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Muore l’amministratore e si scoprono debiti: cosa fare?

21 Febbraio 2022 | Autore:
Muore l’amministratore e si scoprono debiti: cosa fare?

Responsabilità dell’amministratore deceduto: è possibile agire contro gli eredi? Come ottenere la restituzione della documentazione contabile?

L’amministratore è il primo responsabile della cattiva gestione del condominio. Nel caso in cui venga meno ai propri doveri, incorre in responsabilità contrattuale nei riguardi dell’intero condominio, con conseguente obbligo di risarcire i danni. È possibile che il rapporto che sussiste con l’amministratore venga meno, ad esempio per naturale scadenza del mandato, per revoca o rinuncia, oppure ancora per la morte dell’incaricato. Cosa succede e cosa fare se muore l’amministratore e si scoprono debiti? Si può agire contro gli eredi per ottenere il risarcimento? Scopriamolo insieme.

Morte dell’amministratore: cosa succede?

Sul punto la legge (art. 1722 Cod. civ.) non lascia margini di dubbio: la morte dell’amministratore comporta l’estinzione del mandato, senza possibilità che possano subentrare i suoi eredi nella gestione dell’immobile.

Se muore l’amministratore, il condominio dovrà convocare l’assemblea affinché si proceda alla nomina di un nuovo amministratore.

Per la precisione, la legge (art. 66 disp. att. cod. civ.) stabilisce che, in mancanza dell’amministratore, l’assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria può essere convocata a iniziativa di ciascun condomino.

Alla convocazione dell’assemblea per la nomina del nuovo amministratore possono provvedere solamente i condòmini e non gli eredi dell’amministratore, i quali quindi non hanno nessuna voce in capitolo.

Al più, gli eredi dell’amministratore morto, se hanno conoscenza del mandato, devono avvertire il condominio dell’avvenuto decesso (art. 1728 Cod. civ.).

Debiti scoperti dopo la morte dell’amministratore: che fare?

Non c’è dubbio che, nel caso di scoperta di debiti dopo la morte dell’amministratore, il condominio non potrà fare altro che risponderne nei confronti dei creditori. In altre parole, il condominio non potrà rifiutarsi di pagare accampando la scusa della cattiva gestione da parte dell’amministratore deceduto.

Allo stesso tempo, è interesse del condominio rivalersi nei confronti del responsabile dei debiti causati dalla cattiva gestione. Poiché l’amministratore è il responsabile della gestione del condominio, tutti i debiti derivanti dalle proprie manchevolezze fanno sorgere una sua responsabilità contrattuale in qualità di mandatario dei condòmini.

Ebbene, in questo caso, il condominio può agire contro gli eredi dell’amministratore per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal suo inadempimento.

L’illecito civile, a differenza di quello penale, non si estingue con la morte del responsabile. Pertanto, come spiegato nell’articolo Risarcimento danni contro eredi, se muore qualcuno ed è responsabile per danni a carico di una terza persona, questa può agire per il risarcimento nei confronti degli eredi.

Nel caso di specie, se i condòmini si accorgono che l’amministratore, oramai deceduto, non ha correttamente adempiuto al proprio mandato, allora potranno agire direttamente contro gli eredi, nel termine di dieci anni da quando l’illecito è stato compiuto.

Amministratore deceduto: a chi chiedere la documentazione?

Se l’amministratore di condominio muore si pone l’ulteriore problema di recuperare tutta la documentazione inerente alla gestione condominiale.

In questa ipotesi, una volta convocata l’assemblea e nominato il nuovo amministratore, questi potrà rivolgersi agli eredi del precedente per la consegna della relativa documentazione del condominio.

In mancanza di eredi, il nuovo amministratore potrà chiedere la restituzione della documentazione agli addetti dello studio del defunto mandatario. In mancanza anche di costoro e nell’impossibilità di ottenere la documentazione senza recarsi in un luogo di privata dimora, occorrerà fare istanza al giudice perché consenta l’accesso ai luoghi ove tale documentazione era conservata dal precedente amministratore.

Creditori: possono aggredire il conto corrente condominiale?

I creditori del condominio possono aggredire il conto corrente comune, cioè quello intestato all’intero condominio?

Secondo la giurisprudenza [1], i creditori di un condominio devono preventivamente agire nei confronti dei condòmini morosi (cioè, quelli non in regola con i pagamenti delle quote) e, solo successivamente, possono rivolgersi anche ai condòmini non morosi.

Questo principio, però, non si estende alle somme depositate sul conto corrente condominiale, liberamente aggredibili dai creditori.


note

[1] Trib. Ascoli Piceno, sent. n. 1287 del 26 novembre 2015.

Autore immagine: canva.com/


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