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6 regole per chiudere col passato e cambiare vita

28 Novembre 2021
6 regole per chiudere col passato e cambiare vita

Come uscire da una situazione di stallo che influisce sul lavoro: come migliorarsi. 

Oggi voglio parlarvi di 6 regole per chiudere col passato e cambiare vita. Sono considerazioni personali che credo possano aiutare molti dei nostri lettori nel loro percorso di vita.

Se c’è una cosa sicura e certa che ho imparato sulla mia pelle in tutti questi anni di lavoro è che la mente è in grado di esplodere e di fare cose incredibili solo se è sgombra di pensieri. Può sembrare un’affermazione banale, ma per comprenderla in pieno va portata agli estremi. Berreste mai un boccale di birra su cui galleggia un capello? A me farebbe schifo, e sono sicuro che farà schifo anche a molti di voi. Lascereste il bicchiere al bancone. Il lavoro funziona un po’ così: se emerge anche un piccolo capello, una semplice impurità, sporca tutto. La vostra mente si comprime, non spazia: si chiude dentro un recinto. 

È vero dunque che quando entrate in casa dovete lasciare il vostro lavoro alle spalle, ma non succede quasi mai il contrario: quando entrate al lavoro non lasciate la casa alle spalle. Quella viene insieme a voi. E se vostro figlio vi ha fatto arrabbiare, se siete preoccupati per la salute dei vostri genitori, se un litigio con vostro fratello o con vostra moglie vi ritorna sempre dentro, allora tutto il lavoro si impantana. È come quando il computer è rallentato da qualche programma. Che fate in questo caso? Spegnete e riavviate. 

Bene, io oggi voglio darvi alcuni consigli per spegnervi e riavviarvi. 

La palla di neve

Nel bene e nel male, le idee che coltivi su di te e sul mondo che ti circonda influenzano la traiettoria della tua vita. È l’effetto “palla di neve” di cui si parla in “La casa di carta”. C’è questa citazione di Tokyo che mi ha colpito enormemente. Non so più quante volte ho rimesso indietro il video per ascoltarla. «Tutti ci costruiamo una palla di neve con le decisioni sbagliate, un masso gigantesco come il masso di Indiana Jones e continua a inseguirti nel pendio per schiacciarti. Tutte le decisioni che prendiamo nel passato ci portano nel futuro». 

Quindi fate attenzione ai vostri pensieri, che diventeranno le vostre abitudini, che saranno il vostro carattere e quindi il vostro destino. Siamo il risultato delle abitudini che abbiamo adottato negli ultimi 5 anni. Le abitudini formano il nostro stile di vita ed è da queste che dipendono i risultati del nostro lavoro. 

Dovete quindi stabilire la giusta traiettoria da prendere sin dall’inizio. Per esempio nella vita di coppia non bisogna mai dare per scontato il partner: se maturate questa idea, diventerà il vostro obiettivo quotidiano. E da questo obiettivo vedrete che ogni giorno troverete il modo di meravigliarlo. È come una sveglia che si attiva in automatico. 

Allo stesso modo, se nel lavoro partite dal presupposto di voler contribuire a migliorare il benessere altrui, per voi sarà naturale impegnarvi con buona volontà a creare un ambiente collaborativo tra colleghi, e aumenterete la possibilità che ciò si concretizzi davvero. 

Insomma, lo schema è questo: lavorando sul piano delle idee riusciamo a cambiare in automatico le nostre a azioni che a loro volta ci condurranno ad ottenere certi risultati. 

Le parole chiave sono quindi tre: idee, azioni, risultati.

Come quando decidete di fare un viaggio. Prima scegliete la destinazione. Sulla base della destinazione decidete la strada. E la strada vi porterà dove volevate o comunque molto vicino. 

Quali sono allora le idee per iniziare il vostro viaggio? Ho trovato molti spunti in un libro di Luca Mazzucchelli, Psicologia a strappo, che vi consiglio. Ecco le principali idee per chiudere con il passato e cambiare vita. 

Se vuoi cambiare ciò che ti circonda devi cambiare te stesso

Se è vero che siamo ciò che facciamo, per cambiare ciò che sei devi cambiare principalmente te stesso e non le cose intorno a te. Le cose intorno a te non cambiano. Non viviamo in un mondo perfetto. Al contrario. Forse, se fosse perfetto, non avremmo neanche ragione di vivere e di essere messi alla prova. Se esiste il bene esiste anche il suo antagonista, il male. Come il giorno esiste perché è l’assenza delle tenebre. Non possiamo eliminare ciò che ci circonda e che è cattivo. Ma ne possiamo stare alla larga. 

Senti rabbia nei confronti di una particolare persona? Hai una visione negativa del mondo o della gente intorno a te? Non dare la colpa agli altri, dalla a te stesso. Forse non riesci a distaccarti, a perdonare, non riesci a stare alla larga dai pensieri cattivi. Se stai male per questo, la colpa è solo tua. Prendersela con gli altri non ti servirà se non a peggiorare le cose. Non puoi controllare gli eventi, ma puoi controllare come li interpreti. 

Facciamo l’esempio dell’invidia. L’invidia consuma chi la prova, non chi la subisce. Ma se chiedete all’invidioso se davvero è invidioso vi dirà sicuramente di no. Nessuno ammetterà mai di volere ciò che ha o ciò che è un’altra persona. Questo è molto strano, ma abbastanza prevedibile. 

Facciamo, alla fine di ogni giornata, un lavaggio di coscienza e cerchiamo di riesumare tutto ciò che nelle ultime 12 ore ci ha fatto stare male. Dopodiché proviamo a fare uno sforzo e a capire: «Cosa potevo fare per non stare male?». Molto probabilmente la risposta che ci daremo è «Non pensarci; starne alla larga».

Per cambiare quello che hai devi lavorare su ciò che sei

Per giungere a risultati diversi devi mettere in atto nuovi comportamenti. Ma prima di cambiare la sfera del fare devi agire su quella dell’essere.

In base ai tuoi valori, pensieri e principi sei portato ad adottare determinati comportamenti a discapito di altri, che ti condurranno a specifici risultati. Ecco perché, per avere di più di quello che hai, devi diventare di più di quello che sei. 

Liberati dalla paura  

Tutti i mental coach dicono che l’ostacolo principale di ogni uomo è la paura. Quante cose ci piacerebbe fare se non avessimo paura. Buttarci da un pendio e fare bungee jumping? Avviare un’attività tutta nostra? Iniziare un nuovo corso di yoga? È incredibile quanto la paura condizioni la nostra vita. Avevo una zia che temeva i temporali. Ascoltava dalla sera alla mattina le previsioni meteo per paura di trovarsi fuori casa dinanzi a una tempesta. Quante cose ha perso di una vita irripetibile. 

La paura non va eliminata, ma dosata. La paura infatti a volte ci permette di non commettere errori gravi. Ma quanti di questi errori sono davvero fatali e quanti invece incidono solo sulla nostra autostima? Questi ultimi sono naturali e vanno accettati. Io dico sempre quando ragiono su un progetto «Non lodatemi, ditemi dove sto sbagliando». 

Liberiamoci dalle paure inutili. Che purtroppo la vita è una sola. In fin dei conti la felicità si gioca tutta qui: tra la paura di diventare noi stessi e il coraggio di prendere quella decisione. 

La felicità ti coglie di sorpresa

Avete mai notato che tutto ciò che pianificate puntualmente vi delude? La felicità significa non avere aspettative. La vera felicità è quella che viene di sorpresa, che non vi immaginavate. Ecco perché non dovete pianificare la vostra vita su come essere felici, ma su come raggiungere un equilibrio, la stabilità. 

Epicuro diceva: vuoi rendermi davvero felice? Non soddisfare i miei desideri, ma sfrondali. 

Allontanare le aspettative non significa non programmare. La programmazione, come abbiamo detto in partenza, è un elemento essenziale per pianificare la direzione dove andare. Ma non dobbiamo pensare che ciò a cui andiamo incontro ci garantirà per forza una vita migliore. Lo facciamo perché sappiamo che lo dobbiamo fare. E basta.

Detto ciò è anche vero che la felicità non viene per caso, ma dobbiamo farla entrare noi nella nostra vita. L’amore, le relazioni, gli affetti, si costruiscono con lo sforzo. Non dovete pensare che, prima o poi, arriverà l’occhio di bue del palco ad irradiarvi con la sua luce e a dirvi: “bene, ora è il turno tuo”. Pensate al matrimonio: è come un piccolo bonsai che va curato ogni giorno. E più lo curate, più lo avrete a cuore. La felicità deriva dall’amare le cose che fate. Forse l’avete già davanti ma il vostro sguardo è andato troppo oltre per vederla. L’amore non si prende cura di noi, siamo noi che dobbiamo prenderci cura dell’amore. 

Lavora per diventare una persona di valore anziché di successo

Oggi il successo di una persona si misura in like e follower. Abbiamo perso la direzione. Siamo pronti a quantificare tutto in misure matematiche. Ma il vero successo di una persona è il suo valore. Ed è quello che la renderà intimamente felice. Avete visto quante persone di successo si sono perse per strada? Il valore serve a dare un contributo al mondo e questo procura un senso di soddisfazione che nessun successo può dare. 

Avere successo senza avere valore è un po’ come perdere il campionato del mondo pur segnando tanti goal. Non hai raggiunto il tuo obiettivo.

Uccidi i sensi di colpa

Dobbiamo imparare dai nostri errori, dobbiamo valorizzarli e andarne fieri. Spesso, quando mi presento, inizio proprio dagli sbagli che ho fatto. Mi piace, mi fa sentire umano e serve anche a predisporre il tuo uditore. Se pensa di avere davanti un super uomo non ascolterà mai alcun consiglio. Manifestare la propria umanità avvicina alle persone e rende più simpatici.

Ma gli errori non devono neanche generare sensi di colpa. L’essere umano è imperfetto per natura. Sentirsi in colpa può aiutare a migliorarci solo in prima battuta ma non dobbiamo poi restarne schiavi. Non dobbiamo restare intrappolati all’interno delle colpe perché fanno emergere la parte peggiore di noi: reputazioni, lamentele, frustrazione, incapacità di andare avanti, voglia di abbandonare tutto. Il senso di colpa ci àncora al passato, generando in noi rabbia, astio e rancore. Il senso di responsabilità invece ci riporta al presente e ci proietta nel futuro. Per imparare a vincere dobbiamo innanzitutto imparare a perdere. 



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