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Errore di progettazione, conseguenze e tutele

10 Luglio 2014 | Autore:
Errore di progettazione, conseguenze e tutele

Sono un disegnatore meccanico con Partita Iva, artigiano; ho eseguito alcuni disegni per un cliente, circa una settantina di particolari; purtroppo su due pezzi ho commesso un errore e i due pezzi (fisici) sono stati rifatti. Ora il mio cliente vuole addebitarmi tutti i costi del manufatto (Ore, materiale, lavorazione ecc.). Vorrei sapere cosa prevede la legge, cosa effettivamente mi può addebitare. Aggiungo che la forma di collaborazione NON vi sono contratti (o scritti) su questo argomento.

Il rapporto tra disegnatore con partita iva e cliente si definisce come “prestazione d’opera” e cioè come  rapporto in base al quale una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del cliente-committente.

L’accordo tra le parti circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche ed i costi dell’opera non richiede necessariamente la forma scritta, potendovi essere anche un’intesa semplicemente verbale tra le parti.

L’opera commissionata deve essere eseguita e consegnata al cliente-committente così secondo le condizioni concordate tra le parti, quindi senza errori od omissioni, di qualità e con le caratteristiche promesse.

L’accettazione dell’opera da parte del committente, senza alcuna critica, libera il prestatore d’opera da qualsiasi responsabilità per difformità o errori nella sua riuscita.

Questo, però, purché le difformità o i vizi dell’opera siano – al momento della consegna – noti al committente o da lui facilmente riconoscibili.

Il cliente che invece riscontri nell’opera ricevuta vizi o difformità rispetto a quanto commissionato, dovrà denunciare tali mancanze al prestatore entro otto giorni dalla scoperta e promuovere eventualmente un’azione legale nei suoi confronti entro un anno dalla consegna.

In tal caso, il committente avrà diritto al risarcimento del danno che, per negligenza o incapacità del prestatore d’opera, gli sia derivato: quindi, ad esempio, il rimborso dei costi sostenuti per il rifacimento dell’opera oggetto dei progetti.


note

Autore immagine: 123rf com


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