Diritto e Fisco | Articoli

Omessa dichiarazione Iva: sanzioni

1 Dicembre 2021 | Autore:
Omessa dichiarazione Iva: sanzioni

La mancata presentazione comporta pesanti sanzioni amministrative pecuniarie e se si supera la soglia di 50mila euro di imposta evasa scatta anche il reato.

Non presentare la dichiarazione dei redditi è una violazione grave; omettere di presentare la dichiarazione Iva significa farla ancora più grossa. L’imposta sul valore aggiunto è soggetta a una rigida sequela di comunicazioni, liquidazioni e versamenti. Saltare uno dei passaggi principali, e proprio quello conclusivo dell’annualità d’imposta in considerazione, può avere gravi conseguenze.

Per l’omessa dichiarazione Iva le sanzioni sono variabili nell’importo e non sono amministrative e pecuniarie: possono essere anche di tipo penale, se la violazione costituisce reato. Ma esistono varie possibilità per ridurre le conseguenze negative: si può arrivare a pagare appena 25 euro, oppure, nei casi più gravi, essere condannati a 5 anni di carcere.

Ti abbiamo già parlato, in un recente articolo, dei rischi della dichiarazione dei redditi non presentata. Oggi completiamo il quadro esponendoti tutte le sanzioni per omessa dichiarazione Iva, distinguendo i casi di mancata presentazione vera e propria da quelli di semplice ritardo, che sono soggetti a sanzioni inferiori. Iniziamo col dirti chi sono i contribuenti esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale, come i forfettari, per poi passare all’aspetto sanzionatorio.

Presentazione dichiarazione Iva: soggetti esonerati

In linea generale la dichiarazione Iva va presentata, ogni anno, da tutti i soggetti titolari di partita Iva e che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo. Però alcune categorie di soggetti sono esonerate dalla presentazione della dichiarazione Iva. Le condizioni per l’esonero possono variare anno per anno; nel 2021 non hanno dovuto presentare la dichiarazione annuale Iva i contribuenti:

  • che hanno registrato esclusivamente operazioni esenti [1];
  • ammessi al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità [2];
  • qualificati come produttori agricoli esonerati dagli adempimenti Iva e con volume d’affari non superiore a 7mila euro;
  • che operano in regime forfettario.

Omessa presentazione della dichiarazione Iva: sanzioni amministrative

L’omessa presentazione della dichiarazione Iva annuale è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria dal 120% al 240% dell’imposta dovuta; l’importo minimo della sanzione irrogata non può essere inferiore a 250 euro, quindi si applica questo importo anche nel caso di debito Iva pari a zero.

Se la dichiarazione omessa viene presentata entro il termine di scadenza per la presentazione della successiva annualità, e comunque prima dell’accertamento della violazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la sanzione è dimezzata e va dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro.

Dichiarazione Iva presentata in ritardo: quando si considera omessa?

La giurisprudenza afferma costantemente [3] che la dichiarazione presentata oltre i 90 giorni dalla scadenza del termine si considera omessa: lo ha ribadito una recente sentenza della Corte di Cassazione [4].

Questo comporta che, se si superano i 90 giorni di ritardo, si applicano le sanzioni previste per la dichiarazione omessa, anziché quelle per la dichiarazione tardiva. Inoltre la Suprema Corte ha rilevato che, se la mancata presentazione ha comportato anche un omesso versamento dell’Iva dovuta, la violazione non può essere considerata «meramente formale», ma è sostanziale. Perciò il mancato versamento del tributo dovuto all’Erario è sanzionabile anche sotto tale profilo, ed è punito con il pagamento di una sanzione pari al 30% dell’imposta non versata entro la prevista scadenza [5].

Viceversa, la dichiarazione presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni è ritenuta soltanto tardiva, e non omessa, ed è punita con una sanzione da 250 euro a 2.000 euro [6]. La violazione di dichiarazione tardiva può essere sanata con il ravvedimento operoso, che comporta l’applicazione di sanzioni ridotte, fino a un decimo del minimo se la presentazione avviene entro 14 giorni dalla scadenza (dunque si pagano solo 25 euro).

Omessa dichiarazione Iva: quando è reato?

La legge [7] contempla il reato di omessa dichiarazione Iva insieme a quello relativo alle dichiarazioni dei redditi e dispone che: è punito con la reclusione da due a cinque anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila».

Esiste, dunque, una precisa soglia di punibilità, che viene superata quando l’importo dell’Iva dovuta – e considerata evasa proprio a causa della mancata presentazione della dichiarazione – supera i 50mila euro annui. Al di sotto di questo limite, invece, si applicano soltanto le sanzioni amministrative che abbiamo esaminato. Va precisato che le soglie di punibilità riferite all’imposta evasa comprendono anche i crediti d’imposta inesistenti e le somme indebitamente chieste a rimborso [8].

La normativa tributaria [9] chiarisce che «per imposta evasa si intende la differenza tra l’imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l’intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine»; invece non si considera imposta evasa «quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a una rettifica in diminuzione di perdite dell’esercizio o di perdite pregresse spettanti e utilizzabili».

La norma penale è in linea con quella amministrativa, laddove prevede che «non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto»; perciò il ritardo nella presentazione, che non supera i 90 giorni dalla scadenza del termine annuale, non costituisce reato.

Il trasgressore può beneficiare di una speciale clausola di non punibilità del reato [10] se estingue il debito Iva – comprensivo di sanzioni e interesse – mediante pagamento integrale, anche attraverso il ravvedimento operoso, purché ciò avvenga prima che venga instaurato il procedimento penale o un accertamento amministrativo per l’omessa presentazione della dichiarazione.


note

[1] Art. 10 D.P.R. n. 633/1972.

[2] Art. 27 D.L. n.98/2011.

[3] Cass. S.U. sent. n. 17758/2016.

[4] Cass. sent. n. 37146 del 29.11.2021.

[5] Art. 13 D.Lgs. n. 471/1997.

[6] Art. 8 D.P.R. n. 322/1998.

[7] Art. 5, co. 1, D. Lgs. n. 74/2000, modif. dalla L. n. 157/2019 e dal D. Lgs. n. 75/2020.

[8] Art. 1, co.1, lett. g) D.Lgs. n. 74/2000.

[9] Art. 1, co.1, lett. f) D.Lgs. n. 74/2000.

[10] Art. 13, co.2, D.Lgs. n. 74/2000.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube