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Il comodato d’uso è sempre gratuito?

3 Dicembre 2021
Il comodato d’uso è sempre gratuito?

Rimborsi spese, pagamento tasse e manutenzione: gli obblighi che possono essere posti a carico del comodatario senza trasformare il contratto in una locazione. 

L’articolo 1803 del Codice civile definisce il comodato come quel contratto con cui una persona consegna a un’altra una cosa mobile o immobile affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, per poi restituirla. 

La norma conclude poi con queste parole: «il comodato è essenzialmente gratuito». Questa precisazione fa ritenere che, qualora fosse previsto un compenso, il contratto cesserebbe di essere qualificato come comodato ma diverrebbe una locazione, con tutti gli obblighi che da ciò derivano (si pensi alla registrazione in caso di un appartamento). 

La regola della gratuità del comodato è però interpretata in modo elastico. Secondo la giurisprudenza, infatti, se anche è vero che il comodato d’uso è sempre gratuito, è ben possibile prevedere un compenso minimo, che non sia un vero e proprio corrispettivo. In tal caso, si parla di «comodato modale».

Vediamo allora quali sono gli obblighi che possono essere posti a carico del comodatario senza che ciò snaturi il contratto, senza cioè trasformarlo in una locazione. In buona sostanza, cercheremo di capire se il comodato d’uso è sempre gratuito o se piuttosto è compatibile con alcuni obblighi. 

Comodato: verbale o scritto?

Il comodato è valido anche se non viene stipulato per iscritto ma con un semplice accordo verbale. Ciò anche quando ha ad oggetto un immobile. Così, ad esempio, il padre può prestare al figlio la propria casa senza bisogno di redigere scritture private. La scrittura servirà però a mettere in chiaro i patti e ad evitare contestazioni. 

L’aspetto principale che suggerisce la redazione per iscritto del comodato è l’apposizione di un termine di scadenza, in modo tale che vi sia certezza su di esso e il comodante possa più agevolmente ottenere la restituzione del proprio bene.

Il comodato redatto per iscritto deve essere però registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla sua stipula. Sul punto, leggi Quando è obbligatorio registrare il comodato. 

Obblighi in capo al comodatario

Colui che riceve in comodato il bene viene definito comodatario. 

La semplice stipula del contratto di comodato implica in automatico degli obblighi a carico del comodatario, obblighi previsti dal Codice civile e che perciò operano anche se non vi è alcun documento scritto.

Il rispetto di tali obblighi non altera la gratuità del comodato. Non si tratta infatti di controprestazioni ma dell’attuazione dei doveri di buona fede. In particolare, il comodatario deve custodire il bene con la diligenza del buon padre di famiglia fino alla sua riconsegna. 

In caso di furto del bene, il comodatario è responsabile solo se non ha adottato tutte le precauzioni che le circostanze suggerivano per evitare la sottrazione del bene.

Inoltre, il comodatario deve sostenere le spese di ordinaria manutenzione del bene affinché lo stesso sia mantenuto nel suo stato originario, evitandone il deterioramento, salva ovviamente l’usura derivante dall’uso. Di tali spese non può chiedere quindi il rimborso. Eventuali spese per migliorie da lui fatte senza il consenso del comodante sono a suo carico.

Comodato con controprestazione

Abbiamo detto che il contratto di comodato non può imporre al comodatario il pagamento di un prezzo per l’uso del bene ma può addossargli degli obblighi “supplementari”. Si pensi al comodato di un appartamento con obbligo di versare le spese condominiali. Non si tratta di un corrispettivo ma di ciò che i tecnici chiamano “modus” o “onere”.

Chiaramente, per dimostrare l’esistenza di una controprestazione è necessario che il comodato sia redatto per iscritto in modo che l’onere sia specificato in modo chiaro. 

La Cassazione ha ritenuto compatibile con la gratuità del comodato l’imposizione di un rimborso spese a carico del comodatario di un immobile. Deve però essere di importo minimo, ben al di sotto di un normale canone di affitto (anche se “calmierato”).

Un ulteriore onere potrebbe essere costituito dall’obbligo di eseguire delle riparazioni al bene, affinché lo stesso sia rimesso a nuovo, purché l’entità delle spese non sia ingente.  

Un altro tipico caso è quando si dà in comodato un terreno e il comodatario è tenuto a versare una parte del raccolto al proprietario. 

Il comodatario che debba affrontare spese relative a tasse o manutenzione dell’immobile al fine di poterlo utilizzare, può liberamente scegliere se provvedervi o meno, ma, se decide di sostenerle, lo fa nel suo esclusivo interesse e non può pretenderne il rimborso dal comodante; né fa venir meno il carattere di gratuità del comodato la presenza di un onere a carico del comodatario, purché esso non si ponga come corrispettivo del godimento della cosa, con natura di controprestazione.



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