Agcm: Togliere l’esclusiva stragiudiziale agli avvocati

10 Luglio 2014
Agcm: Togliere l’esclusiva stragiudiziale agli avvocati

L’Antitrust in tema di legge annuale sulla concorrenza: bisogna estendere la consulenza e assistenza ad altri professionisti, preventivi obbligatori e pubblicità no limits: gli ordini professionali fanno di tutto per limitare la concorrenza.

L’Antitrust vuole togliere agli avvocati “l’esclusiva” nelle attività stragiudiziali.

Secondo l’Antitrust, la consulenza e l’assistenza ben potrebbero essere svolte da altri professionisti non necessariamente abilitati con il titolo e iscritti all’ordine: e ciò, a maggior ragione, in campi come la “materia contabile, tributaria o amministrativa”. In tali settori – dice il Garante – i professionisti ben potrebbero essere in grado di fornire servizi “secondo standard che il mercato stesso valuta, allo stato, come accettabili”.

L’Agcm si scaglia, dunque, per l’ennesima volta, contro gli ordini professionali, e in particolare contro quello forense, da sempre nel suo mirino, colpevoli – a suo dire – di falsare il gioco della concorrenza e far di tutto per limitare la liberalizzazione del mercato voluta da Bersani. Questa volta il Garante trova, come occasione per bacchettare l’ordine dei legali, l’annuale segnalazione al Parlamento e al Governo per la periodica “legge per il mercato e la concorrenza” del 2014.

L’Agcm poi si dice favorevole alle società multidisciplinari tra professionisti, con la partecipazione di soci di capitale. La replica dell’Anai, l’Associazione Nazionale degli Avvocati Italiani, non si è fatta attendere: “L’indipendenza della professione forense, specie nell’esercizio della funzione difensiva, sarà irrimediabilmente violata e disattesa”.

Disparità di trattamento

Il presidente dell’Antitrust parla, con riferimento all’ordine degli avvocati, di una categoria che crea “ingiustificate disparità di trattamento”. Nel mirino di Giovanni Pitruzzella, Garante in carica, c’è proprio l’ultima riforma forense, che costituirebbe un passo indietro per i principi del libero mercato. Tale “riforma” pone gli avvocati in una posizione privilegiata rispetto agli altri professionisti.

Per combattere allora tali disparità, l’Agcm suggerisce al Parlamento una serie di proposte:

1. prevedere espressamente la pubblicità dei compensi per le prestazioni professionali;

2. disporre l’obbligo di fornire il preventivo al cliente in ogni occasione e non solo “a richiesta” di quest’ultimo;

3. abrogare i parametri stabiliti con Dm 55/2014 e la possibilità del loro utilizzo per determinare il compenso dell’avvocato, in caso di mancato accordo con il cliente;

4. cancellare il divieto del patto di quota lite, che risulta “in contraddizione con quanto stabilito circa la libertà nella determinazione del compenso”.

La protesta dell’Associazione degli Avvocati è forte: con riferimento all’eliminazione del divieto di pubblicizzare i compensi, l’Anai dice: “l’Antitrust sbaglia sul presupposto destituito di ogni fondamento che l’avvocato sia un imprenditore e che la sua attività sia mercantile e assoggettata alle regole della concorrenza commerciale”. Un concezione “che è in contrasto – conclude – con la funzione che esercita l’avvocato e che è riconosciuta dalla Costituzione”.


note

Autore immagine: 123rf com


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11 Commenti

  1. L’agcm è assurda. Ci vuole far morire di fame ormai. Saremmo una categoria privilegiata? Pensano a tutti i professionisti (notai, farmacisti, medici) ma la nostra categoria è sempre più calpestata. Assurdo…

  2. Siiiii ahahahahahahha Così la finirete di scroccare sulle sciagure della gente

  3. Bisogna eliminare l’obbligatorietà del patrocinio legale in ogni giurisdizione e grado. Il patrocinio deve essere una scelta non un obbligo.

  4. L’attività extragiudiziale non e esclusiva agli avvocati  sentenza Cassazione civile , sez. I, sentenza 01.04.2008 n° 8445

  5. Agcm interviene sempre a sproposito trascurando che commercialisti e notai hanno creato le proprie rispettive fortune economiche invadendo invariabilmente i campi di competenza di noi avvocati. arrecando molto spesso ai propri clienti danni inimmaginabili senza mai pagarne le conseguenze, restando sempre ignota la prestata ed abusiva consulenza legale.
    Giacchè è sempre tanto protesa a tutela del povero cliente dell’avvocato, AGMC perchè non interviene nell’eclatante disparità di trattamento legislativa che prevede la garanzia assicurativa a beneficio del cliente per tutelarsi dagli eventuali strafalcioni dell’avvocato e di contro non prevede invece una polizza obbligatoria a carico del cliente a garanzia delle sue obbligazioni scaturenti dall’attività professionale che gli è stata prestata ?

  6. . . . . che l’avvocato possa incorrere in qualche errore di distrazione o negligenza è abbastanza raro mentre è invece la norma quella che l’avvocato debba tirare il collo per farsi pagare dal cliente.
    Non c’è società, banca, compagnia di assicurazione, ente pubblico, agente della riscossione (esattoria), privato che non tenti di arrampicarsi sugli specchi pur di eludere l’amaro calice del pagamento.
    Basterà dare uno sguardo alle statistiche per verificare se proporzionalmente sia prevalente il numero di contenziosi per responsabilità professionale rispetto a quello avente ad oggetto il pagamento per compensi professionali non corrisposti

  7. . . . ignoro le statistiche ma scommetto che il rapporto del contenzioso è di 1 a 5.000

  8. Vorrei capire perché’ un laureato in giurisprudenza non possa autopatrocinarsi in ogni grado di giurisdizione solo perché non è iscritto all’ordine forense!

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