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Multa in Ztl con disabile a bordo: va pagata?

1 Dicembre 2021 | Autore:
Multa in Ztl con disabile a bordo: va pagata?

I requisiti per il transito nelle zone a traffico limitato: su quali veicoli è valido il contrassegno? Cosa succede se il disabile è un passeggero trasportato?

C’è una scena molto frequente nelle città italiane: un’autovettura entra in Ztl e viene ripresa dalla telecamera situata al varco di accesso. Se il veicolo non è autorizzato all’ingresso, arriverà, inesorabilmente, la multa. Ma esiste uno scudo per queste situazioni: la legge prevede che chi è in possesso del contrassegno invalidi può tranquillamente circolare nelle zone a traffico limitato e perciò un disabile che guida la sua auto non potrà essere multato.

Però la legge presenta una lacuna: cosa succede quando il disabile non è il conducente, o il proprietario, del veicolo che entra in una Ztl? In altre parole: se viene fatta una multa in Ztl con un disabile a bordo, va pagata? A questa importante domanda ha risposto una nuova ordinanza della Corte di Cassazione [1], chiarendo quali sono i requisiti necessari per la validità della contravvenzione.

Bisogna tenere presente che il permesso è legato alla persona del disabile e deve essere esposto sull’auto; però spesso il disabile viene accompagnato con un veicolo appartenente ad un altro soggetto e sul quale egli si trova come passeggero trasportato. Potrebbe, quindi, essere il proprietario o il conducente di questo veicolo a ricevere la contravvenzione per l’ingresso in Ztl, e allora per evitare di pagare la multa dovrebbe dimostrare la presenza a bordo di un disabile regolarmente autorizzato al transito nelle zone a traffico limitato.

Perciò la Suprema Corte, per rispondere alla domanda se la multa in Ztl con un disabile a bordo va pagata, ha stabilito un criterio: la circolazione in Ztl è consentita – e di conseguenza la multa è illegittima – se l’autovettura viene usata per trasportare una persona invalida che è titolare del relativo contrassegno. A questo punto diventa necessaria la presenza fisica di questo soggetto in macchina e non basta solo avere il pass. E così, in tutti i casi in cui il proprietario del veicolo è persona diversa dal disabile, tocca all’automobilista contravvenzionato dimostrare questa circostanza, altrimenti la multa in Ztl con disabile a bordo va pagata.

Contrassegno disabili per circolare in Ztl

Il contrassegno disabili è un tagliando, rilasciato dal Comune di residenza, previo accertamento medico, alle persone non vedenti o con gravi problemi di mobilità: la legge [2] richiede che capacità di deambulazione deve essere «sensibilmente ridotta»-

Il contrassegno disabili non serve solo a parcheggiare negli spazi riservati, ma anche ad entrare e circolare nelle zone a traffico limitato. La legge [3] prevede che la persona disabile dotata del contrasssegno – che deve essere esposto in modo visibile sulla parte anteriore del veicolo – può circolare e sostare (tranne che nei punti ove è imposto il divieto di sosta) «nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali urbane», se in tali aree è autorizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli di trasporto di pubblica utilità.

L’art. 188 del Codice della strada disciplina la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio di persone invalide e dispone che i Comuni devono predisporre le strutture e la segnaletica necessaria per consentire e agevolare la loro mobilità; i veicoli al servizio di persone con disabilità e titolari del contrassegno possono sostare gratuitamente nelle aree di parcheggio a pagamento, se non sono disponibili gli stalli riservati.

Contrassegno disabili e obbligo di comunicazione della targa

Il Regolamento di attuazione del Codice della strada [4] stabilisce espressamente che «il contrassegno è strettamente personale, non è vincolato ad uno specifico veicolo ed ha valore su tutto il territorio nazionale». Inoltre richiede che al momento dell’utilizzo esso «deve essere esposto, in originale, nella parte anteriore del veicolo, in modo che sia chiaramente visibile per i controlli», tra i quali sono, evidentemente, ricompresi anche quelli automatizzati svolti dalle telecamere poste ai varchi d’ingresso nelle Ztl.

Molti Comuni richiedono di comunicare la targa dell’auto che accede alla Ztl, entro le 48 ore successive al transito, in modo da evitare la multa. La Corte di Cassazione [5], però, ha stabilito che la violazione di questo obbligo di comunicazione non rende illegittimo l’accesso e la circolazione nella Ztl, ma è un adempimento previsto solo per «agevolare la speditezza dei controlli amministrativi, onde evitare la notifica di contravvenzioni a soggetti legittimati all’accesso».

Accesso disabili in Ztl: con quale auto?

Abbiamo visto che il contrassegno è personale, ma non è legato ad uno specifico veicolo: quindi può essere utilizzato su qualsiasi mezzo destinato alla mobilità del disabile e ad agevolare i suoi spostamenti, anche con l’ausilio di un accompagnatore. Anche la Corte di Cassazione ha ribadito che il contrassegno invalidi non va collegato alla targa di uno specifica autovettura, ma alla persona, e dunque al veicolo che in quel momento è «destinato al suo specifico servizio» [6].

Questo significa che, per i suoi spostamenti, il disabile munito di contrassegno può fruire di un veicolo che non è suo, oppure può utilizzare l’auto di sua proprietà (o appartenente ad altri) come passeggero e quindi facendola guidare da un altro soggetto che lo accompagna.

Accesso in Ztl e presenza del disabile a bordo del veicolo

Il contrassegno invalidi può essere usato per circolare nelle zone a traffico limitato soltanto se l’intestatario è sul veicolo al momento dell’ingresso in una Ztl, e ciò sia nel caso in cui sia il disabile stesso a condurlo, sia quando vi si trova come passeggero trasportato: in entrambi i casi il pass deve essere esposto sul parabrezza anteriore del veicolo.

L’ultima ordinanza della Cassazione sul tema [1] ha affermato che non è sufficiente l’esposizione del contrassegno in auto, ma serve anche la presenza a bordo del mezzo del titolare al quale è stato rilasciato. La vicenda decisa riguardava un automobilista che era stato contravvenzionato per aver circolato in Ztl senza autorizzazione ed aveva proposto ricorso affermando che l’autovettura era munita di permesso rilasciato a una persona disabile.

La Suprema Corte, però, ha respinto il ricorso perché il contrassegno invalidi era stato rilasciato a persona diversa da quella nei cui confronti era stata elevata la multa, e il soggetto contravvenzionato non era riuscito a dimostrare che il disabile si trovasse a bordo del veicolo. Nell’occasione i giudici di piazza Cavour hanno affermato il seguente principio di diritto: «La circolazione nelle zone a traffico limitato è consentita dalla legge solo qualora l’autovettura sia utilizzata per il trasporto della persona titolare del relativo contrassegno, avendo esso carattere strettamente personale con l’effetto che grava sul soggetto sanzionato dimostrare, nella circostanza, che l’uso dell’autoveicolo è avvenuto a beneficio della persona invalida, quale condizione legittimante la possibilità di superare il divieto di circolare nelle predette zone».


note

[1] Cass. ord. n. 37452 del 30.11.2021.

[2] Art. 12 D.P.R. n. 503/1996.

[3] Art. 11 D.P.R. n. 503/1996.

[4] Art. 381 Reg. att. Cod. strada.

[5] Cass. sent. n. 21320/2017.

[6] Cass. sent. n. 719/2008.


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