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Coordinatore genitoriale: si può chiedere la revoca?

18 Dicembre 2021
Coordinatore genitoriale: si può chiedere la revoca?

Si può ricusare il coordinatore genitoriale nominato dal giudice nel corso di una separazione?

Per quanto riguarda la possibile ricusazione del coordinatore genitoriale, occorre fare una premessa: di norma, la coordinazione non è imposta, ma è un processo volontario a cui i genitori scelgono liberamente di aderire.

Nel provvedimento del giudice, tuttavia, la nomina sembra essere avvenuta unilateralmente, senza un confronto con le parti. Si tratta di una pratica che negli ultimi anni ha preso sempre più piede nei tribunali italiani (Trib. Pordenone 30.5.2019, Trib. Varese 26.6.2018, Trib. Siena 7.2.2018, Trib. Mantova 5.5.2017, Trib. Milano 29.7.2016), sulla scorta di quanto accade negli Stati Uniti.

Non essendoci in Italia una normativa di riferimento in materia di coordinatori genitoriali, si discute ampiamente del ruolo di tale figura e, in particolare, se rientri nell’ambito di un incarico quale ausiliario del giudice o sia un mero mandatario delle parti contrattualmente obbligato. Secondo il Tribunale di Roma (sezione prima civile, ordinanza del 4 maggio 2018), il coordinatore genitoriale sarebbe un ausiliario del ctu.

Sul punto variegato è il panorama giurisprudenziale, spaziandosi tra ipotesi in cui il Tribunale ha incaricato il Coordinatore di un ruolo esplicitamente direttivo, con liquidazione giudiziale del compenso dello stesso, e altre ipotesi in cui il giudice ha invece unicamente incaricato il Coordinatore di ruoli di suggerimento e di mera raccomandazione alle parti, lasciando poi all’ambito della sottoscrizione dell’incarico l’individuazione dei poteri del medesimo, così come privatisticamente stabilita doveva essere la determinazione del compenso del professionista.

Tirando le fila di quanto appena detto, poiché non esiste una norma di legge né un orientamento giurisprudenziale chiaro sulla figura del coordinatore genitoriale, a sommesso avviso dello scrivente è possibile presentare al giudice un’istanza con cui si domanda la revoca dell’incarico affidato al suddetto professionista, illustrando i motivi della richiesta ed eventualmente specificando che le parti non possono sostenerne economicamente la spesa. Peraltro, a sostegno della propria istanza, può brevemente riportarsi quanto detto sinora, e cioè che la coordinazione genitoriale, essendo ancora sfornita di una disciplina giuridica, dovrebbe essere subordinata all’accettazione delle parti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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