Contributo unificato: riforma bocciata 

29 Novembre 2021 | Autore:
Contributo unificato: riforma bocciata 

La Commissione Giustizia del Senato dice no al pagamento anticipato della tassa sui processi e chiede al Governo di rivedere il testo.

Il Senato ha bocciato la norma della legge di Bilancio 2022 varata dal Governo, che aveva detto stop alle cause senza pagamento del contributo unificato: la riforma prevede che il processo non può essere iscritto a ruolo, e dunque non può iniziare, se non si versa prima l’intero importo dovuto.

Ora il Parlamento ha detto ufficialmente no a questa severa soluzione. Con un parere espresso dalla Commissione Giustizia del Senato, e votato all’unanimità, l’organismo di Palazzo Madama esprime «dubbi di costituzionalità» su questo aspetto della riforma del processo civile e chiede che venga rivisto; questo fa presumere che l’approvazione del testo legislativo sarà respinta dalle Camere se la norma non verrà espunta dal testo o opportunamente modificata nel contenuto.

Nel rapporto approvato in Senato, sui temi di politica economica contenuti nella manovra che riguardano il pagamento del contributo unificato nel processo telematico, si chiede al relatore di eliminare la norma volta a modificare il Testo unico sulle spese di giustizia [1]. Il testo predisposto dal Governo dispone che: «In caso di omesso pagamento del contributo unificato, ovvero nel caso in cui l’importo versato non è corrispondente al valore della causa dichiarato dalla parte, anche quando sono utilizzate modalità di pagamento con sistemi telematici, il personale incaricato non deve procedere all’iscrizione al ruolo». Insomma, prima paghi e poi fai causa; e questo criterio potrebbe negare, o ostacolare, l’accesso dei cittadini alla giustizia, come hanno evidenziato alcuni parlamentari durante la discussione.

Gli avvocati colgono subito la palla al balzo e, in un comunicato dell’Unione nazionale delle Camere civili (Uncc), chiedono al Governo di recepire il parere negativo espresso in Senato e di eliminare il rifiuto dell’iscrizione a ruolo in caso di mancato pagamento del contributo unificato. Gli avvocati civilisti invitano anche ad accogliere il parere nella parte in cui propone di consentire l’utilizzazione e l’accettazione, da parte delle cancellerie, delle marche per i contributi unificati già pagati e non ancora impiegati, a causa della pandemia di Covid-19.

«Nei processi civili si decide la vita di tutti i cittadini e le misure che colpiscono chi ha minori disponibilità economiche finiscono per limitare le garanzie di milioni di persone, senza ridurre la durata dei processi: nessuno deve essere punito per aver chiesto giustizia», sottolinea l’Uncc. Ora la parola passa al Governo, che dovrà decidere se accettare queste indicazioni del Parlamento, espungendo dalla riforma la parte “incriminata” e tacciata di incostituzionalità.


note

[1] Art. 192 Ddl n. 2448/2021 e D.P.R. n. 115/2002.


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