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Pensione di reversibilità: quando viene tolta?

19 Febbraio 2022 | Autore:
Pensione di reversibilità: quando viene tolta?

Quando termina l’erogazione da parte dell’Inps della pensione ai superstiti: coniuge, figli e altri familiari.

La pensione ai superstiti è riconosciuta dall’Inps ai familiari aventi diritto vita natural durante? Non sempre.

Questo trattamento, che può consistere nella pensione di reversibilità, in caso di dante causa già pensionato al momento del decesso, o nella pensione indiretta, in caso di dante causa ancora assicurato, può cessare in determinate ipotesi. Facciamo allora il punto sulla pensione di reversibilità: quando viene tolta.

Le causa di cessazione della pensione di reversibilità non devono essere confuse con le ipotesi di riduzione del trattamento.

In particolare, la prestazione pensionistica è ridotta del 25%, se i redditi posseduti superano 3 volte il trattamento minimo, del 40%, se lo superano di 4 volte e del 50% se lo superano di 5 volte.

Il trattamento che deriva dal cumulo dei redditi con la reversibilità ridotta non può comunque essere inferiore a quello spettante per il reddito pari al limite massimo della fascia immediatamente precedente. Inoltre, la pensione non viene ridotta se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, studenti o inabili.

A quanto ammonta la reversibilità?

La pensione ai superstiti ammonta a una percentuale della pensione spettante al defunto o a una percentuale della pensione alla quale questi avrebbe avuto diritto.

Le percentuali da applicare variano in base ai superstiti aventi diritto ed alla composizione del nucleo familiare:

  • coniuge solo: spetta il 60% della pensione del dante causa;
  • coniuge ed un figlio: spetta, in totale, l’80%;
  • coniuge e due o più figli: spetta, in totale, il 100%;
  • un figlio: spetta il 70%;
  • due figli: spetta, in totale, l’80%;
  • tre o più figli: spetta, in totale, il 100%;
  • un genitore: spetta il 15%;
  • due genitori: spetta, in totale, il 30%;
  • un fratello o una sorella: spetta il 15%;
  • due fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 30%;
  • tre fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 75%;
  • sei fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: spetta, in totale, il 100%.

Cessazione della reversibilità per il coniuge

Se l’avente diritto alla reversibilità è il coniuge, la pensione può cessare di essere corrisposta nel caso in cui contragga nuovo matrimonio. Al coniuge che cessi dal diritto alla pensione per sopravvenuto matrimonio spetta però un assegno una tantum, pari a due annualità della sua quota di pensione, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo  matrimonio.

Nell’ipotesi in cui la pensione risulti erogata, oltre che al coniuge, anche ai figli, la pensione deve essere riliquidata a favore di questi ultimi, applicando le aliquote di reversibilità previste in relazione alla variata composizione del nucleo familiare.

Cessazione della reversibilità per i figli

La pensione ai superstiti liquidata ai figli può cessare di essere corrisposta:

  • per i figli minori, al compimento dei 18 anni, se non si tratta di studenti o inabili;
  • per i figli studenti di scuola media o professionale, qualora svolgano un’attività lavorativa, o interrompano o terminino gli studi e comunque al compimento dei 21 anni;
  • per i figli studenti universitari, qualora svolgano un’attività lavorativa, o interrompano gli studi, o terminino gli anni del corso legale di laurea e comunque al compimento del 26° anno di età;
  • per i figli inabili, qualora venga meno lo stato di inabilità.

Lo svolgimento di un’attività lavorativa da parte dei figli studenti, il superamento del 21° o 26° anno di età e l’interruzione degli studi non comportano l’estinzione, ma soltanto la sospensione del diritto alla pensione.

Bisogna comunque sottolineare che i figli studenti hanno diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono un’attività lavorativa dalla quale deriva un piccolo reddito. Si considera tale un reddito annuo non superiore ad un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30% (ossia 670,25 euro mensili per il 2021), riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Il diritto alla pensione ai superstiti, ad ogni modo, non sorge se alla data del decesso del dante causa non sussistono le condizioni richieste.

Se invece le condizioni vengono meno nel corso del godimento della reversibilità, la pensione viene sospesa e quindi ripristinata, una volta cessata la causa della sospensione [1].

Cessazione della reversibilità per i genitori

Qualora i beneficiari della reversibilità siano i genitori del dante causa, il diritto alla pensione cessa nell’ipotesi in cui conseguano un’altra pensione.

Ricordiamo che i genitori over 65 hanno diritto alla pensione solo se il coniuge o i figli mancano, o non rientrano tra gli aventi diritto e devono inoltre risultare a carico del dante causa deceduto; non devono, come osservato, essere titolari di pensione diretta o ai superstiti; chi è titolare di pensione in quanto superstite dell’altro coniuge non ha diritto alla pensione per il decesso del figlio.

Cessazione della reversibilità per i fratelli e le sorelle

La pensione di reversibilità può spettare, infine, ai fratelli celibi e sorelle nubili, purché risultino viventi a carico ed inabili al lavoro al momento del decesso del pensionato: fratelli e sorelle hanno diritto alla pensione solo se mancano o non hanno diritto alla reversibilità (o alla pensione indiretta) il coniuge, i figli e i genitori.

Il diritto alla reversibilità cessa, per i fratelli e le sorelle, qualora conseguano un’altra pensione, contraggano matrimonio oppure laddove venga meno lo stato di inabilità.


note

[1] Circolare n. 53484 Prs del 03/08/1972.

Autore immagine: pixabay.com


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