Sconti e bonus, così cambia l’Irpef

3 Dicembre 2021 | Autore:
Sconti e bonus, così cambia l’Irpef

Cambia il sistema delle detrazioni, che comprenderà il bonus Renzi. Quale sarà il peso reale dell’imposta e il risparmio in busta paga dopo la riforma.

Quanti soldi risparmieranno gli italiani in tasse dal 2022? La riforma dell’Irpef varata dal Governo Draghi, che non convince i sindacati, porterà veramente un taglio delle imposte? Oppure il peso che verrà tolto da una parte sarà caricato da un’altra? Di sicuro, c’è che una delle attuali cinque aliquote Irpef verrà eliminata. Il resto sono calcoli frenetici che in questi giorni si moltiplicano ma che aiutano a capire in quale direzione sta andando il Governo.

La riforma fiscale prevede, come detto, quattro aliquote anziché cinque e garantisce una detrazione di base da 3.100 euro contro gli attuali 1.880 euro. Si alza sopra gli 8.000 euro la soglia della no tax area, il che significa che aumenta il numero dei contribuenti più poveri esenti dal pagamento dell’Irpef. Tale limite viene portato a 8.500 euro per i pensionati. Il nuovo sistema di detrazioni fiscali previsto dal 2022 si «mangerà» il bonus Renzi da 80 euro, portato dal secondo Governo Conte a 100 euro. In pratica, non si troverà più in busta paga il contributo in soldi ma i lavoratori ne beneficeranno sotto forma di detrazione fiscale. Non tutti, però: il bonus «in moneta» continuerà ad essere versato a chi ha un reddito inferiore a 15.000 euro: un’Irpef troppo bassa non consentirebbe di utilizzare la detrazione.

Come si traduce nella pratica tutto questo impianto teorico di bonus e di sconti? Il ministero dell’Economia prova a spiegarlo in una tabella che riporta il reale peso dell’Irpef sul reddito imponibile e che si può sintetizzare in questo modo:

  • chi guadagna tra 12mila e 15mila euro l’anno avrà un peso Irpef quasi impercettibile: circa il 2%;
  • da 15mila a 20mila euro, il 9,6%;
  • da 20mila a 26mila euro, il 13%
  • da 26mila a 29mila euro, il 17,4%;
  • da 29mila a 35mila euro, il 19,9%;
  • da 35mila a 40mila euro, il 22,5%;
  • da 40mila a 50mila euro, il 25%;
  • da 50mila a 55mila euro, il 27,1%;
  • da 55mila a 60mila euro, il 28,2%.

E così via, fino ai redditi più alti. Quelli, ad esempio, tra 90mila e 100mila euro avranno un peso reale dell’Irpef di quasi il 33%. Superano il 40% i redditi che appartengono ai contribuenti più ricchi, con redditi sopra i 300mila euro.

Questa tabella ci dice che l’aumento del peso dell’Irpef accelera proprio nella fascia centrale dei redditi, quella cioè a cui appartiene la maggior parte dei lavoratori dipendenti.

Sempre secondo quei «calcoli frenetici» di questi giorni, il risparmio «in soldoni» che si troverà in busta paga sarà questo:

  • fino a 15mila euro: 61 euro;
  • da 15mila a 28mila euro: 150 euro;
  • da 28mila a 50mila euro: 417 euro;
  • da 50mila a 55mila euro: 692 euro;
  • da 55mila a 75mila euro: 468 euro;
  • oltre 75mila euro: 247 euro.


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