Diritto e Fisco | Articoli

Intercettazioni polizia: come funzionano?

11 Dicembre 2021
Intercettazioni polizia: come funzionano?

La polizia può effettuare intercettazioni ambientali e telefoniche a mio carico, senza che ne sappia nulla? Come posso tutelarmi?

Se il lettore non ha ricevuto nessuna informazione di garanzia o avviso di conclusione delle indagini, l’unico modo per sapere se è indagato è fare richiesta alla Procura. Si tratta della famosa istanza ex art. 335 c.p.p., che consente a ogni persona, anche senza l’assistenza di un avvocato, di chiedere alla Procura se il proprio nominativo è iscritto nel registro delle notizie di reato.

A seguito dell’istanza, gli uffici della Procura provvederanno a rilasciare un documento che contiene le informazioni domandate, cioè l’eventuale presenza di iscrizioni a carico del richiedente.

Se il riscontro è positivo, il documento che la Procura fornisce in risposta alla richiesta riporterà le seguenti indicazioni:

  • il pubblico ministero che segue le indagini;
  • il numero assegnato al procedimento (che è il numero che contraddistingue quel particolare fascicolo d’indagine);
  • il nominativo della persona denunciata o querelata (se nota);
  • il reato per cui si sta procedendo;
  • la data di commissione del crimine.

Se, invece, nel registro non risultano iscrizioni a carico della persona oppure il pubblico ministero, per tutelare le indagini, ha disposto il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi, allora il documento rilasciato dalla Procura conterrà la seguente dicitura: “Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione”.

In sintesi, una volta fatta istanza ex art. 335 c.p.p.:

  • se risultano iscrizioni, queste verranno comunicate al richiedente;
  • se non risultano iscrizioni, la Procura risponderà con la formula “Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione”;
  • se risultano iscrizioni, ma il pm ritiene opportuno non comunicarle (per un periodo non superiore a tre mesi), allora la Procura risponderà ancora una volta affermando che “Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione”.

Dal quesito sembra ci sia preoccupazione per la possibilità di essere registrati/intercettati. L’ipotesi è da escludere perché la legge consente di procedere a intercettazioni solamente nel caso di commissione di gravi reati, e solo dietro autorizzazione del giudice.

Le intercettazioni effettuate al di fuori dei limiti sopra indicati integrano il reato di interferenze illecite nella vita privata, punito dall’art. 615-bis del codice penale con la reclusione da sei mesi a quattro anni, aumentata da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

Esistono tre tipi di intercettazioni:

  • l’intercettazione telefonica, che consiste nel captare la conversazione che avviene a distanza tra due persone, per mezzo del telefono o di strumento analogo;
  • l’intercettazione ambientale, che consiste nel sentire tutto ciò che viene detto all’interno di un determinato luogo (l’abitacolo di un’auto, la camera di una stanza, ecc.);
  • l’intercettazione telematica, che consiste nel captare le conversazioni che ci si scambia tramite internet e altri mezzi informatici (si pensi alle chiamate tramite Skype, ecc.). Spesso questo tipo di intercettazione avviene mediante l’installazione di trojan, cioè di virus che si nascondono nel pc.

Poiché l’intercettazione viola il diritto costituzionale alla segretezza delle comunicazioni, la polizia può procedere con questo mezzo di ricerca della prova solo se autorizzata dal giudice, e soltanto in presenza di determinati reati (spaccio, pedopornografia, ecc.).

Per la precisione, le intercettazioni sono legali solamente quando:

  • richieste dal magistrato del pubblico ministero;
  • autorizzate dal giudice;
  • effettuate dalla polizia giudiziaria, con la propria strumentazione.

L’autorizzazione è concessa dal giudice quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.

Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni. Tale durata non può superare i quindici giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di quindici giorni, qualora permangano i presupposti.

Solo eccezionalmente, nei casi di estrema urgenza e gravità, il pm può ordinare alla polizia di procedere a intercettazione senza l’autorizzazione del giudice. In questa evenienza, però, il permesso del giudice non è escluso, ma solo posticipato: entro ventiquattro ore bisognerà trasmettere il decreto del pm al giudice, il quale ha 48 ore di tempo per convalidare le operazioni.

Nel solo caso di intercettazione ambientale (cioè, intercettazione di comunicazioni tra persone presenti nello stesso ambiente) all’interno di un domicilio privato (la propria casa, il proprio ufficio, ecc.), è possibile procedere solo se vi è fondato motivo di ritenere che in quel luogo si stia svolgendo l’attività criminosa.

Secondo la legge, i risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti.

Alla luce di quanto detto sinora, il consiglio è di fare richiesta alla Procura ex art. 335 c.p.p. per sapere se si è indagati. In caso di esito positivo, non resta che attendere l’avviso di conclusione delle indagini affinché si possa prendere visione delle investigazioni effettuate dagli inquirenti e cominciare a preparare, con il proprio avvocato, una giusta strategia difensiva.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube