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Matrimonio di incapace: annullabile su richiesta degli eredi?

10 Luglio 2014 | Autore:
Matrimonio di incapace: annullabile su richiesta degli eredi?

La legge non consente che la domanda di annullamento sia formulata dagli eredi; esistono, tuttavia, altri strumenti di tutela dell’incapace.

Quello delle truffe e dei raggiri da parte di sconosciuti ai danni del portafoglio degli anziani è un fenomeno ormai frequente e dal quale anche i mass media mettono continuamente in guardia. A ciò si aggiunge che, col mutare dei tempi e dei costumi, sempre più figli sono costretti a cercare, al di fuori della famiglia, la necessaria assistenza per i genitori anziani.

E così la solitudine, il bisogno di ricevere affetto e attenzioni, non di rado, porta soggetti, non più giovanissimi o comunque bisognosi di cure, a legarsi sentimentalmente a chi se ne occupa ogni giorno e a scegliere, in alcuni casi, di sposarlo.

Sul tema ci siamo già soffermati, domandandoci se possa ravvisarsi una condotta illecita nel comportamento di chi, approfittando della fragilità dell’anziano, lo convinca alle nozze (per un approfondimento leggi: “Fingersi innamorati per farsi sposare è reato?

Ma quello che oggi ci chiediamo è: possono gli eredi di una persona ritenuta incapace di intendere e di volere chiedere l’annullamento del matrimonio contratto dal proprio congiunto?

Per rispondere a questa domanda occorre fare una premessa.

Secondo la legge [1], quando un soggetto compie determinati atti giuridici (si pensi alla sottoscrizione di un contratto), questi possono essere annullati su sua domanda o dei suoi eredi o di coloro che ne hanno acquistato il relativo diritto (cosiddetti “aventi causa”), se da tali atti derivi un grave pregiudizio; al giudice, tuttavia, va data prova che gli atti in questione siano stati compiuti in uno stato di incapacità di intendere e di volere.

Se questa è una regola generale, essa tuttavia non trova applicazione nell’ambito della disciplina del matrimonio, per il quale, invece, la legge [2] sancisce un generale principio di intrasmissibilità agli eredi dell’azione di impugnazione, a meno che non  sia già pendente il relativo giudizio al momento della morte del familiare. In altre parole, solo se, in vita, il coniuge “incapace” abbia già intrapreso (una volta recuperate le facoltà mentali) un giudizio di annullamento del proprio matrimonio, tale azione potrebbe essere proseguita dai suoi eredi; diversamente questi ultimi non potrebbero arrogarsi alcun diritto di “sostituirsi” ai diritti del deceduto.

Ma che succede quando il soggetto non abbia impugnato in vita il matrimonio? Esiste una tutela per gli eredi dinanzi a matrimoni spesso celebrati fra un familiare psichicamente fragile e facile vittima di raggiro, e uno spinto da soli interessi economici?

Ha dato risposta a questa domanda la Cassazione in una pronuncia di pochi giorni fa [3].

La Corte, innanzitutto precisa che il matrimonio è un atto personalissimo e, pertanto, il legislatore ha adottato una precisa scelta di escludere gli eredi dalla domanda di annullamento del matrimonio del congiunto, facendone valere l’incapacità. In altre parole, il soggetto, se pur di fatto incapace, è legalmente capace in quanto non interdetto ed è, pertanto, l’unico a poter decidere se impugnare o meno il proprio matrimonio [4]. Al contrario, il matrimonio contratto dal coniuge interdetto può essere impugnato da chiunque abbia un legittimo interesse a farlo [5].

Ciò premesso, i Supremi giudici evidenziano che, pur non esistendo una espressa previsione di legge a riguardo, in realtà il vuoto normativo in materia è solo apparente, poiché esistono, una serie di norme che consentono comunque di tutelare la persona che si trovi in un persistente stato di incapacità (non legale).

Il soggetto bisognoso di assistenza, infatti, può essere affiancato da un amministratore di sostegno [6] nella manifestazione del proprio volere, ed essere così tutelato da possibili pressioni esterne anche nell’ esercizio di atti personalissimi.

Si tratta di un soluzione poco invasiva che permette di aiutare la persona con una limitata capacità fisica o psichica a comprendere il significato delle proprie azioni e scelte (per un approfondimento leggi: “Interdizione per l’incapace? No, c’è l’amministratore di sostegno”; “Amministrazione di sostegno: cos’è e come funziona”).

 

Detto questo, la Suprema Corte elenca, a titolo esemplificativo, una serie di norme cui è possibile fare riferimento per la tutela delle scelte da parte del soggetto incapace:

1. quella che consente al giudice tutelare, (sia nel provvedimento di nomina dell’amministratore che in seguito), di estendere effetti, limitazioni o decadenze a tutela della persona interdetta o inabilitata anche a chi beneficia dell’amministrazione di sostegno [7];

2. la norma che prevede la possibilità di nominare un curatore speciale per proporre la domanda di divorzio [8];

3. quella che ammette che la richiesta di interruzione della gravidanza venga manifestata dal tutore della gestante interdetta [9];

4. la norma che stabilisce, nel caso di incapacità del paziente, che il consenso ai trattamenti sanitari possa essere prestato da chi lo rappresenta [10].

In conclusione, non sussiste alcun vuoto normativo sul tema della tutela giuridica degli eredi rispetto alle scelte personalissime compiute in vita dal familiare incapace (se pur non legalmente riconosciuto), come quella di contrarre matrimonio.

La stessa legge, infatti, prevede degli specifici strumenti che consentono a quest’ultimo di esercitare il proprio diritto fondamentale ad autodeterminarsi e tutelare così anche gli eredi da eventuali scelte pregiudizievoli compiute in vita dal congiunto. In particolare, l’istituto dell’amministrazione di sostegno rappresenta, a riguardo, lo strumento di tutela più idoneo.


note

[1] Art. 428 cod. civ.

[2] Art. 127 cod. Civ.

[3] Cass. sent. n. 14794 del 30.06.14.

[4] Art. 120 cod. civ.

[5] Art. 119 cod. civ.

[6] Art. 404 e ss. cod. civ.

[7] Art. 411 cod. civ.

[8] Art. 4, c. 5, l. n. 898/1970.

[9] Art.13 della l. n.194/1978.

[10] Art. 6  Conv. di Oviedo (sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina) del 4.04.97.

Autore immagine: 123rf com


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