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Cosa fare se voglio togliere la residenza di mio marito da casa?

29 Novembre 2021
Cosa fare se voglio togliere la residenza di mio marito da casa?

Marito lascia la casa coniugale e va a vivere altrove: cosa deve fare l’ex moglie per toglierlo dalla residenza. 

Una nostra lettrice si è di recente separata dal marito il quale, per ordine del giudice, è andato a vivere altrove, senza però modificare la dichiarazione di residenza all’anagrafe del Comune. Sicché l’uomo risulta ancora residente al vecchio indirizzo e lì la moglie riceve, per conto suo, la posta, le raccomandate e gli atti giudiziari. 

Volendo far regolarizzare tale situazione con il mutato stato di fatto ci pone la seguente domanda: cosa fare se voglio togliere la residenza di mio marito da casa? La questione è più semplice di quanto possa apparire a prima vita. Ecco alcuni chiarimenti.

Posso denunciare mio marito che non ha cambiato la residenza?

A scanso di equivoci, possiamo subito dire che non mutare l’indirizzo di residenza nonostante l’avvenuto trasferimento e il cambio di dimora non costituisce reato. Quindi, nel caso di specie, la moglie non può denunciare il marito che non ha tolto la residenza dalla vecchia casa.

È vero, da un lato, che il reato di falso in atto pubblico scatta anche in caso di false dichiarazioni all’ufficiale dell’anagrafe comunale, ma affinché ciò si verifichi è necessario un comportamento attivo, come tale mendace e fraudolento; tipico è il caso di chi dichiara di essere residente in un luogo ove non vive. Non si verifica invece alcun illecito penale in caso chi, pur essendosi trasferito, non si reca al Comune per far aggiornare i registri.

Come togliere la residenza del marito dalla vecchia casa?

Il fatto di non poter denunciare il marito perché ha mantenuto la residenza nella vecchia casa non esclude il fatto di poter agire per aggiornare i registri dell’anagrafe. 

La moglie quindi dovrà, di propria iniziativa:

  • recarsi presso l’ufficio dell’anagrafe ove il marito risulta ancora residente;
  • chiedere la cancellazione dall’anagrafe del marito;
  • offrire le prove del fatto che questi non è più residente con lei.

Quanto alle modalità, bisognerà compilare il modulo prestampato eventualmente fornito dal Comune o, in assenza, redigere una apposita dichiarazione. In essa bisogna specificare: 

  • le generalità e l’indirizzo di attuale residenza del dichiarante;
  • i rapporti con la persona trasferitasi (ad esempio ex marito separato in attesa di divorzio);
  • il nuovo indirizzo di quest’ultimo se conosciuto;
  • i documenti che dimostrano la verità delle affermazioni (ad esempio la sentenza di separazione o quella di divorzio);
  • una copia del documento d’identità del dichiarante.

Una volta fatto ciò, il Comune provvederà ad attivare i controlli. In buona sostanza verrà delegata la polizia municipale affinché si rechi presso l’indirizzo indicato e verifichi se lì effettivamente non vive più il marito della dichiarante. 

Sarà possibile effettuare anche più di un controllo, per accertarsi se si tratta di assenza momentanea o di effettivo trasferimento.

Una volta accertato che il marito non vive più con l’ex moglie, il Comune provvederà a cancellare la sua residenza dai propri archivi dell’anagrafe. Questi dunque non risulterà più residente insieme alla moglie nel precedente indirizzo. 

Se l’indirizzo dell’ex marito non dovesse essere noto e pertanto dovesse risultare non reperibile, questi si troverà senza più una residenza. 

Le conseguenze dell’essere senza residenza sono piuttosto problematiche. Innanzitutto raccomandate e atti giudiziari verranno depositati presso il Comune dell’ultimo indirizzo noto e si assumeranno come conosciuti. In secondo luogo, il soggetto in questione perderà il diritto all’assistenza di un medico di famiglia, non potrà richiedere certificati anagrafici, documenti d’identità e perderà il diritto al voto.



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