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Lecito mettere un registratore nell’auto di un’altra persona (moglie/marito)?

8 Luglio 2014 | Autore:
Lecito mettere un registratore nell’auto di un’altra persona (moglie/marito)?

Intercettazione di conversazioni e spostamenti: l’installazione da parte del coniuge geloso e sospettoso di un registratore o di una videocamera è solo uno dei possibili casi di fraudolenta intercettazione delle altrui comunicazioni, perché è ormai diventato facile reperire in Internet o presso negozi di elettronica strumenti atti a intercettare le comunicazioni altrui e in generale le persone nella loro vita privata.  

Nell’attuale scenario multimediale e, potremmo dire, ipertecnologico, ci capita di notare, sia nei negozi tradizionali che nelle vetrine virtuali di siti come eBay, molti tipi di apparecchi, sotto forma di oggetti di uso comune,  atti ad intercettare conversazioni o a filmare di nascosto. Tali oggetti sono offerti liberamente sul mercato a prezzi accessibili e consistono in penne o portachiavi con microfoni e microcamera incorporati, che mostrano cioè una funzione per dissimularne un ‘altra, quella appunto di e intercettare o filmare l’ignara vittima. Andiamoci piano con tali oggetti, anche se ci venisse in mente di usarli in modo apparentemente innocuo, cioè per divertimento o per scherzo, perché la privatezza delle persone è tutelata, nel nostro ordinamento, con sanzioni di carattere penale. Più nel dettaglio vediamo se è lecito mettere un registratore nell’auto di un’altra persona (moglie/marito).

La violazione della privacy è un reato non di poco conto, che ha avuto un’evoluzione – a partire dalla più classica forma di violazione e sottrazione della corrispondenza [1] –  a causa delle più imprevedibili e gravi intrusioni nella vita privata delle persone consentite della tecnologia informatica evolutasi poi in modalità digitale. Già il legislatore intervenne nel 1993 con alcune modificazioni ed integrazioni alle norme del codice penale e del codice di procedura penale in tema di criminalità informatica idonee a prevenire tutte le interferenze illecite nella vita privata consentite dalle allora già diffuse tecnologie informatiche [2]. Il tema è rilevante in ambito familiare e ci aspettavamo che arrivasse prima o poi tale quesito,  al quale vogliamo dare una risposta che riguardi il tema più generale delle intercettazioni illecite.

Com’è noto spiare può essere moralmente riprovevole, ma giuridicamente ammissibile e quindi lecito, nel caso che si pedini una persona senza invaderne la privacy. Ma il fatto di intercettare le comunicazioni di un soggetto nell’ambito di una sua sfera privata, come l’abitazione, le relative pertinenze o l’ufficio  è vietato e severamente punito penalmente con la reclusione da sei mesi a quattro anni [3].  

Si consideri inoltre che, nell’ambito di un rapporto di coppia, non possono esserci giustificazioni di sorta, come ad esempio quella di provare l’infedeltà del coniuge: si incorre sempre nell’addebito penale di fraudolenta intercettazione delle altrui conversazioni, reato per il quale non ci sono finalità che possano servire da attenuante.  Per “intercettazione” si intende ogni ripresa, sia sonora che visiva, effettuata di nascosto e idonea a invadere la privatezza della persona, come può essere un filmato registrato da una telecamera nascosta.

La legge non vieta di registrare le conversazioni altrui a patto che vi siano due condizioni che devono essere entrambe sussistenti:

  • la registrazione non può nella dimora del soggetto registrato;
  • al momento della registrazione, chi esegue l’intercettazione deve essere presente (non si può lasciare un registratore in una camera e andare via).

La Cassazione ha detto [4] che l’auto non si può considerare una privata dimora. Pertanto è lecito portare un registrare all’interno della macchina di un’altra persona e registrare ciò che questa dice. A patto però sempre che sussista l’altra condizione, ossia che colui che esegue la registrazione sia fisicamente presente e non altrove. È vietato quindi lasciare una microspia nell’auto di un’altra persona e andare via.

Facciamo quindi molta attenzione, non solo come potenziali autori del reato ma anche come  potenziali vittime, a tutte queste possibili forme di intrusione nella vita privata che sono facilitate da congegni ora di poco costo e accessibili a tutti.

Non si tratta ormai più di controllare la presenza di microspie in auto o in ufficio – il caso classico di intercettazione ormai relegato ai film gialli e di spionaggio – perché lo stesso nostro mezzo di  comunicazione quotidiano, lo smartphone, può essere intercettato. Se si avesse qualche dubbio a riguardo, nel caso che si sia lasciato il nostro telefonino in mani estranee, è consigliabile portarlo presso l’assistenza della casa madre per verificare la presenza di software installati e idonei a intercettare le nostre comunicazioni, anche scritte (SMS), che si solito si annidano sotto la falsa apparenza di giochi o applicazioni che mai usiamo.


note

[1] Art. 616 cod. pen.  “Violazione, sottrazione e soppressione della corrispondenza”.

[2] Legge 23 dicembre 1993 n. 547 “Modificazioni ed integrazioni alle norme del codice penale e del codice di procedura penale in tema di criminalità informatica”.

[3] Art. 616 cod. pen. “Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”. L’art. 617-quater “Intercettazione, impedimento o interruzione  illecita di comunicazioni informatiche o telematiche” prevede lo stesso fatto ma riferito alle comunicazioni informatiche e telematiche.  Ai fini della individuazione delle condizioni e dei limiti di ammissibilità delle intercettazioni di comunicazioni, rientrano nel concetto di “privata dimora“, rilevante per la realizzazione del reato di “Interferenze illecite nella vita privata” (art. 615-bis cod. pen.), tutti quei luoghi che, oltre all’abitazione, assolvano alla funzione di proteggere la vita privata e che siano perciò destinati al riposo, all’alimentazione, alle occupazioni professionali e all’attività di svago, tra cui va ricompreso l’abitacolo di un’autovettura – adibita, di regola, ai trasferimenti da e per il luogo di lavoro e di svago – quando sia collocata nelle “appartenenze” dei luoghi di dimora, come dice la norma (“… o in un altro luogo di privata dimora o nelle appartenenze di essi“).: meglio sarebbe stato usare il termine appropriato di “pertinenze“, come il garage o l’area anche occasionalmente adiacente la dimora.

[4] Cass. sent. n. 12042/2008: «Non è sanzionata da nessuna norma penale l’installazione d’apparati idonei all’intercettazione ambientale tra presenti in autovetture private: in particolare, il fatto non rientra nell’area di tutela dell’art. 617-bis c.p., che − anche in combinato disposto con l’art. 623-bis c.p. − sanziona l’installazione d’apparecchi idonei alla captazione delle sole comunicazioni a distanza, e non tra presenti; e nemmeno rientra nell’area di tutela penale dell’art. 615-bis c.p., che, tramite il rinvio all’art. 614 c.p., sanziona la captazione di notizie sull’altrui vita privata che si svolge nell’abitazione e negli altri luoghi di privata dimora, o nelle loro pertinenze, alveo concettuale in cui l’autovettura non rientra».


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3 Commenti

  1. Egr. Avv. Bonomo l’auto non è un luogo ascrivibile alla privata dimora 614 cp, ne discende che registrare in auto non è un reato, stante il 615bis cp.
    Cordiali saluti.

  2. Buonasera vorrei ascoltare quello che dice o fa mio marito ,desidero sapere come posso fare e che registratore acquistare grazie

  3. Da quello che leggo non è legale mettere un registratore in casa o in macchina per sentire cosa fa la propria moglie, ho capito giusto?

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