fare richiesta del nulla osta alla Prefettura del luogo in cui il defunto sarà seppellito. Occorrerà pure fare richiesta all’Autorità diplomatica italiana presente nel Paese da cui parte il trasporto.


note

[1] DPR n. 285/1990 del 10.09.1990.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube