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Sfrattare inquilino con animali

29 Novembre 2021
Sfrattare inquilino con animali

Il padrone di casa può impedire all’inquilino di detenere cani, gatti e altri animali da compagnia all’interno dell’appartamento?

Un nostro lettore ci fa presente di aver preso, qualche mese fa, un appartamento in affitto. Ora vorrebbe acquistare un cane ma il padrone di casa gli ha anticipato che non intende accettare animali all’interno dell’appartamento. Sul contratto però non è previsto nulla: non è cioè previsto alcun divieto di detenere animali in casa. Ci viene quindi chiesto quali conseguenze potrebbe subire l’inquilino se non dovesse attenersi alle richieste del locatore seppur espresse solo in forma verbale. È possibile sfrattare l’inquilino con animali? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Animali in condominio

Per legge, il regolamento di condominio non può vietare ai condomini la detenzione di animali negli appartamenti; solo se approvato all’unanimità potrebbe farlo. Quindi, in assenza di tale condizione, ciascun condomino può portare in casa animali il cui possesso sia consentito dalle attuali disposizioni in materia di sicurezza e di igiene.

Tuttavia, tale norma si applica solo nei rapporti tra condominio e singoli condomini; non vale invece nei rapporti tra locatore e conduttore. In altri termini, se anche il regolamento di condominio non dovesse prevedere il divieto di detenzione di animali, ben potrebbe prevederlo il contratto di affitto. 

Il proprietario dell’immobile, insomma, ha il potere di impedire all’inquilino di ospitare cani, gatti o altri animali di qualsiasi specie. Un divieto del genere dovrebbe comunque trovare esplicita espressione nel contratto di affitto, non potendosi desumere implicitamente dall’interpretazione delle attuali norme civilistiche.

Cane in casa: il proprietario può vietarli?

Una volta ammessa la possibilità per il locatore di impedire al conduttore di detenere animali in casa, è necessario che detta previsione risulti in forma espressa dal contratto di affitto e che il contratto di affitto sia registrato. L’affitto non registrato (ossia il cosiddetto “affitto in nero”) è infatti nullo e tutte le previsioni in esso contenute non hanno alcun valore sicché l’inquino non è tenuto a rispettarle. 

Se il contratto di locazione non dovesse prevedere alcun divieto, l’inquilino sarebbe sicuramente libero di comprare un cane, un gatto o altro animale di compagnia, nonostante qualsiasi contestazione verbale del locatore. Nè rischierebbe uno sfratto. Lo sfratto infatti può conseguire solo all’inadempimento grave del contratto, inadempimento che deve trovare il fondamento in una clausola scritta espressa.

Si tenga inoltre conto che il contratto di affitto, una volta stipulato, non può più essere modificato. Tutto ciò che si può fare è ridurre il prezzo convenuto in precedenza; al contrario, il canone non può mai essere aumentato.

Allo stesso modo non si possono inserire, in un momento successivo, delle clausole che non siano state inizialmente convenute e messe per iscritto. Bisognerebbe risolvere il precedente contratto e stipularne uno ulteriore, procedendo ovviamente alla relativa registrazione.

Come deve comportarsi l’inquilino che ospita un cane o un gatto?

Una volta spiegato che, in assenza di espresse previsioni contrarie contenute nel contratto di locazione, il padrone di casa non può sfrattare il conduttore che ospiti cani, gatti o altri animali da compagnia, è bene sapere comunque che questi deve tenere un comportamento diligente e corretto. La legge infatti gli impone di mantenere l’appartamento in buon stato di manutenzione e di restituirlo nelle stesse condizioni in cui gli è stato consegnato, salvo solo l’usura dovuta al normale uso. 

Quindi tutti i danni all’immobile causati dall’animale sono a carico dell’inquilino il quale dovrà provvedere alle spese relative al ripristino dell’appartamento (tra cui, ad esempio, la pulizia del pavimento e delle pareti).

Contratto di affitto vieta animali in casa

Se viceversa il contratto di affitto dovesse vietare di detenere animali in casa, l’inquilino inadempiente potrebbe sì essere sfrattato ma non con la procedura abbreviata prevista per chi non paga il canone o per chi resta nell’appartamento nonostante la scadenza del contratto. Ci sarebbe bisogno di un’ordinaria causa di risoluzione del contratto che potrebbe prevedere tempi più dilatati. 



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