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Riforma processo civile: la nuova tempistica degli atti

26 Novembre 2021 | Autore:
Riforma processo civile: la nuova tempistica degli atti

Quali sono gli adempimenti e i termini introdotti dal Ddl Cartabia approvato alla Camera; come cambiano le udienze e quando entrano in vigore le nuove regole.

Il nuovo processo civile è legge: la Camera ha approvato, in tempi rapidissimi, il testo del disegno di legge di riforma del processo civile, sul quale il Governo aveva posto il voto di fiducia. L’obiettivo dichiarato dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ed espresso chiaramente nel testo legislativo, è quello di semplificare gli adempimenti e velocizzare i termini posti a carico delle parti processuali e del giudice. Tutto questo serve per arrivare, entro  i prossimi 5 anni a una riduzione del 40% dei tempi di durata delle cause, come previsto nel Pnrr: il Piano nazionale di ripresa e resilienza vincola il Governo a raggiungere questo risultato, che è una condizione determinante per accedere ai finanziamenti europei del Recovery Plan.

Gli impegni assunti dall’Italia con l’Europa impongono di mettercela tutta per realizzare questo impegnativo obiettivo. E il lavoro da fare tocca direttamente le parti processuali, i loro avvocati e i giudici, che saranno sottoposti a ritmi più severi e cadenze temporali più strette rispetto ad oggi. La ministra Cartabia ha dichiarato, subito dopo l’approvazione della riforma, che adesso «il Ministero si metterà subito all’opera per una pronta attuazione della legge delega». Le cause civili dovranno essere più rapide e semplici, anche evitando la fase del giudizio, quando non è necessaria. Vediamo in particolare quale sarà la nuova tempistica degli atti dettata dalla riforma del processo civile.

Prima udienza e fase istruttoria: svolgimento e tempi

La riforma impone di arrivare alla prima udienza con l’oggetto della causa già definito nelle domande ed eccezioni delle parti ed anche nelle richieste di prova. Il testo della legge delega incide sui principali articoli del Codice di procedura civile e dispone che i fatti e gli elementi di diritto a sostegno della domanda [1] vengano «esposti in modo chiaro e specifico» nell’atto introduttivo (citazione o ricorso), che dovrà indicare anche i mezzi di prova e i documenti offerti in comunicazione [2]. Non solo l’attore, ma anche il convenuto, nella comparsa di risposta, dovrà prendere posizione in maniera analoga sulle richieste di controparte, indicando i propri mezzi di prova e i documenti di cui intende avvalersi.

Al contrario di quanto accade oggi, le parti per introdurre validamente il giudizio dovranno dire “tutto e subito”, esponendo le proprie ragioni sin dall’inizio della causa, che dovrà arrivare davanti al giudice con il perimetro delle richieste già completamente individuato. Per questo vengono introdotti dei termini intermedi, in modo che il giudice possa, sin dalla prima udienza, adottare i provvedimenti necessari per imprimere alla causa il suo corso: ammettere le prove, rimetterla subito in decisione, inviare le parti in mediazione.

Ecco in dettaglio la nuova tempistica prevista per lo svolgimento del processo civile in primo grado di giudizio:

  • l’udienza di prima comparizione (quella in cui le parti “si presentano” ed espongono i rispettivi elementi a sostegno delle proprie tesi) dovrà essere fissata entro un «congruo termine» non superiore a 120 giorni (e il termine di comparizione delle parti non dovrà essere inferiore ad 80 giorni);
  • le domande riconvenzionali, le eccezioni non rilevabili d’ufficio e le chiamate di terzi in causa dovranno essere proposte, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta, da depositare almeno 40 giorni prima della data fissata per l’udienza;
  • la replica alle eccezioni di controparte sarà possibile entro il termine perentorio di 10 giorni antecedenti all’udienza di comparizione;
  • all’udienza di comparizione il giudice, su richiesta delle parti, può concedere un termine fino a 30 giorni per produrre documenti e indicare i mezzi di prova, e un ulteriore termine di 20 giorni se si tratta di prova contraria;
  • la successiva udienza andrà fissata entro 60 giorni dalla scadenza dell’ultimo di tali termini. In questa seconda udienza, il giudice procede, con ordinanza, all’ammissione delle prove e fissa i termini per l’istruttoria (o per la discussione della causa, se non ci sono prove da assumere);
  • in questa occasione, se la causa non è di pronta decisione, il giudice fissa un preciso «calendario del processo», commisurato alla complessità della causa e agli adempimenti da svolgere (ad esempio, l’espletamento di una Ctu) per stabilire l’esatta tempistica [3]; in ogni caso l’arco temporale dedicato all’assunzione delle prove non dovrà durare più di 90 giorni.

La fase decisoria del processo: adempimenti e tempistica

La semplificazione del processo civile si estende anche alla fase decisoria del processo: viene eliminata l’udienza di precisazione delle conclusioni e quella destinata al giuramento del Ctu. Le innovazioni telematiche disposte durante l’emergenza Covid, con la trattazione prevalentemente scritta e le udienze da remoto, diventano strutturali e vanno a regime.

In dettaglio, al termine della trattazione e dell’istruzione della causa il giudice dovrà rispettare questi termini temporali – tutti perentori – da concedere alle parti per garantire loro il contraddittorio finale prima della decisione:

  • fino a 60 giorni per il deposito di note scritte di precisazione delle conclusioni;
  • fino a 30 giorni per il deposito delle comparse conclusionali, salvo rinuncia espressa delle parti;
  • fino a 15 giorni per il deposito delle memorie di replica, salvo rinuncia delle parti.

Il deposito della sentenza dovrà avvenire entro i successivi 30 giorni dalla scadenza dell’ultimo termine concesso alle parti, se il tribunale giudica in composizione monocratica, o entro 60 giorni, se opera in composizione collegiale.

Riforma processo civile: entrata in vigore

Le nuove norme, per diventare effettive, devono attendere l’emanazione da parte del Governo dei decreti delegati di attuazione, che dovrà avvenire entro i prossimi 12 mesi. Tuttavia la parte della riforma relativa al diritto di famiglia e al processo esecutivo entrerà in vigore, e dunque sarà pienamente operativa, a decorrere dal 180° giorno successivo alla pubblicazione della legge delega in Gazzetta Ufficiale.

Va ricordato che la riforma potenzia notevolmente anche gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (Adr, acronimo di Alternative dispute resolution), come la mediazione e la negoziazione assistita, che in molti casi possono evitare di giungere al processo civile favorendo il raggiungimento di una soluzione non contenziosa mediante gli incontri e gli accordi tra le parti.

Per incentivare questi metodi stragiudiziali vengono previsti incentivi fiscali, è potenziato l’istituto della responsabilità aggravata e viene introdotto un filtro più severo in appello e in Cassazione per le impugnazioni manifestamente infondate, che saranno giudicate inammissibili. Per ulteriori informazioni su tutti questi aspetti leggi “Nuovo processo civile: ecco come sarà“.


note

[1] Art. 163, co.3 n.4 Cod. proc. civ.

[2] Art. 163, co.3, n.5 Cod. proc. civ.

[3] Art. 81 disp. att. Cod. proc. civ.


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