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Limiti pignoramento

1 Dicembre 2021
Limiti pignoramento

Dalla prima casa al minimo vitale: tutti i beni che non si possono pignorare. 

Non tutti sanno che i limiti al pignoramento sono in prevalenza previsti per l’Agente per la riscossione esattoriale (che, come noto, per i tributi locali è Agenzia Entrate Riscossione mentre per i tributi dovuti a Comuni, Province e Regioni è rappresentato da società private con cui l’ente locale ha stretto un’intesa). 

I creditori privati incontrano invece pochi vincoli, per lo più dettati in tema di pignoramento mobiliare, dello stipendio, della pensione e degli strumenti necessari all’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale.

In questo breve articolo elencheremo tutti i limiti di pignoramento previsti dall’attuale normativa. 

Limiti pignoramento sulla casa

La cosiddetta prima casa non può essere pignorata solo quando il creditore è l’Agente per la riscossione esattoriale (il credito è pertanto rappresentato dalle cartelle di pagamento). 

Il creditore privato invece può disporre liberamente il pignoramento immobiliare a prescindere dall’importo per il quale agisce: non esiste infatti un limite minimo al di sotto del quale non sia possibile mettere all’asta l’abitazione del debitore. 

Per il divieto di pignoramento della prima casa da parte del fisco è però necessario che sussistano alcuni presupposti:

  • l’abitazione non deve essere di lusso (ossia accatastata nelle categorie A/1, A/8 e A/9);
  • la residenza del debitore deve essere fissata all’interno di tale immobile;
  • la casa sia adibita a civile abitazione (è quindi possibile il pignoramento di un terreno o un magazzino);
  • il debitore non deve possedere altri immobili, di qualsiasi tipo (anche solo per quote).

Se viene meno anche uno solo di tali requisiti il pignoramento immobiliare è possibile ma a condizione che:

  • la casa sia stata prima ipotecata e da tale momento siano decorsi sei mesi;
  • il debito sia superiore a 120.000 
  • il valore dell’intero patrimonio immobiliare del debitore sia superiore a 120.000 euro.

Limiti pignoramento stipendio

Il creditore privato può pignorare non più di un quinto dello stipendio netto del debitore. Non si tiene conto di eventuali cessioni del quinto in quanto atti volontari.

Se sussistono altri pignoramenti precedenti, il successivo si accoda e parte solo dopo che il primo creditore si sia soddisfatto. È tuttavia possibile un pignoramento contemporaneo di due quinti dello stipendio se i creditori appartengono a classi diverse. Le classi di crediti sono tre: a) crediti alimentari (dovuti per stipendio e alimenti); b) crediti fiscali; c) altri crediti. Ad esempio è possibile il pignoramento contemporaneo del quinto per cartelle esattoriali e per il condominio o per l’assegno di mantenimento all’ex moglie e per l’Imu, ma non è possibile quando si tratta di due diverse cartelle o di due crediti privati.

Se però il pignoramento del conto corrente avviene una volta che questo è stato depositato sul conto corrente (sia esso bancario o postale) valgono ulteriori limiti:

  • le somme già depositate sul conto al momento della notifica dell’atto di pignoramento alla banca possono essere pignorate solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale. Pertanto, posto che l’assegno sociale del 2021 è pari a 460,42 euro, l’importo impignorabile è di 1.381,26 euro. Questo significa che, se sul conto la giacenza è inferiore a tale somma, essa non è pignorabile; se invece è superiore, si pignora l’eccedenza. Ad esempio, se sul conto sono depositati 1.500 euro, si potrà pignorare la differenza tra 1.500 e 1.381,26 ossia 118,74 euro;
  • le mensilità successivamente versate dal datore di lavoro vengono pignorate, di volta in volta, nella misura massima di un quinto, fino ad estinzione del debito.

Quando però il creditore è l’Agente per la Riscossione, oltre ai limiti appena visti ne valgono di ulteriori. In particolare il limite della pensione pignorabile non è sempre del quinto ma varia in base all’importo della pensione stessa. In particolare:

  • stipendi fino a 2.500 euro: il pignoramento è di massimo un decimo;
  • stipendi da 2.500 euro fino a 5.000 euro: il pignoramento è di massimo un settimo;
  • stipendi oltre 5.000 euro: il pignoramento è di massimo un quinto.

Limiti pignoramento della pensione

Per la pensione valgono gli stessi limiti appena visti per lo stipendio ma con un’ulteriore vincolo (leggi sul punto: Chi può pignorare il quinto della pensione?). Se la pensione viene pignorata direttamente all’Inps, il quinto pignorabile si calcola sottraendo prima il cosiddetto minimo vitale. Il minimo vitale è pari a una volta e mezzo l’assegno sociale. Pertanto posto che, per il 2021, l’assegno sociale è pari a 460,28 euro, l’attuale minimo vitale della pensione è di 690,42 euro.

Ad esempio, su una pensione di 1.000 euro netti il quinto da pignorare si calcola sulla differenza tra 1.000 e 690,42 euro (minimo vitale) ossia su 309,58 euro. Il quinto pignorabile è pari quindi a 61,92 euro. Tale sarà l’importo che mensilmente l’Inps trattiene sulla pensione fino ad estinzione del debito.

Quando invece il pignoramento non avviene presso l’Inps ma in banca, il minimo vitale non viene più decurtato e si procede per come visto per lo stipendio.

Anche qui, quando il creditore è l’Agente per la Riscossione esattoriale, il pignoramento non è sempre di un quinto. In particolare:

  • pensioni fino a 2.500 euro: il pignoramento è di massimo un decimo;
  • pensioni da 2.500 euro fino a 5.000 euro: il pignoramento è di massimo un settimo;
  • pensioni oltre 5.000 euro: il pignoramento è di massimo un quinto.

I beni mobili non pignorabili

Tra i beni mobili ve ne sono alcuni che non sono pignorabili. L’elenco completo è contenuto all’articolo 514 del codice di procedura civile. Tra questi spiccano le cose sacre, la fede nuziale, il cibo per un mese, gli scritti di famiglia, gli animali da compagnia, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli da pranzo con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato.

Tali vincoli valgono per tutti i creditori. 

I beni strumentali

Gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore, anche se lo stesso è costituito in forma societaria ed in ogni caso se nelle attività risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro, possono essere pignorati nei limiti di un quinto quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. 

Inoltre, quando il creditore è l’Agente per la Riscossione esattoriale vi è il divieto di iscrizione del fermo amministrativo sui veicoli utilizzati per svolgere l’attività o professione. In ogni caso il creditore privato non può mai attivare il fermo sull’auto, misura questa possibile solo per debiti dovuti a cartelle esattoriali. 

Approfondimenti

Cosa non può essere pignorato

Pignoramento prima casa: quando è possibile?



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