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Lavoro domestico: tassazione

24 Febbraio 2022 | Autore:
Lavoro domestico: tassazione

Come sono tassate colf e badanti: trattenute, netto in busta, imposte da versare in sede di dichiarazione dei redditi.

I lavoratori domestici, come colf e badanti, sono coloro che svolgono la propria attività esclusivamente per le necessità della vita familiare del datore di lavoro. Trattandosi di lavoratori subordinati, per il lavoro domestico la tassazione è la stessa che si applica alla generalità dei redditi di lavoro dipendente.

C’è, però, una differenza sostanziale: il datore di lavoro domestico non è sostituto d’imposta, quindi non trattiene in busta paga le imposte a carico del lavoratore. L’unico importo che viene trattenuto in busta paga è quello della contribuzione previdenziale a carico dell’assistente familiare. Vengono inoltre trattenuti i contributi di assistenza contrattuale, dovuti a Cassa Colf.

Il fatto che le imposte non siano trattenute nel cedolino paga, però, non vuol dire che colf e badanti non paghino le tasse: l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) e le addizionali devono essere infatti calcolate e versate in sede di dichiarazione dei redditi.

A questo proposito, il datore di lavoro è tenuto a rilasciare al lavoratore domestico una dichiarazione attestante l’ammontare delle somme erogate nell’anno, così da consentirgli di determinare e versare le imposte dovute, applicando anche le eventuali deduzioni e detrazioni spettanti, attraverso la dichiarazione dei redditi.

Contributi previdenziali

Ai lavoratori domestici è trattenuta la quota di contribuzione previdenziale a proprio carico nella busta paga. Diversamente da quanto avviene per la generalità dei dipendenti, i contributi di colf e badanti si calcolano non sulla retribuzione mensile ma sulla paga oraria, che si determina comprendendo anche il rateo di tredicesima, nonché l’importo orario di vitto e alloggio, quando dovuto; il calcolo, inoltre, non avviene applicando una percentuale, cioè un’aliquota, alla paga, ma:

  • l’aliquota (pari al 19,9675%, di cui il 17,4275 è il contributo Ivs, invalidità- vecchiaia- superstiti; è dovuta un’addizionale dell’1,40% per i lavoratori a termine) si applica sulla fascia in cui rientra la retribuzione oraria;
  • bisogna poi moltiplicare i contributi così calcolati per il numero delle ore di lavoro svolte nel trimestre, dato che la contribuzione di colf e badanti si versa trimestralmente.

Una volta trovata la paga oraria, il contributo orario deve essere ricavato utilizzando le tabelle Inps, pubblicate annualmente: ogni tabella contiene le diverse fasce di retribuzione oraria effettiva, a ciascuna delle quali è collegato il contributo orario corrispondente.

La quota di contribuzione oraria a carico del lavoratore domestico varia in base alla fascia di retribuzione, all’orario settimanale e all’assoggettamento, o meno, al contributo Cuaf, Cassa unica assegni familiari, come osserviamo nella seguente tabella. Si va, per il 2021, da un minimo di 36 centesimi a un massimo di 49 centesimi, per ogni ora di lavoro, a carico dell’assistente familiare.

Per approfondire leggi Calcolo contributi Colf e badanti.

Contributi Cassa Colf

Al lavoratore domestico sono trattenuti, in busta paga, anche i contributi alla Cassa Colf.

Cassa Colf è un organismo paritetico, previsto dal Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, la cui finalità è quella di fornire prestazioni e servizi a favore dei lavoratori e datori di lavoro iscritti, come trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi, integrativi e aggiuntivi rispetto alle prestazioni pubbliche.

L’ammontare dei contributi Cassa Colf è pari a 6 centesimi l’ora, di cui 4 centesimi a carico del datore di lavoro e 2 centesimi a carico del lavoratore, da trattenere in busta paga.

Per approfondire leggi Contributi Cassa Colf.

Tassazione lavoro domestico

Al lavoratore domestico non si applica la tassazione in busta paga, ma la determinazione delle imposte dovute, unitamente ai benefici spettanti (deduzioni, detrazioni, trattamento integrativo), è effettuata in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o redditi persone fisiche).

Ecco come si determinano, per grandi linee, le imposte dovute:

  • il reddito imponibile ai fini Irpef è costituito dai compensi percepiti, al netto della contribuzione previdenziale trattenuta e di eventuali altri oneri deducibili;
  • si calcola l’Irpef lorda;
  • si applicano le detrazioni spettanti (per redditi di lavoro dipendente, per familiari a carico, ecc.);
  • si determinano dunque l’Irpef netta e le addizionali all’Irpef, regionale e comunale.

Per approfondire e sapere come si calcolano l’Irpef, le detrazioni ed il trattamento integrativo: Calcolo conguaglio fiscale.

Da notare che anche i lavoratori domestici, come la generalità di coloro che producono reddito di lavoro dipendente e assimilato, hanno diritto al trattamento integrativo, pari a 100 euro al mese, che sostituisce il bonus Renzi: non essendo il datore di lavoro un sostituto d’imposta, il trattamento è riconosciuto in unica soluzione in sede di dichiarazione dei redditi.



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