Diritto e Fisco | Articoli

Concorso: quali condanne si devono dichiarare?

19 Febbraio 2022 | Autore:
Concorso: quali condanne si devono dichiarare?

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: quali precedenti possono essere omessi nella domanda di partecipazione a un bando pubblico?

In passato, hai commesso un errore e sei stato condannato per questo. Ora hai pagato il tuo conto con la giustizia e vuoi proseguire con la tua vita, ma temi che la macchia sulla fedina penale possa precluderti l’occasione di ricominciare daccapo, magari impedendoti di trovare lavoro o di partecipare a concorsi pubblici. Questo timore è solo in parte fondato: la legge limita l’impatto negativo che un precedente penale può avere per il futuro della persona che ha commesso il fatto, soprattutto con riguardo ai rapporti con la Pubblica Amministrazione. Con questo articolo vedremo quali condanne si devono dichiarare in un concorso.

Se ti è capitato, anche solo una volta, di partecipare a un concorso pubblico saprai che, quasi sempre, il candidato deve dichiarare se ha dei precedenti penali, cioè se ha riportato in passato condanne definitive per un fatto che costituisce reato. Il problema è che, per la legge, costituisce un precedente anche una condanna riportata per una goliardata fatta da ragazzo, come ad esempio quella di rubare una manciata di caramelle da un negozio. Come comportarsi in questi casi? Un errore che è costato una condanna penale può precludere la carriera all’interno della pubblica amministrazione? Quali condanne si devono dichiarare in un concorso e quali no? Scopriamolo insieme.

Dichiarazione sostitutiva: cos’è?

Prima di vedere quali condanne devono o non devono essere menzionate nella domanda di partecipazione a un concorso pubblico occorre necessariamente spiegare cos’è una dichiarazione sostitutiva (o autocertificazione).

Per autocertificazione si intende quella dichiarazione resa da un cittadino alla Pubblica Amministrazione, attestante ciò che è rinvenibile all’interno di certificati amministrativi.

In pratica, l’autocertificazione sostituisce i certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione: per tale ragione si parla di dichiarazione sostitutiva di certificazione.

Ad esempio, è una dichiarazione sostitutiva quella con cui una persona fornisce alla Pubblica Amministrazione informazioni riguardanti la data e il luogo di nascita, la residenza e lo stato di famiglia, trattandosi di notizie contenute in certificati amministrativi (nel caso di specie, custodite presso l’anagrafe comunale).

Per legge [1], è autocertificazione resa alla Pubblica Amministrazione anche quella in cui si dichiara di non aver riportato condanne penali.

Di conseguenza, quando si compila una domanda di partecipazione a un concorso, si sottoscrive una dichiarazione sostitutiva con cui si forniscono una serie di informazioni sotto la propria responsabilità, sia civile che penale: chi dichiara cose non vere, infatti, commette il reato di falso.

Concorso pubblico: si devono dichiarare le condanne?

Di norma, tutti i bandi di concorso per l’assunzione nella Pubblica Amministrazione chiedono ai candidati di indicare le eventuali condanne penali riportate.

La regola, dunque, è che nel bando di concorso pubblico bisogna dichiarare se si è incensurati o meno; in quest’ultimo caso, vanno indicate le sentenze definitive che hanno macchiato la propria fedina penale e che, pertanto, sono presenti nel casellario giudiziale.

Il casellario giudiziale è un registro che ogni Procura della Repubblica conserva presso i suoi uffici. Nel casellario sono riportate tutte le condanne definitive, nonché i procedimenti penali ancora in corso.

Esistono tuttavia delle eccezioni, cioè dei casi in cui, pur avendo una condanna alle spalle, questa potrà non essere dichiarata senza il timore di commettere un falso. Vediamo dunque quali condanne non si devono dichiarare in un concorso.

Quali condanne non vanno dichiarate in un concorso?

Secondo la legge [2], la persona che deve rendere una dichiarazione sostitutiva relativa all’esistenza nel casellario giudiziale di iscrizioni a suo carico non è tenuta a indicare la presenza di determinate condanne.

In altre parole, la legge consente alla persona pregiudicata di non comunicare alla Pubblica Amministrazione alcune condanne oppure specifiche circostanze legate alla commissione di reati.

Ecco di seguito le principali condanne che non devono essere dichiarate in un concorso:

  • le condanne che hanno ottenuto dal giudice il beneficio della non menzione nel certificato del casellario, purché tale beneficio non sia stato revocato;
  • le condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda;
  • le condanne per reati estinti a seguito di sospensione condizionale della pena;
  • le condanne per il reato di bigamia, quando è intervenuta l’estinzione per via della nullità del precedente matrimonio;
  • le condanne in relazione alle quali è stata applicata l’amnistia:
  • le condanne per le quali è stata dichiarata la riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata;
  • il patteggiamento a pena non superiore ai due anni;
  • i decreti penali di condanna;
  • le condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare come reati (come ad esempio l’ingiuria);
  • le sentenze che hanno dichiarato la non punibilità per particolare tenuità del fatto;
  • le sentenze di condanna del giudice di pace;
  • le sentenze che dichiarano estinto il reato a seguito dell’esito positivo della messa alla prova per adulti.

Queste condanne, pur costituendo dei precedenti di cui l’autorità giudiziaria potrà tener conto in un eventuale, futuro processo, non devono essere dichiarate alla Pubblica Amministrazione e, pertanto, possono essere omesse presentando domanda di partecipazione a un concorso pubblico.

Solo per amor di precisione, va detto che non tutti i casi sopra riportati riguardano condanne vere e proprie: ad esempio, la sentenza con cui il giudice dichiara il buon esito della messa alla prova non è un riconoscimento di colpevolezza; a maggior ragione, dunque, merita di non essere menzionata in sede di autocertificazione.

La Pubblica Amministrazione può vedere le mie condanne?

Giunto a questo punto, scommetto che ti starai ponendo un’altra domanda: anche se non dichiaro la mia condanna, la Pubblica Amministrazione può prendere visione dei miei precedenti, attingendo le informazioni che le servono direttamente dal casellario giudiziale?

In effetti ciò è possibile. Per legge, però, la Pubblica Amministrazione può ottenere solamente il certificato selettivo, cioè quello che contiene le sole iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale pertinenti e rilevanti rispetto alle finalità istituzionali dell’amministrazione.

Mettiamo il caso che tu abbia un precedente per spaccio di droga e decida di fare domanda per essere assunto nelle scuole. Poiché hai patteggiato la condanna a pena inferiore ai due anni, rientri nei casi in cui puoi non dichiarare la tua condanna. La Pubblica Amministrazione, tuttavia, può chiedere alla Procura il tuo certificato selettivo per verificare se ci sono particolari reati che ti rendono incompatibile con la carica per cui hai deciso di concorrere iscrivendoti al bando. In un caso del genere, pur non commettendo alcun reato di falso, la Pubblica Amministrazione potrebbe ugualmente escluderti dal concorso.

Secondo la legge, solo nei casi in cui non è possibile procedere alla selezione delle iscrizioni pertinenti e rilevanti, la Pubblica Amministrazione può chiedere il certificato generale, cioè il documento in cui sono riportate tutte le iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale a carico di un determinato soggetto.

In pratica, la Pubblica Amministrazione può aggirare il limite rappresentato dal certificato selettivo quando ritiene di non poter individuare determinati reati che sarebbero di ostacolo all’assunzione; in questi casi, può accedere a tutti i precedenti del candidato.

Anche qui, però, c’è un limite. La legge stabilisce che la Pubblica Amministrazione, a prescindere dal tipo di certificato richiesto (specifico o generale), non potrà mai prendere visione di questi precedenti:

  • condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda;
  • condanne per reati estinti a seguito di sospensione condizionale della pena;
  • le sentenze che hanno dichiarato la non punibilità per particolare tenuità del fatto;
  • le sentenze che dichiarano estinto il reato a seguito dell’esito positivo della messa alla prova per adulti.

Pertanto, se hai riportato una condanna ma il reato si è estinto per via della condizionale oppure hai beneficiato della messa alla prova con esito positivo, potrai stare tranquillo che mai questo tipo di precedenti potrà essere visionato dalla Pubblica Amministrazione.

Concorso pubblico: cos’è la condotta incensurabile?

Il fatto che la legge consenta di non menzionare alcune condanne non significa, però, che il bando non possa porre delle speciali preclusioni.

Ad esempio, per il concorso in magistratura occorre avere una condotta incensurabile, che è requisito diverso dall’assenza di precedenti penali in quanto non si riferisce solamente alle condanne ma a qualsiasi tipo di condotta disdicevole.

Si pensi all’utilizzo di sostanze stupefacenti: pur non costituendo reato (lo è lo spaccio, invece), tale condotta potrebbe precludere l’accesso a determinati bandi. Lo stesso dicasi per i concorsi nelle forze dell’ordine, ove sono richiesti determinati requisiti morali o psicoattitudinali che potrebbero comportare l’esclusione del candidato in un successivo momento della selezione.


note

[1] Art. 46 d.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000.

[2] Art. 28, comma 8, d.P.R. 313 del 14 novembre 2002.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube