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Articolo 12 Costituzione italiana: spiegazione e commento

1 Dicembre 2021 | Autore:
Articolo 12 Costituzione italiana: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 12 Cost. sulla bandiera italiana

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

L’importanza delle immagini 

Chiude la prima parte della Costituzione l’articolo 12 che descrive la bandiera italiana. Perché mai questa norma è stata collocata tra i Principi fondamentali della Repubblica? Perché da sempre i popoli si riconoscono nelle bandiere come le squadre di calcio nei colori delle società sportive. 

In una combinazione cromatica si racchiude tutta una storia, una cultura, una civiltà, un intero complesso di regole giuridiche, di tradizioni, di consuetudini. La stessa lingua trova nella bandiera la sua più immediata identificazione: sappiamo che, in corrispondenza della bandiera bretone c’è un gruppo di persone che parla l’inglese e che sotto le tre strisce orizzontali della Germania si parla il tedesco. La bandiera è un minimo comune multiplo di una moltitudine di elementi.

Cosa aggiunge la bandiera al nome di una nazione? In teoria nulla. Ma non si sono mai visti due eserciti rivali, collocati agli estremi del campo di battaglia, issare le insegne con il nome del proprio Stato. Il cervello riconosce prima le immagini delle parole. Un logo si memorizza più facilmente del nome del brand. È il predominio della grafica. Così anche i più moderni strumenti di tecnologia digitale si avvalgono delle icone come immediato segno di riconoscimento delle funzioni. 

Anche l’Italia quindi aveva bisogno di un’immagine che la rappresentasse immediatamente ed intuitivamente agli occhi di tutti, sia di quelli che non parlavano la nostra lingua, sia degli analfabeti che, all’epoca in cui la Costituzione fu scritta, erano all’incirca il 13% della popolazione. 

Perché l’articolo 12 è così breve?

Al contrario di tutti i precedenti articoli della Costituzione, l’articolo 12 è sintetico e sobrio. La bandiera viene solo descritta, non esaltata. In sede costituente si disse che questa norma sapeva un po’ di “sartoria”. E così è: sembra piuttosto un tutorial su “come realizzare la bandiera italiana”. Sembrerebbe quasi che gli italiani si vergognino di essere italiani. La ragione è di facile comprensione. Tutta la nostra Costituzione ha un grande ed unico elemento unificatore: la reazione al fascismo. Gli italiani erano usciti scottati dal precedente Ventennio. Le ideologie nazionaliste collegate al fascismo avevano enfatizzato in modo abnorme i concetti di nazione, di patria, di bandiera, giustificando in nome di essi numerosi crimini. Ecco perché il tricolore non viene celebrato e glorificato; se così fosse avvenuto si sarebbe caduti di nuovo nella tentazione di proclamare la supremazia di uno Stato rispetto agli altri. E gli italiani volevano invece aprirsi al mondo, ai principi di uguaglianza non solo interna, tra gli stessi italiani, ma anche esterna, nei confronti cioè degli altri popoli.

Come nasce la bandiera italiana?

Resterà deluso chi crede che il tricolore sia frutto dalla nostra creatività. In realtà si tratta di una scopiazzata della bandiera francese.  

Tutto ebbe origine nel lontano 1794, in occasione di un moto rivoluzionario scoppiato a Bologna contro lo Stato pontificio. Due studenti, Battista de Rolandis e Luigi Zamboni adottarono come segno distintivo del loro gruppo una coccarda tricolore come quella dei rivoluzionari francesi. Ma volendosi distinguere dai cugini d’oltralpe sostituirono l’azzurro con il verde. 

Perché proprio il verde al posto del blu? Secondo alcuni ci fu lo zampino della massoneria: il verde, secondo il simbolismo dei massoni, rappresentava la natura, dunque l’acquisto dei diritti di natura: eguaglianza e libertà. I tre colori del bianco, rosso e verde dovevano quindi rappresentare la giustizia, l’uguaglianza e la libertà, omaggio ai valori fondamentali dell’uomo. 

Secondo altri invece la scelta del verde rispecchiava l’uniforme bianco-verde della milizia urbana milanese, istituita nel 1633 dal governo spagnolo.

Fatto sta che nessuno si lamentò, nessuno iniziò a parlare di complotto, di poteri forti. Così quella stessa bandiera fu poi usata dal Regno d’Italia che vi aggiunge, nel centro, lo stemma reale di Casa Savoia. Quest’ultimo infine fu eliminato quando l’Italia divenne una repubblica. 

Ultima curiosità: la Costituzione stabilisce quale debba essere la bandiera della Repubblica, ma non indica quale sia l’Inno nazionale, né – come abbiamo visto in occasione dell’articolo 6 – proclama l’italiano come lingua ufficiale della nazione. Ma del resto, come si è detto in partenza, una nazione c’è dove c’è una bandiera e lì dove c’è una bandiera c’è anche una lingua unica. Dire quindi che l’Italia aveva una sua bandiera equivaleva a dire che l’Italia finalmente c’era. 



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