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Guida in stato d’ebbrezza: come contestare gli esiti dell’alcoltest

26 Novembre 2021
Guida in stato d’ebbrezza: come contestare gli esiti dell’alcoltest

Etilometro: come opporsi alla multa per guida in stato di ebbrezza e difendersi nel processo penale. 

In caso di guida in stato di ebbrezza, sono numerose le giustificazioni adottate sino ad oggi dagli automobilisti per contestare gli esiti dell’alcoltest ma solo alcune di queste sono state accolte dalla giurisprudenza. 

Ad esempio è errata la convinzione di poter opporsi alla multa sostenendo di aver utilizzato un collutorio o delle medicine a contenuto alcolico. Non che, in teoria, ciò non sia possibile, ma andrebbe documentato con una inoppugnabile dimostrazione scientifica che, sino ad oggi, nessuno evidentemente è riuscito a fornire.

Si è anche sostenuta l’incongruità delle due misurazioni fatte dall’etilometro, laddove la seconda, eseguita a distanza di qualche minuto, indichi un tasso di alcol superiore alla prima. Anche qui la giurisprudenza ha rigettato i ricorsi dimostrando come la curva dell’alcol sia crescente sino ad un certo momento per poi discendere. Pertanto è naturale che, laddove la misurazione venga fatta a poca distanza dall’assunzione della bevanda, risulti inizialmente un valore più basso. 

Inutile anche l’omesso avviso al conducente di farsi assistere da un avvocato. Secondo la Cassazione è sufficiente che tale comunicazione risulti scritta sul verbale, indpenxemtente dalla ripetizione a voce.

Quanto al reflusso gastro-esofageo, se anche è vero che questo influisce sull’alito, è tuttavia possibile che la polizia faccia un successivo controllo tramite le analisi del sangue, dinanzi al quale l’esofago non ha alcuna incidenza.

Detto ciò, allora, come contestare gli esiti dell’acoltest in caso di guida in stato di ebbrezza? Come dicevamo in apertura, alcune indicazioni sono state fornite dai giudici. Ecco allora tutto ciò che c’è da sapere sull’argomento.

Mancata omologa

Ogni apparecchio elettronico, sia esso di controllo della velocità che del tasso di alcol nel sangue, deve essere oggetto di una verifica preliminare, anteriore al suo primo utilizzo. Viene chiamata omologa (o omologazione). Serve per verificare se lo strumento sia conforme alle caratteristiche tecniche fissate dalla legge e, quindi, sia in grado di funzionare correttamente.

Spetta al produttore dell’etilometro chiedere al Mit (ossia al Ministero dei Trasporti) l’omologazione. A seguito di ciò, viene effettuata una verifica all’esito della quale, se positiva, viene concesso l’omologa del prototipo. Da quel momento in poi le forze di polizia potranno acquistarlo e assumerlo nella propria dotazione d’impiego. Vien da sé che se manca l’omologa, o questa viene smarrita, la multa con l’alcoltest è nulla. Al fine però di ottenere tale risultato bisogna innanzitutto impugnare il verbale e, prudenzialmente, prima di depositare il ricorso, presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi presso l’organo che ha elevato l’infrazione chiedendo di visionare il certificato di omologa.

Non solo: l’omologa deve essere concessa all’effettivo produttore e non a un soggetto diverso che poi, magari, abbia ceduto a terzi la licenza. Diversamente il verbale è illegittimo. 

Sul punto abbiamo dato maggiori informazioni in due articoli di cui si consiglia la lettura:

Etilometro: ecco quando la multa non è valida

Etilometro: come contestare omologazione e taratura

Mancata taratura

Un secondo sistema per contestare la multa per guida in stato di ebbrezza ricorre quando l’alcoltest non è stato sottoposto a controllo periodico di funzionalità, la cosiddetta taratura. A seguito infatti di una famosa sentenza della Corte Costituzionale [2], tutti gli strumenti elettronici in dotazione della polizia devono essere sottoposti, almeno una volta all’anno (salvo diverse istruzioni contenute nel manuale d’uso rilasciato dal costruttore) ad un check-up. Questo controllo viene appunto chiamato «taratura». Senza la taratura, la multa è illegittima e può essere contestata [3].

Ma non solo. Non basta la taratura: il verbale deve anche riportare quando è avvenuta l’ultima taratura, in modo da consentire all’automobilista di verificare se la stessa ha rispettato la cadenza annuale stabilita dai giudici. 

Quindi se il verbale di infrazione al codice della strada non riporta la taratura periodica svolta sull’apparecchio la multa è illegittima [3]. 

Anche per lo strumento che misura il tasso alcolemico degli automobilisti, infatti, valgono le regole stabilite per gli autovelox dalla Corte costituzionale: gli apparecchi utilizzati per la sicurezza nella circolazione stradale devono essere sempre efficienti. Risultato: se nel giudizio di opposizione alla sanzione il conducente multato contesta il funzionamento del dispositivo, spetta all’amministrazione dimostrare le revisioni periodiche effettuate. 

Di fronte alla contestazione dell’automobilista, spetta all’amministrazione dimostrare di aver compiuto le attività strumentali indicate dalla Consulta perché la circostanza rientra nel fatto costitutivo della pretesa sanzionatoria. Il tutto specie se si considera che gli apparecchi elettronici utilizzati per i rilevamenti in strada sono soggetti a urti, vibrazioni, shock meccanici, termici ed energetici.

Altre contestazioni

Molto spesso ci si imbatte in forum su internet ove vengono consigliati le più disparate eccezioni da sollevare contro le multe per guida in stato di ebbrezza. Si sappia però che, per giurisprudenza ormai consolidata, il superamento delle soglie del tasso alcolemico, rilevante ai fini della valutazione del disvalore del fatto, integra una presunzione assoluta di stato di ebbrezza che non ammette prova contraria e che l’esito positivo dell’alcooltest è idoneo a costituire prova della sussistenza dello stato di ebbrezza. Il che significa che all’automobilista non resterebbe che dimostrare – cosa assai difficile se non impossibile – che la misurazione dell’alcol è avvenuta in modo non corretto o che l’apparecchio non fosse funzionamento. Ma, a quest’ultimo fine, come detto, è sufficiente la dimostrazione dell’avvenuta taratura periodica per mettere a tacere qualsiasi contestazione. 


note

[1] Art. 379 Regolamento di attuazione del Codice della strada. Art. 192 Regolamento di attuazione del Codice della strada.

[2] C. Cost. sent. n. 113/15.

[3] Cass. sent. n. 36696/21 del 25.11.2021.

Autore immagine: depositphotos.com


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