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Ticket restaurant: come funzionano i buoni pasto

25 Febbraio 2022 | Autore:
Ticket restaurant: come funzionano i buoni pasto

Buono pasto: vantaggi, a chi spetta, esenzioni fiscali e contributive, voucher cartacei, elettronici e app.

Il buono pasto [1], conosciuto anche come ticket restaurant, dal nome di uno dei voucher più diffusi, è un mezzo di pagamento che consiste in un tagliando, cartaceo o elettronico, con un valore assegnato, riconosciuto da ristoranti, bar, mense e simili esercizi, per acquistare pasti o prodotti alimentari. Facciamo il punto sui Ticket restaurant: come funzionano i buoni pasto?

Innanzitutto, bisogna chiarire che il riconoscimento dei buoni ai lavoratori non è previsto dalla legge, ma può essere disposto dalla contrattazione collettiva: in questi casi, per il datore di lavoro, l’attribuzione del voucher è obbligatoria.

Il riconoscimento è obbligatorio anche nelle ipotesi in cui sia previsto dal contratto di lavoro individuale [2].

Al di fuori di tali casi, ad esempio qualora i voucher siano previsti soltanto nel regolamento aziendale, è discrezionalità del datore di lavoro procedere o meno all’erogazione dei ticket.

I buoni pasto comportano diversi vantaggi, sia in capo al lavoratore, che al datore di lavoro: costituiscono infatti un reddito esente da tassazione e da contribuzione Inps, sino al valore, per singolo buono cartaceo, di 4 euro; se il ticket, però, è elettronico, risulta esentasse sino all’ammontare giornaliero di 8 euro.

Quali dati vanno indicati nei buoni pasto?

Nei buoni pasto devono essere indicati i seguenti dati:

  • il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;
  • la ragione sociale e il codice fiscale della società che emette i buoni;
  • il valore facciale del ticket, in valuta corrente;
  • il termine massimo entro cui utilizzare il buono;
  • deve poi essere presente uno spazio riservato all’apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;
  • infine, al ticket va apposta la seguente dicitura: «il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare».

Se il buono pasto è elettronico, i dati sono associati elettronicamente al carnet, mentre la data di utilizzo e i dati identificativi dell’esercizio presso il quale il buono è speso sono associati elettronicamente in fase di utilizzo; l’obbligo di firma del titolare del buono pasto è assolto associando il numero o il codice identificato riconducibile al titolare.

Quali vantaggi ha il ticket restaurant per il datore di lavoro?

Il buono pasto comporta diversi vantaggi per il datore di lavoro:

  • evita la complicata gestione dell’indennità di mensa e dell’indennità sostitutiva di mensa;
  • è interamente deducibile dal reddito d’impresa;
  • l’Iva al 4% è completamente detraibile;
  • il buono è esente da tassazione e contribuzione, per il dipendente, sino a 8 euro al giorno se in formato elettronico, sino a 4 euro al giorno se in formato cartaceo;
  • si può usare non solo per consumare il pasto al ristorante, ma anche presso ulteriori esercizi, come bar, supermercati, tavole calde, negozi di generi alimentari. Con particolare riferimento ai Ticket restaurant, gli esercenti convenzionati sono più di 150mila.

Quali vantaggi ha il ticket restaurant per il libero professionista e l’imprenditore?

I vantaggi dei buoni pasto non riguardano soltanto dipendenti e datori da lavoro, ma anche lavoratori autonomi e liberi professionisti:

  • è possibile dedurre dal reddito il valore del ticket al 75%, con Iva detraibile al 10%, fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato; la deduzione è invece totale, come osservato, nelle ipotesi in cui il professionista o l’imprenditore assegni i buoni pasto ai propri dipendenti;
  • la gestione della spesa è semplificata, grazie all’emissione di un’unica fattura: in pratica, presentando i ticket restaurant non è necessario chiedere la fattura per ogni spesa in generi alimentari, ma basta conservare soltanto quella dell’acquisto del buono pasto;
  • con particolare riferimento ai Ticket restaurant:
    • il buono può essere cartaceo, elettronico ed anche digitale: in quest’ultimo caso è utilizzabile da smartphone, tramite app;
    • è disponibile un servizio di assistenza competente, che aiuta il professionista e il titolare di azienda a trovare la soluzione più congeniale; inoltre, si può avere un consulente commerciale a disposizione per l’acquisto, oppure ordinare direttamente i ticket online.

I buoni pasto spettano ai lavoratori part time?

I lavoratori part time, pur avendo un orario ridotto, possono aver diritto ai Ticket restaurant:

  • quando l’orario di lavoro copre la fascia dei pasti, pranzo o cena, ma anche quando;
  • nell’ipotesi in cui, a causa della distanza tra l’abitazione e l’azienda, non sia possibile, per il dipendente, consumare il pasto a casa propria: è quanto confermato da una nota sentenza della Corte di Cassazione [3].

In ogni caso, come già osservato, è necessario che ci sia un accordo che ne preveda la corresponsione.

I buoni pasto spettano ai lavoratori in smart working?

Il ricorso diffuso al lavoro agile, o smart working, ha posto il problema dell’erogazione dei buoni pasto al dipendente. Secondo il tribunale di Venezia [4], con riferimento al settore dei lavoratori degli Enti Locali, i buoni pasto non sono dovuti al dipendente in smart working in quanto, ai fini della loro maturazione, è necessario che l’orario di lavoro sia organizzato con specifiche scadenze orarie e che il lavoratore consumi il pasto al di fuori dell’orario di servizio.

Queste condizioni non sono presenti nello svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, in quanto il dipendente è libero di organizzare le tempistiche dell’attività.

In ogni caso, l’esenzione fiscale si applica anche ai buoni pasto concessi ai dipendenti in smart working.


note

[1] Art. 2 DM 7/6/2017.

[2] Cass. sent. n. 22985/2020.

[3] Cass, sent. 22702/2014.

[4] Trib. Venezia sent. n. 3463/2020.

[5] Interpello DRE Lazio n. 956-2631/2020; Agenzia delle Entrate, risposta a interpello 123/2021.

Autore immagine: pixabay.com


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