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Si può diseredare un figlio?

11 Dicembre 2021
Si può diseredare un figlio?

Come fare per evitare che la nuora, che sta per divorziare, erediti dal marito ciò che il marito erediterà dai suoi genitori? Si può diseredare un figlio? Oppure lui può rinunciare all’eredità dei genitori fin da ora? 

Occorre dire innanzitutto che la legge italiana:

  • non prevede la cosiddetta diseredazione, cioè non prevede la possibilità che il testatore (cioè chi fa testamento) possa escludere del tutto un erede legittimo dalla successione (un figlio, ad esempio, avrà comunque diritto alla cosiddetta quota di legittima nel caso in cui sia stato redatto testamento);
  • stabilisce inoltre, all’articolo 458 del Codice civile, la nullità dei cosiddetti patti successori: sono cioè nulli tutti gli atti e gli accordi con cui, mentre si è in vita, si dispone della propria successione e sono anche nulli tutti gli atti con cui taluno dispone o rinuncia ai diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta (cioè sono nulle le rinunce all’eredità effettuate fino a quando non sono decedute le persone alla cui eredità si sta rinunciando).

Questo vuol dire che se l’erede rinunciasse, prima del decesso dei propri genitori, a ciò che gli spetta sulla loro eredità

  • questa rinuncia sarebbe nulla
  • e la moglie dell’erede potrebbe poi (se non ancora divorziata al momento della morte del marito) agire in giudizio per far accertare la nullità di questa rinuncia per poi ereditare quanto le spetta sulla eredità del marito (che comprenderebbe quanto da lui ereditato dai suoi genitori).

La soluzione perciò, per evitare che in futuro una nuora (se non fosse ancora divorziata) erediti dal marito ciò che il marito avesse nel frattempo ereditato dai genitori, è quella che questo erede rinunci all’eredità dopo che i suoi genitori saranno mancati.

Due ultime annotazioni.

Se l’erede, dopo il decesso dei genitori, sarà nel possesso materiale anche di uno solo dei beni ereditari (cioè se avesse la disponibilità materiale anche di uno solo dei beni, mobili o immobili, di proprietà dei genitori) per poter validamente rinunciare dovrà, entro tre mesi dalla morte dei genitori, compiere prima l’inventario dei beni ereditari e, poi, entro i quaranta giorni successivi al completamento dell’inventario, rinunciare all’eredità.

Questo lo dico perché se l’erede fosse, dopo la morte dei genitori, nel possesso anche di uno solo dei beni che costituiscono l’eredità del padre e della madre e non facesse l’inventario entro tre mesi dalla morte, non potrebbe più rinunciare e sarebbe considerato dalla legge erede puro e semplice.

Infine occorre dire che se i genitori faranno testamento potranno in esso indicare, dopo aver istituito il figlio come erede, un sostituto che subentri al suo posto nel caso il figlio non voglia accettare (cioè nel caso in cui rinunci) o non possa accettare (per premorienza ad esempio).

Se nei testamenti non sarà indicato un sostituto che subentri nel caso di rinuncia all’eredità, allora la legge (con la cosiddetta rappresentazione) farà subentrare gli eventuali figli dell’erede rinunciante.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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