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Diritto di credito: prescrizione

28 Febbraio 2022 | Autore:
Diritto di credito: prescrizione

Il diritto di un creditore non dura all’infinito ma, con il trascorrere del tempo, scade: perché? Quali effetti derivano dalla scadenza e come si possono evitare?

Il diritto di credito è quello che attribuisce al creditore, ovvero alla parte attiva di un rapporto obbligatorio, il potere di pretendere un certo comportamento, o meglio, una prestazione – vedi il pagamento di una somma di denaro ma anche la consegna di un bene o la fornitura di un servizio – da un altro soggetto chiamato debitore (parte passiva). Tale diritto va esercitato entro un determinato lasso di tempo altrimenti si prescrive [1]. Ma cos’è la prescrizione?

Il diritto di credito cade in prescrizione se il creditore non esige la prestazione dovuta nel periodo stabilito dalla legge, rimanendo inerte. In sostanza, egli perde la possibilità di rivolgersi a un giudice affinché comandi al debitore di eseguirla.

Ad esempio, Tizio deve ricevere 1.500 euro da Caio. Se questi non adempie spontaneamente e Tizio non si preoccupa di riscuotere il denaro nei tempi previsti, il suo diritto di credito si prescrive per cui Caio si libera definitivamente dall’obbligo di pagamento e Tizio non potrà più recuperare la somma dovuta in alcun modo.

Diritto di credito: perché è prevista la prescrizione?

Le motivazioni per le quali la legge prevede che il diritto di credito deve essere esercitato in un determinato arco di tempo, pena la prescrizione, sono diverse.

Innanzitutto, si presume che se il titolare del diritto è rimasto indifferente, vuol dire che non ha più interesse a ricevere la prestazione. La prescrizione, quindi, serve a liberare il debitore dal suo obbligo e, al contempo, rappresenta per lui una sorta di vantaggio.

Inoltre, attraverso la previsione della prescrizione del diritto di credito, la legge vuole evitare di vincolare il debitore per un tempo indeterminato. Preferisce tutelare la stabilità della situazione giuridica che si è venuta a creare a causa dell’inerzia del creditore piuttosto che il suo diritto. Peraltro, la circostanza che sia trascorso un rilevante periodo di tempo da quando è sorta l’obbligazione, potrebbe rendere difficile la contestazione, da parte del debitore, della pretesa del creditore.

Infine, la prescrizione del diritto di credito può essere considerata come una sanzione all’inerzia del creditore, che non si è attivato per ottenere quanto gli spetta e, anche da questo punto di vista, viene privilegiata la situazione del debitore.

Diritto di credito: quali sono le conseguenze della prescrizione?

La prescrizione del diritto di credito comporta la perdita, per il creditore, della possibilità di ottenere tutela dinanzi al giudice. In parole più semplici tale soggetto, nell’ipotesi di mancato adempimento spontaneo, non può più citare in giudizio il debitore, chiedendo al giudice di condannarlo ad eseguire la prestazione dovuta.

Tuttavia, se il debitore dovesse adempiere nonostante il diritto di credito sia ormai prescritto, ad esempio pagando la somma dovuta al creditore, successivamente non potrà ottenere la restituzione dei soldi versati, sostenendo di non essere a conoscenza dell’avvenuta prescrizione.

Se, invece, non adempie e il diritto di credito si prescrive, si libera definitivamente da ogni obbligo e il creditore non può agire nei suoi confronti.

Diritto di credito: quando avviene la prescrizione?

In generale, perché possa avvenire la prescrizione di un diritto di credito sono necessari alcuni elementi:

  1. l’effettiva esistenza del diritto di credito;
  2. il mancato esercizio del diritto di credito;
  3. il trascorrere del tempo prescritto dalla legge.

In relazione a quest’ultimo elemento è opportuno rilevare che non per tutti i diritti di credito è previsto lo stesso tempo per la prescrizione, potendo variare in relazione alla ragione che ne sta a fondamento.

In generale, per i diritti di credito che derivano da un contratto, la prescrizione è di 10 anni, salvo che la legge disponga diversamente, mentre per quelli che derivano da atto illecito – si pensi ad esempio al diritto al risarcimento del danno derivante da infiltrazioni d’acqua – la prescrizione è di 5 anni.

Esistono delle eccezioni per quanto riguarda i diritti di credito di natura contrattuale quali ad esempio quelle relative al pagamento:

  • delle bollette di luce, acqua e di gas, che si prescrivono in 2 anni;
  • degli onorari dei professionisti (avvocati, medici, commercialisti, ecc.), che si prescrivono in 3 anni;
  • delle bollette del telefono, che si prescrivono in 5 anni;
  • dei canoni di affitto, che si prescrivono in 5 anni come i contributi dovuti al condominio per le bollette ordinarie. Invece, i contributi dovuti per le bollette straordinarie si prescrivono in 10 anni;
  • dell’assicurazione, che si prescrive in 1 anno;
  • del pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere e b&b, che si prescrive in 6 mesi.

Per quanto attiene alle eccezioni dei diritti di credito derivanti da atto illecito è bene ricordare che quelli conseguenti agli incidenti stradali si prescrivono in 2 anni mentre per i danni e i vizi derivanti da un contratto di appalto, la relativa denuncia di contestazione va fatta entro 60 giorni dalla scoperta.

L’elenco completo dei termini di prescrizione è possibile trovarlo nell’articolo “Prescrizione dei crediti”.

Il termine per la prescrizione decorre da quando il diritto di credito può essere fatto valere. Più precisamente, per quelli derivanti da contratti, da quando scade il termine per il pagamento mentre per quelli che derivano da atti illeciti, dal momento in cui viene commessa la condotta che ha determinato il danno.

Diritto di credito: come evitare la prescrizione?

Per evitare la prescrizione di un diritto di credito è necessario che nell’arco di tempo prescritto dalla legge, il creditore eserciti tale diritto mediante l’invio al debitore di:

  1. una formale richiesta di adempimento (ad esempio, un sollecito di pagamento). In questo caso, è opportuno utilizzare un mezzo che garantisca la prova dell’avvenuto ricevimento come una raccomandata a/r o una posta elettronica certificata (pec);
  2. la notifica di un atto giudiziario (si pensi ad un atto di citazione o a un decreto ingiuntivo).

Ogni volta che il diritto di credito viene esercitato, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo, per un altro periodo di pari durata.

Tornando all’esempio iniziale di Tizio che deve ottenere il pagamento di una somma di denaro da Caio, se prima della scadenza del decimo anno, invia un sollecito di pagamento al debitore, il termine di prescrizione si interrompe e iniziano a decorrere altri 10 anni durante i quali deve esercitare nuovamente il suo diritto tramite un altro sollecito o con la notifica di un atto giudiziario.

Se viene iniziata una causa civile, la prescrizione si interrompe per tutto il tempo che dura il giudizio e inizia a decorrere nuovamente con la pubblicazione della sentenza. In questa ipotesi, però, si applica la prescrizione per gli atti giudiziari che è decennale.

La prescrizione viene evitata anche quando il debitore riconosce il credito altrui in maniera formale, inviando una lettera al creditore, oppure tacitamente, ad esempio chiedendo una dilazione del pagamento della somma dovuta.


note

[1] Art. 2934 cod. civ.


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1 Commento

  1. Buongiorno. E che dire del ladrocinio perpetrato dallo stato che ti chiede il 6% della somma dovuta anche se non l’hai incassata?

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