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Interruttore differenziale in condominio: come dividere le spese

19 Febbraio 2022 | Autore:
Interruttore differenziale in condominio: come dividere le spese

Installazione salvavita e adeguamento dell’impianto elettrico centralizzato: qual è il criterio di ripartizione dei costi?

Alcune spese condominiali sono davvero necessarie: si pensi ad esempio all’installazione di un ascensore per raggiungere i piani posti più in alto oppure di un montascale per disabili. Ugualmente importante è l’installazione del cosiddetto salvavita, cioè di quel dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso elettrico in un circuito. Con questo articolo parleremo proprio di ciò: vedremo come dividere le spese dell’interruttore differenziale in condominio.

La risposta a questa domanda passa necessariamente per l’individuazione delle cosiddette parti comuni, cioè di quei beni e servizi condominiali che appartengono a tutti i proprietari in quanto ciascuno trae vantaggio da essi. Si pensi ad esempio all’impianto centralizzato di riscaldamento, al cortile, al parcheggio, ecc. Quando si tratta di manutenzione e interventi su parti comuni, le spese vanno in genere divise tra tutti i condòmini, ciascuno in proporzione al valore della sua proprietà (di solito espressa in millesimi). Come si dividono le spese dell’interruttore differenziale in condominio? Scopriamolo insieme.

Interruttore differenziale: cos’è?

L’interruttore differenziale (meglio conosciuto come “salvavita”) è un dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso in un circuito di un impianto elettrico.

Nel caso di guasto nei circuiti elettrici che provochi dispersione elettrica oltre una soglia di sicurezza, il dispositivo differenziale interviene interrompendo il flusso di corrente per impedire che le persone restino folgorate.

Questa tipologia di interruttori si definisce “differenziale” perché agisce in base alla differenza di corrente tra l’ingresso e l’uscita del dispositivo.

Salvavita: è obbligatorio in condominio?

Per legge [1], l’interruttore differenziale è un componente elettronico di sicurezza che tutti gli impianti elettrici devono avere obbligatoriamente.

Questo significa che ogni nuovo edificio deve essere munito, sin dall’inizio, di impianto salvavita, mentre le costruzioni più datate devono necessariamente provvedere ad adeguare il proprio impianto procedendo all’installazione di un interruttore differenziale.

L’obbligo di salvavita si applica non solo agli impianti condominiali, ma anche all’impianto elettrico delle singole abitazioni. Queste sono ovviamente di competenza dei proprietari.

Impianto elettrico: è parte condominiale?

Per comprendere come dividere le spese dell’installazione e/o adeguamento dell’impianto elettrico condominiale bisogna comprendere se, per legge, l’impianto stesso rientra tra le parti comuni, la cui manutenzione e conservazione grava su tutti i condòmini, salvo patto contrario approvato all’unanimità.

Sul punto, la legge (art. 1117 Cod. civ.) non lascia spazio a dubbi: i sistemi centralizzati per l’energia elettrica rientrano tra i beni comuni che appartengono all’intero condominio.

Spese condominiali: come si dividono?

In genere, salvo che il regolamento contrattuale (cioè quello approvato all’unanimità oppure redatto dall’originario proprietario del fabbricato e poi recepito nei singoli atti d’acquisto) non dica il contrario, le spese condominiali si dividono tra tutti i condòmini, ciascuno in proporzione al valore della sua proprietà (di norma espressa in millesimi).

Questo criterio generale convive con un altro, definito di “utilizzazione differenziata”: per legge (art. 1123 Cod. civ.), quando si tratta di cose destinate a servire i condòmini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

È il caso classico della luce nelle scale oppure della manutenzione dell’ascensore: chi sta più in alto paga di più in quanto si avvantaggia maggiormente del servizio o della cosa comune.

Quale criterio di ripartizione delle spese si applica nel caso di installazione dell’impianto differenziale? La risposta nel prossimo paragrafo.

Interruttore differenziale: chi paga le spese?

Secondo la Corte di Cassazione [2], la spesa condominiale per far effettuare i lavori necessari per l’installazione dell’interruttore differenziale deve essere ripartita tra tutti i condòmini, ciascuno in proporzione ai millesimi di cui è titolare.

A questa conclusione si giunge considerando che, come detto sopra, l’impianto elettrico del condominio è proprietà di tutti; pertanto, ognuno deve partecipare alle relative spese.

Secondo la Suprema Corte, i lavori di adeguamento dell’impianto elettrico sono a carico dei proprietari, anche di coloro che non accedono direttamente dall’androne condominiale per giungere alle proprie abitazioni.

Non può dunque trovare applicazione il criterio dell’utilizzazione differenziata, il quale non può riguardare la spesa attinente all’impianto elettrico condominiale, a meno che il regolamento contrattuale non stabilisca il contrario.


note

[1] L. n. 46/1990.

[2] Cass., sent. n. 17880/2014.

Autore immagine: canva.com/


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