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I diritti fondamentali dei consumatori

25 Febbraio 2022 | Autore:
I diritti fondamentali dei consumatori

Associazionismo, salute, informazione: le cose che si trovano tra le pieghe del Codice del consumo ma che la legge riconosce ai cittadini.

Essere consumatore non vuol dire soltanto rivestire il ruolo di chi va in negozio o al supermercato, di chi fa un abbonamento telefonico o di chi ordina un pacco su Amazon. Il consumatore è anche colui che fruisce dei servizi pubblici: la salute, l’educazione, l’informazione. A pensarci, infatti, qualsiasi cosa venga acquistata in cambio di un corrispettivo in soldi è un bene di consumo. Che si tratti di qualcosa che si esaurisce a breve o medio termine (un litro di latte, un paio di scarpe, il pasto in un ristorante) o di quello che ci resta dentro per sempre (ciò che si legge nel libro acquistato in libreria, il quadro che si ammira nel museo per il quale è stato comprato un biglietto).

Andando al di là del concetto dell’usa e getta, quali sono i diritti fondamentali dei consumatori? Di quelli che acquistano un bene o un servizio. Il ministero dello Sviluppo Economico ne ha fatto un elenco partendo dal Codice del consumo nel modo più tradizionale ma sottolineando anche il «diritto del sapere» dovuto ai cittadini. Vediamo quale visione dà il Mise in proposito e quali sono i diritti fondamentali dei consumatori che il ministero chiede di garantire.

L’elenco dei diritti fondamentali dei consumatori

Non solo garanzie, recessi, restituzioni di merce: i diritti fondamentali dei consumatori riguardano molti altri ambiti che il ministero dello Sviluppo economico elenca in questo modo:

  • il diritto alla tutela della salute;
  • il diritto alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi;
  • il diritto a una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità;
  • il diritto all’esercizio delle pratiche commerciali secondo i princìpi di buona fede e di correttezza e di lealtà;
  • il diritto all’educazione al consumo;
  • il diritto alla correttezza, alla trasparenza e all’equità nei rapporti contrattuali
  • il diritto alla promozione ed allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra consumatori e gli utenti;
  • il diritto all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza.

Un elenco, sottolinea il ministero, che vuole proteggere a tutto campo il consumatore e che supera il concetto di interessi collettivi o diffusi per arrivare a quello di veri e propri diritti soggettivi, garantendone di conseguenza la tutela individuale o collettiva.

Il diritto alla tutela della salute

La Costituzione italiana riconosce all’articolo 32 il diritto alla tutela della salute come diritto fondamentale per l’individuo e per l’interesse della collettività. Viene concepito come diritto a non subire lesioni dell’integrità psicofisica.

Questo principio si traduce nell’obbligo di prevenire delle situazioni, più propriamente definite pericolose, che minaccino in qualsiasi modo, o abbiano elevata probabilità di nuocere, la salute degli individui, intesi anche sotto il nome di consumatori.

Rientrano in questo ambito, ad esempio:

  • un’adeguata educazione sanitaria;
  • l’igiene degli alimenti, delle bevande, dei prodotti e avanzi di origine animale, la prevenzione e la difesa sanitaria degli allevamenti ed il controllo della loro alimentazione;
  • la sperimentazione, produzione, immissione in commercio e distribuzione dei farmaci e dell’informazione scientifica sugli stessi diretta ad assicurare l’efficacia terapeutica, la non nocività e la economicità del prodotto;
  • il poter vivere in un ambiente sano;
  • l’utilizzo di strutture sanitarie secondo standard di efficienza ed efficacia.

Il diritto alla sicurezza e alla qualità di prodotti e servizi

Ogni prodotto messo in commercio deve essere sicuro: in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, non deve presentare alcun rischio, nemmeno ridotto. Deve essere compatibile con il suo utilizzo e considerato accettabile secondo un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza dei consumatori.

Esistono delle norme che riguardano alcune categorie di prodotti specifici (dai giocattoli agli ascensori, ai dispositivi medici). In assenza di tali regole, un prodotto è sicuro quando risponde ad una legittima attesa di sicurezza del consumatore, che utilizza il prodotto in condizioni normali o ragionevolmente prevedibili, in particolare in occasione dell’utilizzo, dell’impianto, della messa in servizio o della sua manutenzione.

Il diritto all’adeguata informazione e la corretta pubblicità

Questo diritto comprende una serie di obblighi e limitazioni in capo ai produttori. Bisogna premettere che non sempre i consumatori dispongono degli strumenti adatti a capire eventuali esagerazioni o inganni, e possono essere portati, quindi, a farsi idee sbagliate rispetto a prodotti o servizi o, ancor peggio, possono essere indotti a comprare troppo e a indebitarsi ancora di più.

Le informazioni al consumatore, dunque, devono essere adeguate alla tecnica di comunicazione impiegata ed espresse in modo chiaro e comprensibile per assicurare la consapevolezza del consumatore, ed in ogni caso, devono comprendere le indicazioni in materia di sicurezza, composizione e qualità dei prodotti.

Per quanto riguarda la pubblicità, la legge la definisce «una qualsiasi forma di messaggio diffuso, in qualsiasi modo, nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, allo scopo di promuovere il trasferimento di beni mobili o immobili, la prestazione di opere o di servizi, oppure la costituzione o il trasferimento di diritti e obblighi su di essi».

Il diritto ad una corretta pubblicità comporta il rispetto di limiti e divieti al fine di trasmettere al consumatore un messaggio chiaro e trasparente. Inoltre, deve essere rispettato l’obbligo delle pratiche commerciali secondo i principi di buona fede, correttezza e lealtà.

Significa che non è lecito fornire al consumatore indicazioni che possano alterare sensibilmente la sua capacità di scelta, inducendolo ad assumere una decisione che non avrebbe altrimenti preso.

Il diritto all’educazione al consumo

Altro diritto fondamentale dei consumatori è quello all’educazione al consumo. È contemplato dalla normativa e riguarda la predisposizione di attività, svolte da soggetti pubblici o privati, dirette a rendere evidenti le caratteristiche di beni e servizi, ovvero a rendere chiaramente percepibili i costi ed i benefici, i vantaggi e gli svantaggi conseguenti ad una scelta di consumo.

Rendere «educato» un consumatore, insomma, non vuol dire soltanto insegnargli a non essere sgarbato, a non trattare male una commessa se non gli fa trovare quello che cerca. Vuol dire soprattutto fornirgli degli strumenti per fargli capire il funzionamento dell’economia di mercato, i prodotti e i servizi, le fonti di informazione e come difendere i propri interessi.

Il diritto alla correttezza, alla trasparenza e all’equità

Per diritto alla correttezza, alla trasparenza e all’equità nei rapporti contrattuali si intende la predisposizione e formulazione del regolamento del contratto in modo chiaro e comprensibile, cioè in modo completo e leggibile, nel rispetto della clausola di buona fede e impostando i contenuti in modo tale che siano considerati giusti da entrambe le parti.

Questo non vuol dire che le parti non siano libere di pattuire quello che ritengono più opportuno nella loro convenienza, pur considerando il consumatore la parte debole a cui va permessa l’opportunità della contrattazione, assumendosene i relativi rischi.

Il diritto alla promozione allo sviluppo dell’associazionismo

Questo è uno dei diritti dei consumatori di cui si parla veramente poco, anzi per nulla: il diritto alla promozione e allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori. Che cos’è? Si tratta di un diritto che consente ai consumatori di associarsi liberamente e democraticamente. Deve essere garantito, secondo la normativa, il processo decisionale per le questioni che li interessano, a livello locale, nazionale o comunitario.

Parallelamente, tale diritto comporta per le associazioni dei consumatori la possibilità di essere riconosciute a livello nazionale, di essere finanziate e ammesse a partecipare alle riunioni periodiche del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, organo del ministero dello Sviluppo Economico, con funzioni di collaborazione nel settore dei diritti e delle tutele dei consumatori e degli utenti.

Il diritto ai servizi pubblici di qualità ed efficienti

Il diritto dei consumatori all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza prevede che:

  • Stato e Regioni, nell’ambito delle rispettive competenze, garantiscano i diritti degli utenti dei servizi pubblici attraverso la concreta e corretta attuazione dei princìpi e dei criteri previsti della normativa vigente;
  • il rapporto di utenza si svolga nel rispetto di standard di qualità predeterminati e adeguatamente resi pubblici;
  • sia garantita, attraverso forme rappresentative, la partecipazione alle procedure di definizione e di valutazione degli standard di qualità previsti dalle leggi;
  • vengano adottate apposite carte dei servizi.


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