Diritto e Fisco | Articoli

Bimbo con due padri: può essere riconosciuto in Italia?

30 Novembre 2021 | Autore:
Bimbo con due padri: può essere riconosciuto in Italia?

Una pronuncia del tribunale di Milano ammette la trascrizione dell’atto di nascita del minore nato all’estero da maternità surrogata e con genitori omosessuali.

Per le leggi naturali della biologia un bambino non può che essere figlio di un uomo e di una donna; per le leggi dello Stato non è sempre così. Le moderne tecniche di maternità surrogata consentono il concepimento in diversi modi, come l’utero in affitto. La madre biologica è presa in prestito e spesso non conosce chi le ha commissionato l’incarico e neppure il neonato ha partorito; rimane estranea alle successive vicende. E così, dopo la nascita il bimbo, per non rimanere orfano, potrebbe essere riconosciuto come figlio da due genitori dello stesso sesso: magari quelli che ne hanno “ordinato” il concepimento, o da uno dei due e dal suo compagno, o compagna.

Ma un bimbo con due padri può essere riconosciuto in Italia? Una recente pronuncia del tribunale di Milano [1] ha detto di sì, accogliendo il ricorso di una coppia omosessuale straniera ma residente in Italia. Il bambino era nato all’estero, negli Usa, dove la maternità surrogata è legittima. I giudici milanesi, nel disporre la trascrizione all’Anagrafe comunale dell’atto di nascita straniero del minore, che riportava l’indicazione dei suoi due genitori maschi, hanno richiamato alcune recenti ed importanti pronunce sul tema della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione.

Figlio con due padri: la vicenda

Il bambino era nato nel 2020 negli Stati Uniti d’America e nell’atto di nascita compilato dalle autorità statunitensi era stato indicato come figlio dei due uomini, che erano tra loro coniugati in conformità alle leggi vigenti negli Usa. Una donna (diversa dalla donatrice dell’ovulo fecondato) era stata incaricata da loro di portare avanti la gravidanza.

In America – al contrario dell’Italia – la tecnica della fecondazione assistita con gestazione per conto altrui è ammessa. In seguito uno dei due padri era venuto in Italia per motivi di lavoro, mentre l’altro era rimasto in Florida con il bambino. Quando, dopo il lockdown dovuto alla pandemia, ha voluto portarlo con sé in Italia, il consolato gli ha negato il passaporto, perché il bambino non era cittadino italiano.

A quel punto i genitori hanno chiesto al Comune la trascrizione dell’atto di nascita, dove egli e il coniuge figuravano già come genitori, ma l’ufficio Anagrafe l’ha respinta. Così i due uomini si sono rivolti al tribunale, che ha dato loro ragione, disponendo, con decreto, il riconoscimento del bambino in Italia e la trascrizione nei registri anagrafici dello stato civile come figlio di questa coppia.

Il giudizio era stato sospeso in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale, che è arrivata nella primavera del 2021 e si è espressa a favore della tutela dei figli nati da maternità surrogata, chiedendo al legislatore di intervenire in materia.

Figlio nato all’estero con due padri: la trascrizione in Italia è possibile?

La Corte di Cassazione, con una pronuncia emessa a Sezioni Unite [2] nel 2019, ha negato la possibilità di trascrivere nei registri dello stato civile italiano il provvedimento emesso da un giudice estero che aveva accertato il rapporto di filiazione tra un genitore omosessuale (che non era il padre biologico), e un bambino nato con maternità surrogata, cioè con il fenomeno conosciuto con il nome di “utero in affitto“.

In Italia questo aspirante genitore – ma che in realtà è privo di legame biologico con il neonato, e perciò viene definito in linguaggio tecnico nelle sentenze come «genitore d’intenzione» – non ha diritto, neanche se munito di cittadinanza italiana, al riconoscimento di paternità, perché la nostra legge [3] vieta il ricorso alla maternità surrogata.

La Suprema Corte, però, aveva lasciata salva la possibilità di ricorrere, in tali situazioni, all’istituto giuridico dell’«adozione in casi particolari» [4], la cosiddetta stepchild adoption. Nel frattempo anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) si è espressa in varie occasioni a favore del diritto del bambino nato da una maternità surrogata ad avere un rapporto con i suoi genitori , cioè di coloro che sono stati riconosciuti come tali all’estero. Anche l’art. 147 del Codice civile riconosce il dovere di assistenza materiale e morale dei genitori, e, dunque, il correlativo diritto del figlio ad essere «mantenuto, istruito, educato ed assistito moralmente».

Il tribunale di Milano, valorizzando questi principi, li ha ritenuti applicabili al caso del bambino con due genitori del medesimo sesso – quindi due padri -, per evitare discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, aprendo così la strada alla legittimazione del riconoscimento del figlio nato all’estero, attribuendo a questo atto straniero validità in Italia, ed anche alla possibilità di adozione del «figlio del partner», in assenza di altre alternative praticabili.

Trascrizione atto di nascita per maternità surrogata all’estero

La Corte Costituzionale [5] ha dichiarato inammissibile la questione del mancato riconoscimento in Italia del provvedimento giudiziario straniero relativo all’inserimento negli atti dello stato civile di un figlio minore nato da maternità surrogata – il divieto è imposto dalla legge italiana [3] – ma ha ritenuto necessaria , per tutelare i diritti del bambino, una modifica legislativa sul punto, e ha stimolato il legislatore a intervenire. Ciò perché la procedura di adozione in casi particolari [4] non è abbastanza rapida e questo potrebbe nuocere al diritto del bambino alla genitorialità. La Consulta ha ritenuto «ormai indifferibile l’individuazione delle soluzioni in grado di porre rimedio all’attuale situazione di insufficiente tutela degli interessi del minore».

Siccome il legislatore non è ancora intervenuto, il tribunale di Milano, per colmare la lacuna normativa esistente, nel caso deciso ha ritenuto che i due uomini fossero idonei ad occuparsi del bimbo e a prendersi cura di lui. I giudici milanesi hanno, inoltre, rilevato che nello Stato di nascita del bambino la maternità surrogata era legale e dunque non era necessario ricorrere all’adozione, «perché il rapporto parentale si costituisce direttamente con il genitore intenzionale». Da qui è stato ritenuto illegittimo il diniego al riconoscimento in Italia mediante rifiuto alla trascrizione dell’atto di nascita: perciò il tribunale ha ordinato all’Ufficiale dello stato civile del Comune di Milano di procedervi.

Approfondimenti

Per approfondire la tematica leggi i seguenti articoli:


note

[1] Trib. Milano, decreto del 23.09.2021.

[2] Cass. S.U. sent. n. 12193/2019.

[3] Art. 12, co. 6, L. n.40/2004.

[4] Art. 44, co.1, lett. c) L. n. 184/1983.

[5] C. Cost. sent. n. 33/2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube